{"id":3792,"date":"2021-08-05T10:17:00","date_gmt":"2021-08-05T10:17:00","guid":{"rendered":"https:\/\/pappeceblog.it\/?p=3792"},"modified":"2021-08-25T08:58:05","modified_gmt":"2021-08-25T08:58:05","slug":"scozia-1996","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2021\/08\/05\/scozia-1996\/","title":{"rendered":"Scozia 1996"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap\">Ci sono viaggi lontani nel tempo, sepolti nelle stanze della memoria, che ritornano periodicamente in mente, forse perch\u00e9 non sono mai usciti dal cuore. <br>Uno di questi viaggi \u00e8 sicuramente quello in Scozia nel 1996, con due amici che diventarono uno dei pilastri della mia vita. Sto parlando di Francesca e Giuseppe, che conobbi all&#8217;universit\u00e0, nel laboratorio dove andai a fare la tesi di laurea. Francesca stava terminando il dottorato di ricerca, mentre Giuseppe, il suo ragazzo, di qualche anno pi\u00f9 grande, era appena diventato ricercatore. Eravamo molto diversi caratterialmente, ma una cosa ci univa: non avevamo paura di lavorare duro, non ci spaventava lavorare tanto. Conoscendoci meglio, scoprimmo di avere tante altre cose in comune, tra cui la passione per i viaggi. Decidemmo perci\u00f2 di fare un viaggio insieme, consapevoli del rischio che stavamo per correre: molte amicizie finiscono dopo un viaggio, ma quelle pi\u00f9 vere si consolidano.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"604\" height=\"397\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Scozia1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3794\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Scozia1.jpg 604w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Scozia1-300x197.jpg 300w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Scozia1-480x315.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 604px) 100vw, 604px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Proposi di andare in Scozia, dove ero stato quattro anni prima, ed entrambi accettarono. Organizzammo tutto nei minimi particolari: avremmo trascorso qualche giorno a Londra, a far visita al nostro amico Diego, dottorando nel nostro laboratorio che si era appena trasferito in Inghilterra, e poi avremmo preso un aereo per Edimburgo. L\u00ec avremmo affittato una macchina e avremmo girato la regione, cercando di volta i volta dei Bed and Breakfast dove dormire.<\/p>\n\n\n\n<p>Partimmo all&#8217;inizio di agosto, dopo che ebbi sostenuto il mio penultimo esame. Passammo momenti indimenticabili a Londra, una delle citt\u00e0 del mio cuore,&nbsp; poi partimmo per Edimburgo. All&#8217;aeroporto affittammo una macchina, una FIAT 500 nera, e ci lanciammo alla scoperta della Scozia. Oddio, non proprio lanciammo, dovemmo prima imparare a guidare al contrario. Lo fecero sia Giuseppe che Francesca, risparmiandomi lo strazio. Oltre alle citt\u00e0 quali la maestosa Edimburgo, la vivace Glasgow, la tranquilla Aberdeen, visitammo paesini quali Oban e le sue distillerie, Pitlochry e i suoi salmoni, e poi i laghi, il misterioso Loch Ness e il famoso Loch Lomond, il canale di Caledonia, le Highlands&#8230; Imparammo a distinguere i Bed &amp; Breakfast migliori da quelli meno confortevoli, scoprendo cos\u00ec che bisognava farsi ospitare dalla persone anziane; i giovani infatti facevano questo lavoro per guadagnare quanto pi\u00f9 possibile, quindi il loro obiettivo era affittare sempre tutte le camere, il che comportava turni per il bagno, colazioni non sempre abbondanti&#8230; Gli anziani invece lo facevano per stare in compagnia, per conoscere nuove persone, e cos\u00ec spesso eravamo gli unici ospiti della casa, avevamo il soggiorno e il giardino a disposizione, le colazioni erano varie e abbondanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Non sempre era facile trovare un posto dove dormire, specialmente quando ci trovavamo in luoghi molto frequentati dai turisti. Il 16 agosto il mondo sembrava essersi dato appuntamento a Fort William, tanto che non si trovava un buco per la notte da nessuna parte. Eravamo rassegnati a trascorrere la nostra prima notte in auto, quando, di sera, avemmo la disponibilit\u00e0 di un cottage, anche se per una notte sola; la famiglia che lo aveva affittato sarebbe arrivata solo il giorno dopo. Al posto della solita doccia, una grande e confortevole vasca, che permise a tutti e tre di fare un caldo bagno rilassante. Quel giorno era il mio compleanno, ma non avevamo avuto tempo di comprare una torta, e nel frattempo tutti i negozi avevano chiuso. Francesca non si scoraggi\u00f2: compr\u00f2 dei biscotti nell\u2019unica stazione di servizio aperta, ricicl\u00f2 le candeline del compleanno di Giuseppe, che aveva festeggiato sei giorni prima, utilizz\u00f2 la carta igienica al posto dei tovaglioli e cos\u00ec riuscii a festeggiare il mio ventiquattresimo compleanno con tutti i crismi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery alignwide columns-3 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\"><ul class=\"blocks-gallery-grid\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><a href=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Scozia3.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"604\" height=\"392\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Scozia3.jpg\" alt=\"\" data-id=\"3798\" data-full-url=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Scozia3.jpg\" data-link=\"https:\/\/pappeceblog.it\/?attachment_id=3798\" class=\"wp-image-3798\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Scozia3.jpg 604w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Scozia3-300x195.jpg 300w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Scozia3-480x312.