{"id":1396,"date":"2021-08-02T00:00:00","date_gmt":"2021-08-02T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/thefox.withemes.com\/times\/if-anyone-fights-anyone-of-us-hes-gotta-fight-with-me\/"},"modified":"2021-08-25T08:57:47","modified_gmt":"2021-08-25T08:57:47","slug":"camerun-2012","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2021\/08\/02\/camerun-2012\/","title":{"rendered":"Camerun 2012"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap\">\u201cOgni viaggio che fai, cambi un poco di pi\u00f9, ogni cosa che fai, ti avvicini di pi\u00f9\u201d, cantava Alice in una canzone di pi\u00f9 di trent&#8217;anni fa. Ed \u00e8 proprio cos\u00ec che mi sento al termine di ogni viaggio: cambiato, diverso dal me stesso di prima, non importa se il viaggio sia stato di lavoro o di piacere. Il segreto per me \u00e8 riuscire a trasformarmi da turista in viaggiatore, cio\u00e8 da qualcuno che visita le bellezze del luogo a qualcuno che comincia a scoprire l&#8217;anima del luogo, entrando in contatto con chi quel luogo lo vive. Ovviamente non sempre ci si riesce, non sempre si ha tempo sufficiente per entrare in contatto con la realt\u00e0 locale ma, quando questo avviene, si provano emozioni che non si proverebbero restando a casa. In questa rubrica vorrei raccontarvi alcune di queste emozioni.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"720\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Camerun3.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3661\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Camerun3.jpg 960w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Camerun3-300x225.jpg 300w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Camerun3-768x576.jpg 768w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Camerun3-480x360.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Era il febbraio 2012 quando partii per il Camerun, per il mio primo viaggio in quella che io chiamo \u201cl&#8217;Africa dell&#8217;uomo\u201d. Avevo scelto il Camerun perch\u00e9 l&#8217;itinerario proponeva le aree del nord e dell&#8217;estremo nord del Paese, attraverso la visita dei mercati dei vari villaggi. Dopo l&#8217;arrivo a Douala e un volo interno per Garoua, si proseguiva verso nord fino al arrivare al lago Ciad, con la visita all&#8217;isola di Kofia. E&#8217; stato in quel viaggio che ho conosciuto veramente i bambini, togliendo finalmente i paraocchi dell&#8217;uomo occidentale.<\/p>\n\n\n\n<p>Eravamo appena partiti da Garoua e le auto facevano benzina presso una stazione di servizio, mentre noi viaggiatori prendevamo una bibita nel piccolo autogrill del luogo. Mentre attendevo i miei compagni di viaggio nei pressi dell&#8217;auto, vidi degli altri viaggiatori che offrivano un biscotto alla marmellata a un bambino che gironzolava in quel cortiletto. Con mia grande sorpresa il bambino non divor\u00f2 quel biscotto succulento, ma si allontan\u00f2, raggiunse un altro altro bambino, presumibilmente il fratellino, spezz\u00f2 il biscotto in due e mangiarono insieme.<\/p>\n\n\n\n<p>Poche ore dopo, lungo la strada ci trovammo di fronte a grandi campi di cotone, con tanti lavoratori che lo raccoglievano. Scendemmo dalle auto e ci avvicinammo per parlare con loro, quando all&#8217;improvviso spuntarono dozzine di bambini e un pallone da calcio. Uno di loro mi si avvicin\u00f2, tir\u00f2 fuori un quadernone dal suo zainetto, mi inform\u00f2 che andava a scuola e si offr\u00ec di farmi dare uno sguardo al suo quaderno. Dapprincipio non capivo, e sfogliai le pagine per pura cortesia, colpito dal fatto che il bambino non era certo un primo della classe. Mi spieg\u00f2 che lui era un bimbo fortunato, perch\u00e9 poteva andare a scuola, e mi chiese di regalargli una penna. Imparai cos\u00ec che, nei luoghi dove l&#8217;accesso all&#8217;istruzione non \u00e8 garantito a tutti, chi pu\u00f2 andare a scuola sa di essere privilegiato, e ci tiene a esprimere tutto il suo orgoglio.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;incontro che per\u00f2 mi cambi\u00f2 la vita, facendomi imparare una grande lezione, fu quello che avvenne pochi giorni dopo poco lontano da Maroua, nel mercato di un villaggio conosciuto per la bellezza delle donne del luogo. Al nostro arrivo fummo immediatamente circondati da tanti bambini: essendo noi 9 gli unici bianchi del luogo, generavamo curiosit\u00e0 e attenzione. I bambini si muovevano a gruppetti e seguivano quello di noi che sembrava loro pi\u00f9 interessante. Poco dopo aver cominciato il mio giro,&nbsp; fui avvicinato da un bambino di non pi\u00f9 di cinque anni, che mi colp\u00ec subito perch\u00e9 era diverso dagli altri: a differenza di tutti gli altri, non rideva o sorrideva ma mi guardava serio; nonostante il caldo infernale, non indossava come gli altri una maglietta a maniche corte, ma una felpa blu di pile, in alcuni punti sporca di terra. Forse confuso a causa della polo rosa che indossavo, mi chiese: \u201cMadame, mi fai un regalo?\u201d Allora io, col mio francese imbarazzante, gli risposi. \u201cMadame a me? Ma se sono il tuo pap\u00e0!