{"id":3939,"date":"2021-07-28T08:34:00","date_gmt":"2021-07-28T08:34:00","guid":{"rendered":"https:\/\/pappeceblog.it\/?p=3939"},"modified":"2021-09-01T16:45:23","modified_gmt":"2021-09-01T16:45:23","slug":"stanno-smontando-il-mare-colloquio-con-piergiorgio-paterlini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2021\/07\/28\/stanno-smontando-il-mare-colloquio-con-piergiorgio-paterlini\/","title":{"rendered":"Stanno smontando il mare: colloquio con Piergiorgio Paterlini"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"957\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/foto-Paterlini_1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4036\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/foto-Paterlini_1.jpg 960w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/foto-Paterlini_1-300x300.jpg 300w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/foto-Paterlini_1-150x150.jpg 150w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/foto-Paterlini_1-768x766.jpg 768w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/foto-Paterlini_1-480x479.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><figcaption>Piergiorgio Paterlini<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap\">Piergiorgio Paterlini \u00e8, da tanti anni, una presenza costante della mia vita, anche se lui non lo sa. Autore di una ventina di libri, diversi dei quali ho letto, tra i fondatori, nel 1989, del settimanale di resistenza umana \u201cCuore\u201d, che da ragazzo mi faceva fiondare in edicola con puntualit\u00e0 svizzera (per me indimenticabili le rubriche \u201cHanno la faccia come il culo\u201d e \u201cLe 5 cose per cui vale la pena vivere\u201d), autore di un film nel 2010, \u201cNiente paura\u201d, che mi fece correre al&nbsp;<em>Riff Raff<\/em>&nbsp;di luned\u00ec sera (credo sia stata l\u2019unica volta della mia vita), unico cinema a Zurigo che proiettava il film, autore del blog \u201cLe nuvole\u201d su L\u2019Espresso, oltre a scrivere, da tanti anni, per Repubblica. Da diverso tempo tiene su Robinson, il settimanale culturale di Repubblica, la rubrica \u201ctesto a fronte\u201d, in cui riscrive i risvolti di copertina dei libri, per esplicitare al lettore cosa trover\u00e0 se legger\u00e0 il libro proposto. E\u2019 il primo articolo che io leggo ogni sabato mattina ed \u00e8 diventata ormai tradizione scrivergli un messaggio per commentare il libro proposto.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo scorso 14 gennaio \u00e8 uscito il suo ultimo libro, pubblicato da&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.voland.it\/libro\/9788862434164\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Voland<\/a>,&nbsp;<em><strong>\u201cStanno smontando il mare\u201d<\/strong><\/em>, una raccolta di 22 racconti, molti gi\u00e0 pubblicati nel corso degli ultimi trent\u2019anni, altri inediti, tutti diversi fra loro eppure tutti estremamente interessanti. Proprio in occasione dell\u2019uscita del libro ho proposto a Paterlini un\u2019intervista a distanza che, con la gentilezza che lo contraddistingue da sempre, ha accetto volentieri. Eccovi una sintesi della nostra chiacchierata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-cyan-blue-color has-text-color\"><strong>Ventidue racconti, cinque dei quali inediti. Un bel regalo per i tuoi fedeli lettori, e un bel modo per i lettori nuovi di scoprirti? Come \u00e8 nata questa idea?