{"id":3900,"date":"2021-08-28T09:34:00","date_gmt":"2021-08-28T09:34:00","guid":{"rendered":"https:\/\/pappeceblog.it\/?p=3900"},"modified":"2021-08-31T09:45:07","modified_gmt":"2021-08-31T09:45:07","slug":"filomena-meile-loizzi-a-friburgo-per-amore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2021\/08\/28\/filomena-meile-loizzi-a-friburgo-per-amore\/","title":{"rendered":"Filomena Meile Loizzi: a Friburgo per amore"},"content":{"rendered":"\n<p>Filomena nasce e cresce a Bari, in una famiglia molto nota in citt\u00e0. L\u2019intera famiglia \u00e8 profondamente antifascista; lo zio, in particolare, ha partecipato alla Resistenza attorno al gruppo dell\u2019editore Laterza. E\u2019 proprio lo zio una delle figure pi\u00f9 importanti della bambina barese, oltre naturalmente al padre, un chirurgo sempre carico di lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>La ragazzina cresce, frequenta il liceo, e l\u00ec incontra per la prima volta uno dei Maestri della sua vita, lo storico e filologo classico Luciano Canfora, che frequenter\u00e0 nuovamente negli anni dell\u2019Universit\u00e0. E\u2019 proprio l\u2019universit\u00e0 a portare la Svizzera nella vita di Filomena. La giovane studentessa sta per laurearsi, dopo una tesi durata due anni, in&nbsp;<strong>Lingua e letteratura latina<\/strong>, quando il suo relatore viene trasferito all\u2019Universit\u00e0 di Friburgo. Cosa fare? Ricominciare con una nuova tesi, o seguire il professore per un paio di settimane in Svizzera, in modo da finalizzare l\u2019ottimo lavoro svolto? Non c\u2019erano i computer e la posta elettronica allora, strumenti che oggi eliminerebbero tutti gli ostacoli. D\u2019accordo con il padre, che le finanzier\u00e0 il breve soggiorno in terra elvetica, Filomena si reca a Friburgo e lavora duramente per completare il suo lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>In biblioteca incontra colui che diverr\u00e0 il suo compagno di vita,&nbsp;<strong>Dieter<\/strong>, un giovane studente di storia dell\u2019arte e archeologia. Dopo il breve soggiorno e la scrittura finale della tesi, Filomena torna a Bari; continua a pensare a Dieter, di cui si \u00e8 innamorata, ma cerca di essere realista, ha bene in mente gli ostacoli quali la distanza, la differenza di lingua\u2026 E cerca di derubricare la loro storia a un breve flirt. Il giorno della laurea, un&nbsp;<strong>telegramma dalla Svizzera<\/strong>&nbsp;arriva in casa Loizzi: oltre agli auguri per il traguardo raggiunto, Dieter annuncia che sta arrivando fino in Puglia. \u00c8 l\u2019inizio di una storia di amore che dura tuttora. La storia comincia a distanza, tra Roma, dove la neo-dottoressa si \u00e8 trasferita per intraprendere la carriera di assistente universitaria, e Friburgo, dove Dieter sta terminando gli studi.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1972, stanca di questa storia a distanza, che allora poteva essere alimentata solo dal telefono fisso e dalle lettere spedite per posta, Filomena fa domanda per una borsa di studio presso l\u2019Universit\u00e0 di Friburgo che, contro le sue aspettative, vince. Non esita a lasciare una carriera universitaria ben avviata in Italia per lanciarsi in una nuova avventura. E\u2019 durante la sua permanenza a Friburgo che la giovane ricercatrice conosce la vera Svizzera e le sue contraddizioni. Da un lato, l\u2019atteggiamento assolutamente aperto e positivo di studenti e professori, incontrati quotidianamente all\u2019universit\u00e0. Dall\u2019altro, l\u2019atteggiamento ostile della Polizia, che andava a&nbsp;<strong>\u201cvisitare\u201d<\/strong>&nbsp;il suo microscopico appartamento alla ricerca di italiani senza permesso di soggiorno nascosti in casa (Filomena aveva un permesso di soggiorno per motivi di studio); ogni settimana lo stesso poliziotto perquisiva l\u2019appartamento, trattandola come una criminale: scostava la tenda della doccia, apriva l\u2019armadio, frugava continuamente nel cassetto della biancheria intima\u2026 Pur sentendosi umiliata, Filomena allo stesso tempo capiva di essere privilegiata, perch\u00e9 comunque lavorava presso l\u2019universit\u00e0, e poteva soltanto immaginare cosa subissero gli altri emigrati italiani.