{"id":3817,"date":"2021-06-17T13:46:00","date_gmt":"2021-06-17T13:46:00","guid":{"rendered":"https:\/\/pappeceblog.it\/?p=3817"},"modified":"2021-09-01T16:49:43","modified_gmt":"2021-09-01T16:49:43","slug":"lafrica-riscoperta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2021\/06\/17\/lafrica-riscoperta\/","title":{"rendered":"L&#8217;Africa riscoperta: memorie di un reporter"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"581\" height=\"877\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/LAfrica-riscoperta-Memorie-di-un-reporter.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3827\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/LAfrica-riscoperta-Memorie-di-un-reporter.jpg 581w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/LAfrica-riscoperta-Memorie-di-un-reporter-199x300.jpg 199w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/LAfrica-riscoperta-Memorie-di-un-reporter-480x725.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 581px) 100vw, 581px\" \/><figcaption>La copertina del libro<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap\">Il mio amore per il continente africano inizi\u00f2 nell\u2019aprile del 1982, grazie a una trasmissione televisiva. Scoprii, ascoltando il programma, che c\u2019era una regione in Uganda, chiamata&nbsp;<strong>Karamoja<\/strong>, che era in ginocchio a causa di una terribile siccit\u00e0, e la popolazione, bambini inclusi, moriva di fame. Rimasi sconvolto da quella notizia e decisi di mandare tutti i miei risparmi a quell\u2019omone che era venuto in televisione a raccontare non solo cosa accadeva laggi\u00f9, ma anche le iniziative che lui e i suoi amici stavano organizzando per aiutare la popolazione, prima fra tutte la costruzione di un pozzo. L\u2019omone era Vittorio Pastori, fondatore del Comitato Amici dell\u2019Uganda, che poi divenne Africa Mission. I miei risparmi ammontavano a dodicimila lire, meno di una goccia nel mare, ma comunque tanti per un bambino di appena nove anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Sarei arrivato in&nbsp;<strong>Africa<\/strong>&nbsp;molti anni dopo, e in Karamoja per la prima volta solo nel 2017, e il mio amore per l\u2019Africa non \u00e8 rimasto quello che avevo da bambino ma \u00e8 addirittura cresciuto, nutrito dalle letture di romanzi, saggi, articoli di giornale, che hanno accresciuto le mie conoscenze. Uno degli autori che ha alimentato il mio amore \u00e8 stato senza dubbio&nbsp;<strong>Raffaele Masto<\/strong>, giornalista di Radio popolare, della rivista&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.africarivista.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Africa<\/a>, autore di tanti libri importanti, prematuramente scomparso nel marzo 2020, durante la prima ondata di questa orribile pandemia. Con i suoi scritti, Raffaele \u00e8 stato sempre presente nella mia vita; non saprei dire quando io abbia cominciato a leggere i suoi articoli. Ricordo che il primo libro che lessi fu \u201cIo, Safiya\u201d, l\u2019intervista alla ragazza nigeriana accusata di adulterio e perci\u00f2 condannata a morte per lapidazione, poi salvata da un\u2019indignazione internazionale, che il libro di Raffaele contribu\u00ec a sviluppare. Seguirono tanti altri libri, tra i quali \u201cLa variabile africana\u201d e \u201cMal d\u2019Africa\u201d, scritto con Angelo Ferrari. Ebbi la fortuna di conoscerlo bene nel 2018, grazie a un viaggio insieme in Costa d\u2019Avorio, organizzato dalla rivista Africa. Eravamo entrambi mattinieri e cos\u00ec ci ritrovavamo a colazione all\u2019apertura del ristorante, mentre gli altri ancora dormivano. Ne approfittavamo per fare lunghe chiacchierate, tra un caff\u00e8 e una fetta di pane e marmellata, non solo sull\u2019Africa ma su di noi, le nostre scelte, i nostri desideri, i nostri valori.<\/p>\n\n\n\n<p>Raffaele ha raccontato l\u2019Africa per oltre trent\u2019anni e ora che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 i suoi amici hanno dato vita a un\u2019associazione, chiamata \u201c<strong><a href=\"https:\/\/www.amicidiraffa.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Amici di Raffa<\/a><\/strong>\u201d, non solo per onorarne la memoria, ma anche per perpetuarne i suoi valori, grazie a iniziative concrete, quali l\u2019apertura del \u201cCentro di documentazione Raffaele Masto\u201d (a Milano, presso la rivista Africa), che mette a disposizione centinaia di volumi sull\u2019Africa, liberamente consultabili; la ripubblicazione dei libri di Raffaele ormai fuori catalogo e anche l\u2019organizzazione del \u201cPremio Raffaele Masto\u201d a favore dell\u2019attivismo civico in Africa. Si tratta di un riconoscimento riservato a donne e uomini africani che si sono contraddistinti nella promozione dei diritti umani, nell\u2019impegno sociale, nella tutela delle minoranze, dei dissidenti e dell\u2019ambiente.