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ho la rara fortuna non solo di non avere i cassetti pieni di inediti perch\u00e9 tutto quello che ho scritto \u00e8 sempre stato subito preso dai miei editori, ma addirittura di essere in ritardo (questa non \u00e8 una fortuna) rispetto a libri gi\u00e0 concordati e contrattualizzati da consegnare. Per\u00f2, nel corso degli anni, \u00e8 capitato di dire s\u00ec alle persone pi\u00f9 disparate che mi chiedevano un racconto: un catalogo per una mostra fotografica, una rivistina di quartiere, una plaquette. Spero di essere creduto: scrivere per la rivistina di una associazione sconosciuta o scrivere per Einaudi per me \u00e8 la stessa identica cosa, stesso impegno, stessa adrenalina, stessa concentrazione, stesso tutto. Solo che quel materiale era gi\u00e0 in partenza destinato a pochi, quando non pochissimi, e a durare poco nel tempo, quando i miei libri hanno la fortuna di essere molto longevi. Mi \u00e8 sembrato bello, in certo modo necessario, doveroso pubblicare i testi migliori&nbsp;di quella galassia dispersa e introvabile e farli arrivare potenzialmente a tutti i miei lettori di oggi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-cyan-blue-color has-text-color\"><strong>I racconti sono suddivisi in quattro gruppi: \u201cLuce piena\u201d, \u201cMezza luce\u201d, \u201cBuio\u201d e \u201cOltre il buio\u201d. Puoi spiegarci il perch\u00e9 di questa scelta?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Non si tratta di didascalie, naturalmente, ma di una scelta poetica, diciamo cos\u00ec, suggestioni. Per questo non vorrei banalizzarla, spiegandola. E\u2019 un percorso per il lettore e che ogni lettore far\u00e0 suo e a modo suo. Nella variet\u00e0 dei temi, questi racconti si possono anche leggere come illuminati, a gruppi, da una diversa luce, o da un rapporto diverso con luce e buio (un tema anche simbolico a me molto caro, basta leggere&nbsp;<em>Bambinate<\/em>), o come irradianti \u2013 quindi il percorso inverso- diversi tipi di luce e buio. Voglio dire, puoi essere su un palcoscenico ed essere illuminato in un certo modo, oppure tu puoi irradiare luce o buio. Diversi tipi di luce e buio possono venirti incontro (da fuori a te) o venire da dentro di te verso l\u2019esterno. Le due direzioni possono convivere. Se il lettore vuole, pu\u00f2 leggere questi racconti in questa chiave.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-cyan-blue-color has-text-color\"><strong>Leggendo, o meglio divorando, i tuoi racconti, mi \u00e8 venuto in mente un parallelo con la musica, o meglio con un disco che la cantante Mia Martini incise all\u2019inizio degli anni \u201990, \u201cLa musica che mi gira intorno\u201d. In quel disco reinterpret\u00f2 le canzoni di grandi cantautori quali De Andr\u00e9, Bennato, Fossati, De Gregori, Rossi ma non scelse le canzoni pi\u00f9 famose, e forse nemmeno le pi\u00f9 belle; scelse quelle scritte in un momento di particolare fragilit\u00e0 o dolore da parte dell\u2019autore. I tuoi racconti fotografano i protagonisti in un momento, se non di fragilit\u00e0, di vulnerabilit\u00e0: pu\u00f2 essere questo uno dei fili conduttori del tuo libro?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Mi sembra di aver raccontato sempre, in modi e gradazioni diverse, la vulnerabilit\u00e0. Di un personaggio, di un gruppo\u2026 In questo libro compio un vero e proprio salto mortale che non avevo mai azzardato. Racconto la vulnerabilit\u00e0 della Terra, della vita sulla Terra, la sua infinita e misteriosa \u201cpiccolezza\u201d e se vogliamo marginalit\u00e0, perifericit\u00e0 rispetto all\u2019universo. Devo dire \u2013 ma \u00e8 ancora presto, il libro \u00e8 appena uscito \u2013 che nessuno ha colto ancora la parte inusualmente dura, \u201carrabbiata\u201d di alcuni racconti, in cui l\u2019estinzione viene addirittura indicata\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-cyan-blue-color has-text-color\"><strong>Nel racconto \u201cLe ciliegie fanno molto male\u201d, che \u00e8 stato per me un piacere rileggere, racconti dei primi dolori dell\u2019infanzia. Com\u2019\u00e8 stata la tua infanzia?