{"id":3724,"date":"2021-02-06T09:14:00","date_gmt":"2021-02-06T09:14:00","guid":{"rendered":"https:\/\/pappeceblog.it\/?p=3724"},"modified":"2021-08-19T09:29:58","modified_gmt":"2021-08-19T09:29:58","slug":"catia-porri-bambina-nascosta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2021\/02\/06\/catia-porri-bambina-nascosta\/","title":{"rendered":"Catia Porri, bambina nascosta in Svizzera: quanti altri come lei?"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap\">Catia \u00e8 una bambina, serena e spensierata, nella Firenze di fine anni \u201950. Figlia unica, vive con il padre, artigiano e saldatore, e la madre, in casa del nonno materno, vedovo da tanti anni, nel quartiere di Soffiano. L\u2019appartamento si trova vicino alla Casa del Popolo, ed \u00e8 l\u00ec che la piccola Catia trascorre gran parte del suo tempo. Giochi, incontri, riunioni davanti alla televisione, quando c\u2019era una trasmissione importante da vedere.<\/p>\n\n\n\n<p>Le cose cambiano all\u2019inizio degli anni \u201960, quando il nonno, dopo essersi risposato, si trasferisce a Siena e il padre ha dei problemi di lavoro. La famiglia Porri decide allora di trasferirsi a Zurigo, dove gi\u00e0 si trovano gli zii di Catia: la zia aiuter\u00e0 entrambi i genitori a trovare lavoro: come operaio specializzato il padre, in una fabbrica di cappelli la madre.<\/p>\n\n\n\n<p>Il padre \u00e8 il primo ad&nbsp;<strong>arrivare a Zurigo<\/strong>, nella primavera del 1962, e affitta una stanza in un appartamento in condivisione, che accoglier\u00e0 Catia e sua madre al loro arrivo, nel luglio dello stesso anno. Per la dodicenne Catia la nuova citt\u00e0 sembra il paradiso: il lago, il sole e il cielo azzurro, le montagne in lontananza\u2026 Ma la realt\u00e0 si riveler\u00e0 presto ben pi\u00f9 dura.<\/p>\n\n\n\n<p>I problemi cominciano&nbsp;<strong>con l\u2019inizio della scuola<\/strong>: Catia non conosce ancora la lingua, e quindi fa fatica a inserirsi e a seguire le lezioni. I compagni di classe la emarginano, anche gli altri italiani che, nati e cresciuti l\u00ec, parlano bene la lingua locale e si coalizzano con i bambini svizzeri contro la nuova compagna, mettendo in atto quelli che oggi definiremmo azioni di&nbsp;<strong>bullismo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma il peggio arriva pochi mesi dopo, quando&nbsp;<strong>la famiglia Porri riceve una lettera da parte della polizia per gli stranieri<\/strong>:&nbsp;<em>Sehr geehrter Herr Porri\u2026<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nella lettera c\u2019\u00e8 scritto che&nbsp;<strong>Catia deve lasciare la Svizzera<\/strong>, perch\u00e9 i genitori, non essendo in possesso di un permesso di soggiorno almeno annuale, non hanno il diritto di tenere la figlia con s\u00e9. Il visto di Catia, che aveva la durata di soli 6 mesi, sta per scadere e la bambina deve abbandonare il Paese; potr\u00e0 tornare soltanto dopo 6 mesi, con un visto turistico.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"480\" height=\"578\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Catia.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3726\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Catia.jpg 480w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Catia-249x300.jpg 249w\" sizes=\"(max-width: 480px) 100vw, 480px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>\u00c8 in quel momento che comincia&nbsp;<strong>la clandestinit\u00e0<\/strong>, con Catia costretta a nascondersi, prima nella stanza dell\u2019appartamento in condivisione, poi in una stanza di una mansarda in un edificio situato in uno dei quartieri ricchi di Zurigo, dove i genitori avevano affittato due stanze, un tempo assegnate alla servit\u00f9, dai nobili che vivevano nei piani inferiori. Pericolosissimo, per Catia, uscire dalla stanza, perch\u00e9 potrebbe essere vista dagli altri inquilini della mansarda. Ancora pi\u00f9 pericoloso camminare per la stanza, perch\u00e9 i passi potrebbero essere uditi dagli abitanti del piano di sotto.&nbsp;Ogni volta, un viaggio ufficiale verso l\u2019Italia, per ottenere&nbsp; il timbro di espatrio della Polizia elvetica, e poi il rientro in Svizzera, nascosta nel cofano dell\u2019Alfa rossa dei genitori. Fino al successivo visto turistico della durata di sei mesi\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Catia ha raccontato la sua esperienza a Marina Frigerio, che l\u2019ha inserita nel suo libro&nbsp;<em><a href=\"http:\/\/www.il-margine.it\/I-libri\/Catalogo\/BAMBINI-PROIBITI\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Bambini proibiti<\/a><\/em>&nbsp;(ed. Il Margine), insieme a tante altre testimonianze su quella che resta una ferita sanguinante per la Svizzera, sanguinante perch\u00e9 i bambini nascosti potenzialmente esistono tuttora: sono i figli di coloro i quali hanno, oggi, un contratto stagionale e pertanto non hanno il diritto di portare la famiglia con s\u00e9.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Non appena i genitori ricevono il permesso annuale, arriva per Catia la libert\u00e0<\/strong>: finalmente pu\u00f2 andare in giro senza paura, pu\u00f2 incontrare persone, intessere nuovi rapporti di amicizia, ma le difficolt\u00e0 non sono certo finite.&nbsp;<strong>A scuola, Catia viene inserita in una classe differenziale, una sorta di parcheggio per due anni.<\/strong>&nbsp;Fuori dalla scuola, le discriminazioni contro gli Italiani sono continue (qualche anno dopo ci sarebbe stato il cosiddetto\u201dreferendum Schwarzenbach\u201d, primo dei tanti referendum di matrice xenofobica, brillantemente raccontato da&nbsp;<strong>Concetto Vecchio nel suo libro&nbsp;<em>Cacciateli!