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima iniziativa che gli Amici di Raffa hanno realizzato \u00e8 stata quella di pubblicare un libro, autoprodotto, con alcuni dei tantissimi articoli che Masto ha prodotto in oltre trent\u2019anni di viaggi in Africa. Il libro si chiama \u201c<strong><a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/LAfrica-riscoperta-reporter-Raffaele-Masto-ebook\/dp\/B08ZM9CQZF\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">L\u2019Africa riscoperta<\/a><\/strong>\u201d, ha per sottotitolo \u201cMemorie di un reporter\u201d; due degli amici, l\u2019africanista Angelo Ferrari e il direttore editoriale di \u201cAfrica\u201d, Marco Trovato, hanno scritto la prefazione e la postfazione. Leggendo il libro, viaggiamo nei posti pi\u00f9 sconosciuti dell\u2019Africa, dalla Somalia al Sudan, dall\u2019Uganda all\u2019Angola, senza trascurare Ruanda, Etiopia, Congo, in momenti importanti della storia di questi Paesi. Nel 1992, mentre l\u2019Occidente era alla ricerca del dittatore somalo Siad Barre, a Raffaele riusciva lo scoop di intervistarlo. Nel 1997 ci ha raccontato il crollo di Mobutu e la fine dello Zaire, con particolari inediti sulla famiglia del dittatore, ospitata nello stesso albergo dei giornalisti occidentali. Ci ha raccontato dello slum di Nairobi e di quello di Luanda, non ci ha risparmiato gli orrori del genocidio ruandese, lui che era stato tra i primi giornalisti occidentali ad arrivare in quel teatro di guerra. Il libro si conclude con degli articoli tratti dal blog che Raffaele ha tenuto dal 2012 al 2019, \u201cBuongiorno Africa\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"678\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Mozambico_3428-1024x678-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3831\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Mozambico_3428-1024x678-1.jpg 1024w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Mozambico_3428-1024x678-1-300x199.jpg 300w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Mozambico_3428-1024x678-1-768x509.jpg 768w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Mozambico_3428-1024x678-1-480x318.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Raffaele in Mozambico<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Raffaele descriveva la storia dell\u2019Africa cos\u00ec:&nbsp;<em>\u201cNelle carte geografiche dell\u2019antichit\u00e0, sull\u2019Africa c\u2019era una vasta macchia bianca nella quale campeggiava la scritta Hic sunt Leones, qui ci sono i leoni. Qualche secolo dopo, quello spazio inesplorato si trasform\u00f2 nel luogo di approvvigionamento di un bene prezioso, gli schiavi, che costituirono un\u2019importante spinta per la rivoluzione industriale. Poi, con il colonialismo, divenne il territorio di produzione di beni minerari e agricoli fondamentali per l\u2019economia europea, e con quella ricchezza l\u2019Occidente finanzi\u00f2 due grandi guerre mondiali e l\u2019equilibrio geopolitico che ne usc\u00ec [\u2026]\u201d<\/em>. Con tale storia, l\u2019ovvia conclusione \u00e8 che l\u2019Africa non ha bisogno di aiuto ma, pi\u00f9 semplicemente, di giustizia.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"678\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Nigeria_2516-1-1024x678-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3830\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Nigeria_2516-1-1024x678-1.jpg 1024w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Nigeria_2516-1-1024x678-1-300x199.jpg 300w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Nigeria_2516-1-1024x678-1-768x509.jpg 768w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Nigeria_2516-1-1024x678-1-480x318.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>In Nigeria al lavoro<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Un libro da leggere, se si conosce l\u2019Africa e si vogliono ricordare gli episodi cruciali della sua storia recente. Un libro da leggere se non si conosce abbastanza l\u2019Africa e si vuole capire le dinamiche che regolano la vita di questo continente. Un libro da leggere se si \u00e8 innamorati dell\u2019Africa e si vuole ritrovare l\u2019amore che si prova espresso su carta. Un libro da leggere per innamorarsi dell\u2019Africa, se non \u00e8 ancora accaduto. Un libro da leggere per ricordare Raffaele Masto, prima che grande giornalista grande uomo, che ha amato, di un amore sincero, il continente vero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-cyan-bluish-gray-color has-text-color\"><em>Gi\u00e0 recensito su Sconfinamenti, il 16 giugno 2021<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un libro da leggere per innamorarsi dell\u2019Africa, se non \u00e8 ancora accaduto. 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