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sono cresciuto in una famiglia matriarcale ottocentesca. Oggi mi sento come avessi attraversato tre secoli ed \u00e8 bellissimo. Questa famiglia, che a un certo punto \u00e8 andata in frantumi, era governata da una nonna da me molto amata ma di cui vedevo la ferocia e l\u2019ingiustizia perpetrata sui miei genitori, con esibizioni di cattiveria difficili da credere. Credo di dovere a lei, suo malgrado, la mia totale insofferenza, inaccettabilit\u00e0, ribellione verso per ogni ingiustizia, per ogni sofferenza provocata da un essere umano su un altro essere umano.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi ho visto la rabbia \u2013 moltiplicata dalla totale impotenza, di mio padre. Un uomo rabbioso e debolissimo. E il dolore anch\u2019esso impotente e sterile di mia madre, abbinato alla sua, anzi loro, paura assoluta della vita. Ero, sono il primogenito di quattro figli. A cinque anni i miei genitori chiedevano a me di fare loro da padre e madre, e di rassicurare sulla vita, proteggerli dal loro costante terrore per tutto. Loro avrebbero dovuto rassicurarmi, darmi sicurezza, no? Ancora oggi mi chiedo come ho fatto a diventare adulto. Ho pagato, certo, ho sofferto ad esempio di forme acute di attacchi di panico nella prima giovinezza, cose non piccole, ma tutte superate. Credo di essere diventato un adulto in qualche modo equilibrato, sereno, coraggioso. Non mi sono sottratto allora a quel compito assurdo, non mi sono mai pi\u00f9 sottratto, credo. E \u2013 dentro, ma anche concretamente nella mia vita \u2013 sono (rimasto) un pap\u00e0. Se dovessi definirmi in una sola parola (cosa assurda, \u00e8 tutto molto pi\u00f9 complesso) direi: sono un pap\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-cyan-blue-color has-text-color\"><strong>In uno dei miei racconti preferiti, \u201cLa borraccia\u201d, un uomo oramai anziano, ricordando la sua passione per il ciclismo, ripercorre la sua adolescenza. Come \u00e8 stata la tua adolescenza e cosa ti sentiresti di dire agli adolescenti di oggi, che vivono un periodo cos\u00ec straordinario in un momento della vita notoriamente non facile?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La mia adolescenza \u00e8 pi\u00f9 difficile da riassumere. Direi \u2013 con una parola \u2013 fortunata. Molto fortunata. Ricchissima. Di esperienze, incontri, energia, scoperte (ovvio). La mia adolescenza \u00e8 stata la scoperta consapevole della voglia di vivere, dell\u2019assurda, infinita bellezza della vita. Ero completamente ignorante sull\u2019amore e sul sesso. Quella scoperta \u00e8 stata il motore di tutto, ricordo che proprio mi ero detto, a tredici anni: questo \u00e8 il paradiso, chi l\u2019avrebbe mai sospettata una cosa tanto grande e meravigliosa? Ero sconvolto che esistesse qualcosa di cos\u00ec immensamente bello. Con tutto che lavoravo solo di fantasia, ho saputo subito di essere gay e pensavo non solo non avrei mai sperimentato n\u00e9 amore n\u00e9 sesso ma che non l\u2019avrei mai detto a nessuno. Ma la bellezza in s\u00e9 di questo pezzo della nostra umanit\u00e0 mi aveva fatto impazzire di felicit\u00e0. Mi sembrava impossibile la vita potesse riservare, contenere una cosa cos\u00ec incredibile. Innamorarsi. Perdere la testa per qualcuno. Per questo non ho avuto un solo minuto di difficolt\u00e0, confusione, dubbi, rifiuto sulla mia omosessualit\u00e0 e sull\u2019omosessualit\u00e0 in genere. Era semplicemente bellissimo, fantastico, quello che provavo. Provavo appunto solo infinita gratitudine. Ma se questo \u00e8 stato il motore, la cosa pi\u00f9 da fuochi d\u2019artificio, poi \u2013 non troppo al di sotto nella scala di valori e nell\u2019entusiasmo e nello stupore \u2013 gli amici (quelli \u201ctotali\u201d, un\u2019altra scoperta pazzesca), i libri, leggere, la scrittura, la politica. Universi di meraviglia. Detto solo cos\u00ec sembro un deficiente, c\u2019\u00e8 stato anche dolore, delusione, vuoto, mancanza, interrogativi, angoscia, l\u2019abbandono