<\/p>\n\n\n\n<p>Scaduta la borsa di studio, il Professore di Lingua e Letteratura Latina dell\u2019Universit\u00e0 di Friburgo la propone per&nbsp;<strong>un posto di Assistente universitaria<\/strong>, come quello che aveva all\u2019Universit\u00e0 di Roma, ma il Governo elvetico glielo nega, perch\u00e9 \u00e8 italiana. Filomena non si scoraggia, cerca lavoro in Ticino, viene chiamata per una lezione di prova al liceo di Lugano, e le viene chiesto di sostenere un esame completo, con una commissione arrivata appositamente dall\u2019<strong>Universit\u00e0 di Milano<\/strong>. L\u2019esame viene superato brillantemente, Filomena ottiene un&nbsp;<strong>giudizio lusinghiero<\/strong>, documentato in forma scritta ma, essendo italiana, non ottiene il posto.<\/p>\n\n\n\n<p>Scoraggiata, \u00e8 pronta a tornare in Italia, ma Dieter le propone di sposarlo, e superare cos\u00ec tutti gli ostacoli che impediscono a Filomena di lavorare. L\u2019idea del matrimonio non viene accolta bene in Svizzera e nemmeno in Italia. Per alcuni dei parenti svizzeri Filomena \u00e8 pur sempre una\u00a0<strong>\u201cTschingge\u201d<\/strong>. I parenti italiani, a loro volta, bollano come insensata la scelta di Filomena e la vivono come un abbandono, quasi un\u00a0<strong>tradimento<\/strong>. Ma i due giovani non si lasciano influenzare e si sentono forti dell\u2019unico sostegno che hanno, quello dei genitori di Filomena che rispettano la scelta della figlia, si sono gi\u00e0 affezionati profondamente a Dieter e accettano senza indugio, con un grande atto d\u2019amore, la prospettiva di una lontananza dolorosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima del matrimonio i due giovani devono firmare una promessa ufficiale presso il consolato pi\u00f9 vicino a Bari, dove avverranno le nozze. Si recano, pertanto, a Napoli, dove Filomena vive un\u2019esperienza quasi traumatica: vengono ricevuti dal console che ignora Filomena, ma chiede a Dieter, in dialetto svizzero-tedesco, se abbia veramente l\u2019intenzione di sposare \u201cquesta qua\u201d (<em>\u201cdie do\u201d<\/em>)\u2026<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"447\" height=\"640\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Filomena-matrimonio.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3904\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Filomena-matrimonio.jpg 447w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Filomena-matrimonio-210x300.jpg 210w\" sizes=\"(max-width: 447px) 100vw, 447px\" \/><figcaption>Filomena e Dieter il giorno delle nozze<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nonostante queste premesse si sposano nel 1973 e Filomena segue Dieter a Basilea. Comincia a lavorare nelle scuole di lingua come insegnante di Italiano, e contemporaneamente continua a studiare il tedesco, per perfezionarlo. Vanno a vivere nel quartiere di&nbsp;<em><strong>Kleinbasel<\/strong><\/em>, allora quartiere di gente povera, e qui Filomena fa esperienza di razzismo e discriminazione. Una sera, mentre con Dieter stanno passeggiando e parlando in italiano, un \u201csignore\u201d si avvicina e sputa loro addosso. Poco tempo dopo, con i genitori in visita da Bari, entrano in in grande magazzino, perch\u00e9 la mamma \u00e8 alla ricerca di regalini da comprare per gli amici, quando all\u2019improvviso una commessa arriva come una furia e li caccia via, gridando loro \u201c<strong>SAU HUNDE<\/strong>\u201d (cani porci) e tanti altri insulti irripetibili. Filomena non traduce gli insulti ai genitori, ma bolla la commessa come isterica e suggerisce loro di allontanarsi. La giovane barese \u00e8 vittima anche di offese \u201cpositive\u201d, quelle dettate da pregiudizi inconsapevoli e che vengono formulate come un complimento, offese che molti di noi migranti, se non tutti, hanno ricevuto: mentre insegna Italiano in una scuola Migros, sente un\u2019allieva dire al marito: \u201c<em><strong>Come \u00e8 fine, bella, educata, non sembra proprio italiana..<\/strong><\/em>.