<\/em><\/strong>), con i luoghi comuni che purtroppo resistono al tempo e sono attuali ancora oggi (anche se in Svizzera non sono pi\u00f9 rivolti agli Italiani, perch\u00e9 altri bersagli sono stati identificati, mentre in Italia sono rivolti meno di prima ai meridionali terroni, perch\u00e9 nuovi bersagli sono stati individuati):&nbsp;<em>gli Italiani vengono a rubarci il lavoro, gli Italiani ci rubano le nostre donne, agli Italiani vengono assegnati gli appartamenti pi\u00f9 economici perch\u00e9 hanno molti pi\u00f9 figli, gli Italiani non vogliono lavorare\u2026<\/em>&nbsp;Vi ricorda qualcosa, vero?<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la scuola, Catia va alla ricerca di un apprendistato, ma le cose si fanno complicate anche qui. Spesso le vengono preferiti gli studenti svizzeri, o comunque il permesso annuale continua a esserle di ostacolo. Arriva seconda a un concorso come vetrinista, concorso che prevede l\u2019offerta di lavoro ai primi tre classificati, ma a Catia il lavoro non viene dato, perch\u00e9 le manca il permesso di soggiorno di tipo C. La giovane fiorentina per\u00f2 non si arrende: passa l\u2019esame ed entra nel corso preparatorio per la scuola d\u2019arte, poi supera l\u2019esame per entrare alla scuola di fotografia, che per\u00f2, senza permesso C, potr\u00e0 frequentare solo in futuro. Riesce a ottenere un apprendistato presso uno studio fotografico, che purtroppo non completa perch\u00e9 i due soci fondatori si separano, di conseguenza manca il diploma in fotografia.&nbsp; Nel 1971, giovanissima, si sposa con uno svizzero e poco dopo ottiene la cittadinanza elvetica. Grazie al nuovo passaporto, riesce&nbsp; a trovare lavoro nei laboratori fotografici, e poi anche in televisione. Catia deve comunque continuare a combattere per ogni cosa, in quanto persona di origine italiana e in quanto donna; ricordiamo infatti che solo nell\u2019anno in cui Catia si sposa le donne svizzere conquistano finalmente il diritto di voto, e che solo nel 1981 la parit\u00e0 uomo-donna verr\u00e0 inserita nella Costituzione elvetica.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante tutte queste disavventure,&nbsp;<strong>Catia non si \u00e8 mai arresa<\/strong>, e ha trascorso l\u2019intera sua vita impegnandosi per l\u2019inclusione di tutte le persone, a partire dalle diversit\u00e0 di ognuno, considerate come ricchezza personale. Ha raccontato spesso la sua storia, diventano inevitabilmente una dei portabandiera della vicenda dei bambini nascosti.<\/p>\n\n\n\n<p>Catia ama dire che la sua storia, in s\u00e9, non \u00e8 tanto importante, perch\u00e9 il passato \u00e8 passato, ma esperienze come la sua devono servire da lezione per il presente e il futuro.&nbsp;<strong>Basti pensare ai tanti \u201csans papiers\u201d<\/strong>, non solo della Svizzera, ma di tutto il mondo.&nbsp;Proprio per questo si \u00e8 sempre attivata contro ogni forma di discriminazione. \u00c8 attualmente parte dell\u2019associazione \u201cTesoro\u201d, che si dedica alla difesa degli interessi delle famiglie che hanno subito le conseguenze dello \u201cstatuto dello stagionale\u201d in Svizzera. Uno degli obiettivi di questa associazione \u00e8 quello di fare emergere, con&nbsp; testimonianze, il tema della violazione dei diritti umani che, attraverso la legge, hanno impedito il ricongiungimento delle famiglie.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>Questo blog dar\u00e0 voce a tutti gli ex bambini nascosti che vorranno testimoniare la propria esperienza.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-cyan-bluish-gray-color has-text-color\"><em>Gi\u00e0 pubblicato su <strong>Sconfinamenti<\/strong>, il 5 febbraio 2021<\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow\">\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-1 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"860\" height=\"645\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Zurich12.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3728\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Zurich12.jpg 860w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Zurich12-300x225.jpg 300w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Zurich12-768x576.jpg 768w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Zurich12-480x360.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 860px) 100vw, 860px\" \/><figcaption>Zurigo<\/figcaption><\/figure><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Catia ama dire che la sua storia, in s\u00e9, non \u00e8 tanto importante, perch\u00e9 il passato \u00e8 passato, ma esperienze come la sua devono servire da lezione per il presente e il futuro, non solo della Svizzera, ma di tutto il mondo.<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":3729,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"rank_math_lock_modified_date":false,"footnotes":""},"categories":[20],"tags":[109,108,106,79,103,107,89,88],"coauthors":[69],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3724"}],"collection":[{"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3724"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3724\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3729"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3724"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3724"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3724"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/coauthors?post=3724"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}