\u201d Continu\u00f2 a camminare con me, senza mai sorridere. Arrivarono altri bambini, e poi altri ancora e allora lui mi prese la mano e me la strinse. Continuai a camminare col bambino per mano, e tutti gli altri attorno. All&#8217;inizio la cosa mi piacque, ma poi cominciai a sentirmi a disagio. Ero l&#8217;unico bianco in quella zona del mercato, non riuscivo a&nbsp; trovare nessuno dei miei compagni di viaggio, ovunque cercassi con lo sguardo vedevo solo uomini locali, tutti grandi e grossi. Cominciai a pensare che avrebbero potuto scambiarmi per un pedofilo e linciarmi. Non sapevo, allora, che prendersi per mano \u00e8 semplice gesto di affetto o amicizia e non ha alcuna connotazione sessuale. Il disagio crebbe e allora, non senza imbarazzo, gli lasciai la mano, dicendogli che gli avrei dato il mio regalo alla fine del giro. Continuammo a camminare tutti insieme, ma la folla era tanta, i bambini sempre pi\u00f9 numerosi e chiassosi, e a un certo punto mi resi conto di averlo perso. Chiesi agli altri bambini dove fosse, ma non lo sapevano. Mi sentii all&#8217;improvviso tristissimo, ma continuai a sorridere agli altri bambini, sempre allegri e chiacchieroni.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery alignwide columns-3 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\"><ul class=\"blocks-gallery-grid\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><a href=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Camerun2.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"720\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Camerun2.jpg\" alt=\"\" data-id=\"3662\" data-full-url=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Camerun2.jpg\" data-link=\"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2018\/09\/02\/if-anyone-fights-anyone-of-us-hes-gotta-fight-with-me\/camerun2\/\" class=\"wp-image-3662\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Camerun2.jpg 960w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Camerun2-300x225.jpg 300w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Camerun2-768x576.jpg 768w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Camerun2-480x360.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><a href=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Camerun1.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"720\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Camerun1.jpg\" alt=\"\" data-id=\"3663\" data-full-url=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Camerun1.jpg\" data-link=\"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2018\/09\/02\/if-anyone-fights-anyone-of-us-hes-gotta-fight-with-me\/camerun1\/\" class=\"wp-image-3663\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Camerun1.jpg 960w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Camerun1-300x225.jpg 300w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Camerun1-768x576.jpg 768w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Camerun1-480x360.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><a href=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Camerun4.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"720\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Camerun4.jpg\" alt=\"\" data-id=\"3664\" data-full-url=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Camerun4.jpg\" data-link=\"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2018\/09\/02\/if-anyone-fights-anyone-of-us-hes-gotta-fight-with-me\/camerun4\/\" class=\"wp-image-3664\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Camerun4.jpg 960w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Camerun4-300x225.jpg 300w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Camerun4-768x576.jpg 768w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Camerun4-480x360.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/figure><\/li><\/ul><\/figure>\n\n\n\n<p>Alla fine del giro, mi fermai da un piccolo venditore, che aveva non pi\u00f9 di 12-13 anni, per comprare la caramelle alle mie guardie del corpo. Mi spar\u00f2 un prezzo esagerato che non ricordo pi\u00f9, ma non mi misi a contrattare, il prezzo era comunque infinitesimo rispetto al costo delle caramelle qui. Il venditore credeva che le caramelle fossero per me ma, quando gli chiesi di distribuire le caramelle a tutti i bambini, il numero delle caramelle si moltiplic\u00f2, rendendo tutti felici. Erano tutti felici, tranne me che avevo perso il bambino, e cos\u00ec tornai, in silenzio, verso l&#8217;auto&#8230; E fu l\u00ec che lo trovai ad aspettarmi! Contentissimo, gli diedi il regalo promesso e lo abbracciai, e finalmente anche lui sorrise.<\/p>\n\n\n\n<p>Da allora ho imparato a portare con me una scorta di penne da regalare, a comprare le caramelle nei vari mercati, cos\u00ec il commerciante guadagna e i bambini sono felici, a farmi raccontare dai bambini come vivono, se vanno a scuola, a prenderli per mano ma soprattutto a farmi prendere per mano&#8230; Ogni&nbsp;&nbsp; tanto mi capita di ripensare a quel bambino, oggi adolescente. Chiss\u00e0 come sar\u00e0 la sua vita&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era il febbraio 2012 quando partii per il Camerun, per il mio primo viaggio in quella che io chiamo \u201cl&#8217;Africa dell&#8217;uomo\u201d. 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