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Nasce il primo figlio e Filomena ricorda di quel periodo oltre alla grande gioia la terribile&nbsp;<strong>solitudine:<\/strong>&nbsp;ha smesso di lavorare per stare con il suo bambino, vede Dieter, che \u00e8 molto impegnato all\u2019universit\u00e0, solo la sera e le uniche persone con cui scambia qualche parola sono i&nbsp;<strong>vecchietti seduti sulle panchine lungo il Reno<\/strong>, dove lei va a passeggiare con la carrozzina\u2026 questi vecchietti sono soli come lei e come lei bisognosi di sentire un po\u2019 di calore umano, a loro non importa da quale terra lei venga\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>La famiglia si trasferisce a San Gallo, perch\u00e9 Dieter trova lavoro all\u2019ufficio cultura del Cantone. Nasce il secondo figlio. All\u2019inizio Filomena non lavora, ma continua a studiare, per perfezionare il suo livello di tedesco e avere pi\u00f9 chance come insegnante. La scuola professionale le propone\u00a0<strong>corsi serali di italiano per apprendisti<\/strong>, aperti anche agli adulti. Durante le pause, incontra i lavoratori italiani che nella stessa scuola seguono un corso per imparare il tedesco, e l\u00ec conosce pi\u00f9 profondamente le loro storie, e ascolta le discriminazioni che subiscono quotidianamente. Poco dopo, le viene offerto di insegnare Italiano e Latino nel liceo cantonale di San Gallo, unica insegnante di origine straniera a insegnare il Latino in Tedesco. Instaura subito un ottimo rapporto con gli studenti e i colleghi, mentre la Direzione le ricorda la Polizia di Friburgo; ogni volta, con frequenza almeno settimanale, si presenta un membro della direzione a osservare le sue lezioni. Queste presenze ingombranti mettono pressione alla docente e turbano gli studenti, che notano la disparit\u00e0 di trattamento rispetto agli altri professori e ne comprendono presto la ragione: pur possedendo la cittadinanza svizzera, Filomena \u00e8 trattata diversamente dagli altri, perch\u00e9 emigrata. Anni dopo, la direzione si scuser\u00e0, adducendo una motivazione che si commenta da sola:\u00a0<em>\u201cTemevamo che tu lavorassi all\u2019italiana\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Filomena01.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3903\" width=\"200\" height=\"337\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Filomena01.jpg 201w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Filomena01-178x300.jpg 178w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Con il tempo, comunque, per Filomena arrivano oltre all\u2019apprezzamento dei superiori, degli alunni e dei colleghi e la nascita di salde amicizie, anche grandi soddisfazioni professionali: viene scelta per insegnare Italiano e Latino presso l\u2019 \u201dAlta Scuola Pedagogica\u201d riceve dalle autorit\u00e0 cantonali il titolo di&nbsp;<strong>\u201cProfessoressa\u201d<\/strong>. Il Presidente della Societ\u00e0 Italiana Dante Alighieri le offre il ruolo di vicepresidente della societ\u00e0 stessa nella sede di San Gallo, carica che, in verit\u00e0, ricopre solo per due anni, e da cui si dimette, con dolore, perch\u00e9 stanca dell\u2019ostilit\u00e0 di alcuni suoi connazionali, che la definiscono \u201cnon rappresentativa della cultura italiana, in quanto sposata con uno svizzero\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2010 sia Filomena che Dieter vanno in pensione e scelgono di trasferirsi a Locarno, per godere del sole del Ticino, non molto dissimile da quello italiano ed essere in ogni modo pi\u00f9 vicini all\u2019Italia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-cyan-bluish-gray-color has-text-color\"><em><em>Gi\u00e0 pubblicato su <strong>Sconfinamenti<\/strong>, il 27 febbraio 2021<\/em><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u2026La giovane barese \u00e8 vittima anche di offese \u201cpositive\u201d, quelle dettate da pregiudizi inconsapevoli e che vengono formulate come un complimento, offese che molti di noi migranti, se non tutti, hanno ricevuto: mentre insegna Italiano in una scuola Migros, sente un\u2019allieva dire al marito: \u201cCome \u00e8 fine, bella, educata, non sembra proprio italiana&#8230;\u201d<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":3905,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"rank_math_lock_modified_date":false,"footnotes":""},"categories":[20],"tags":[168,79,103,170,167,169,89,166],"coauthors":[69],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3900"}],"collection":[{"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3900"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3900\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3905"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3900"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3900"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3900"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/coauthors?post=3900"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}