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 604px) 100vw, 604px\" \/><\/a><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><a href=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Edimburgo.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"477\" height=\"361\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Edimburgo.jpg\" alt=\"\" data-id=\"3796\" data-full-url=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Edimburgo.jpg\" data-link=\"https:\/\/pappeceblog.it\/?attachment_id=3796\" class=\"wp-image-3796\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Edimburgo.jpg 477w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Edimburgo-300x227.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 477px) 100vw, 477px\" \/><\/a><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><a href=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Scozia4.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"604\" height=\"403\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Scozia4.jpg\" alt=\"\" data-id=\"3795\" data-full-url=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Scozia4.jpg\" data-link=\"https:\/\/pappeceblog.it\/?attachment_id=3795\" class=\"wp-image-3795\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Scozia4.jpg 604w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Scozia4-300x200.jpg 300w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Scozia4-480x320.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 604px) 100vw, 604px\" \/><\/a><\/figure><\/li><\/ul><\/figure>\n\n\n\n<p>Alla fine di quel viaggio mi resi conto che l\u2019amicizia tra noi tre sarebbe durata per tutta la vita, e cos\u00ec \u00e8 stato. Giuseppe continu\u00f2 la carriera universitaria fino a diventare il professore ordinario che \u00e8 adesso, io lasciai Napoli per specializzarmi a Pisa, e poi mi trasferii in Lombardia per lavorare negli stabilimenti, Francesca perfezion\u00f2 i suoi studi con borse di studio fino a diventare ricercatrice. Era una persona molto esigente, pi\u00f9 con se stessa che con gli altri e il suo rigore e la sua rigidit\u00e0, per me due qualit\u00e0, non sempre la rendevano simpatica in un ambiente come quello accademico, dove la politica e il servilismo spesso imperano.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche se distanti, riuscivamo sempre a essere vicini, grazie a telefono e computer. A giugno 2000, alle 6.30 del mattino, mentre ero alla stazione di Milano Cadorna, aspettando il treno per andare a lavorare, ricevetti una telefonata di Francesca: il figlio Luigi era nato poche ore prima.<\/p>\n\n\n\n<p>La&nbsp; vita cambi\u00f2 il 13 agosto del 2001, quando a Francesca fu diagnosticato un cancro al cervello. Ricordo come se fosse ora quel momento: ero in ferie, a casa dei miei, e stavo rientrando dalla spiaggia quando ricevetti la telefonata: riuscii a stento a portarla a termine, mi sentii mancare, dovetti bere del whisky per riprendermi. Nonostante la distanza, facemmo in modo di vivere quella odissea restando quanto pi\u00f9 uniti possibile. Tutte le sere ci telefonavamo, per raccontarci la nostra giornata, ma non solo. Ci raccontavamo le nostre paure, i nostri timori, le nostre angosce, e ci sorreggevamo a vicenda. Quando possibile, trascorrevamo del tempo insieme. Un\u2019estate, nel periodo in cui vivevo a Nettuno, Francesca, Giuseppe e il piccolo Luigi affittarono un appartamento poco lontano da casa mia, cos\u00ec potemmo incontrarci tutti i giorni dopo il lavoro. Quando mi trasferii nuovamente in Lombardia, Francesca e Giuseppe erano miei ospiti ogni volta che Francesca si doveva recare all\u2019ospedale di Milano per accertamenti o cure. Ho ancora sulla pelle l\u2019angoscia di quelle attese, le gite che ci inventavamo per distrarci, il controllo dell\u2019orologio ogni trenta secondi, anche se sembrava fossero trascorse ore.<\/p>\n\n\n\n<p>Purtroppo la vita di Francesca fin\u00ec il 27 maggio 2010, poche settimane dopo la morte di mia madre, ma la nostra amicizia non \u00e8 mai finita, e l\u2019affetto che ci siamo scambiati \u00e8 ancora vivo. Nei momenti di tristezza penso a quanto futuro ci \u00e8 stato negato, ma poi mi riprendo subito, rendendomi conto della fortuna che ho avuto ad avere un\u2019amica cos\u00ec vera e sincera. Mi rendo conto solo ora che, partendo da un ricordo di viaggio, ho scritto il ritratto di un\u2019amica, ma va benissimo cos\u00ec.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono viaggi lontani nel tempo, sepolti nelle stanze della memoria, che ritornano periodicamente in mente, forse perch\u00e9 non sono mai usciti dal cuore.<br \/>\nUno di questi viaggi \u00e8 sicuramente quello in Scozia nel 1996, con due amici che diventarono uno dei pilastri della mia vita.<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":3793,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"rank_math_lock_modified_date":false,"footnotes":""},"categories":[21],"tags":[118,117,115,116,94],"coauthors":[69],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3792"}],"collection":[{"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3792"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3792\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3793"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3792"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3792"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3792"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/coauthors?post=3792"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}