del cattolicesimo e di ogni fede religiosa. Ma non voglio \u2013 non sarei onesto \u2013 sminuire di un millimetro quanto detto prima. Agli adolescenti di oggi non ho niente da dire, nel senso di niente che abbia un vettore solo, da me a loro. Ho molto da chiedere e da imparare \u2013 lo dico senza retorica \u2013&nbsp;<strong>agli&nbsp;<\/strong>adolescenti nulla,<strong>con&nbsp;<\/strong>gli adolescenti tutto, in uno scambio che pratico in modo vorrei dire totale e ininterrotto (amicizie personali, scuole, social\u2026). Dialogo, alla pari, cio\u00e8 senza differenza di potere, ma nel riconoscimento delle diversit\u00e0 (anche l\u2019et\u00e0) e senza la minima condiscendenza. Una cosa per\u00f2 la dico sempre, in realt\u00e0, e anche qui puzzer\u00e0 di retorica ma non so cosa farci. La dico raccontando di me, non con uno slogan (se non alla fine). Sono nato praticamente nell\u2019Ottocento, in mezzo ai campi, in una casa dove non c\u2019era un libro neanche dipinto, n\u00e9 la tv (nata il mio stesso anno, 1954), dove nessuno aveva studiato, eccetera. A cinque anni, prima di andare a scuola, volevo solo leggere e non sapevo leggere e non avevo niente da leggere. Tormentavo giorno e notte mia nonna che facesse qualcosa, che trovasse qualcosa da leggermi. A sei anni volevo fare lo scrittore. Che uno come me, in quella famiglia, in quella situazione (ripeto in aperta campagna lontano perfino dal paesino lontano da tutto che era il mio Comune) potesse diventare uno scrittore aveva la stessa probabilit\u00e0 che io domattina vada su Marte a piedi. Non c\u2019\u00e8 bisogno che predichi ai ragazzi di credere ai propri sogni. La mia vita \u2013 stracolma anche di dolore sia chiaro \u2013 \u00e8 un sogno impossibile realizzato. Un miracolo (non ho un altro termine, anche se lo dico non in senso religioso). Se io oggi sono lo scrittore che sono, qualunque sedicenne pu\u00f2 diventare qualunque cosa. Meglio che chiarisca un ultimo punto: ho avuto gioia oltre l\u2019immaginabile, ho sperimentato e sperimento anche oggi dolore oltre l\u2019immaginabile. E io non sono uno che fa la media fra le due cose.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-cyan-blue-color has-text-color\"><strong>Un altro filo conduttore del libro \u00e8 l\u2019amore, nelle sue diverse forme: genitori-figli, amore per lo sport, amore per la conoscenza, amore passionale. In alcuni casi si tratta di un amore omosessuale, ma questo non \u00e8 che un particolare. Tu hai scritto, a inizio anni \u201990, un libro che ha fatto epoca, \u201cRagazzi che amano ragazzi\u201d. Io purtroppo lo persi allora, e l\u2019ho letto soltanto diversi anni dopo, ma so che questo libro \u00e8 un\u2019utile guida: ai ragazzi per accettarsi, agli adulti per accettare. Nel 2011, hai proposto un\u2019edizione aggiornata di \u201cRagazzi che amano ragazzi\u201d: com\u2019\u00e8 cambiata la vita dei giovani LGBT nei vent\u2019anni 1991-2011? Ci sono stati ulteriori cambiamenti in questi ultimi dieci anni?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Riesco a rispondere meglio dicendo cosa secondo me non \u00e8 cambiato, e non sono cose da poco.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 cambiato il tab\u00f9. E non era possibile cambiasse cos\u00ec in fretta. Pensateci. Un tab\u00f9 millenario, che ha a che fare con due grumi fra i pi\u00f9 duri e complessi della storia umana, la sessualit\u00e0 e la religione, be\u2019, impensabile che due decenni di gay pride potessero scalzarlo. Non credo ne siamo abbastanza consapevoli, anzi. Non stiamo affrontando questa questione, e molte delle difficolt\u00e0 apparentemente inspiegabili oggi ad autoaccettarsi come gay vanno cercate pi\u00f9 l\u00ec che nella societ\u00e0 e nelle chiese, che pure continuano ad avere le loro belle gravi responsabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 cambiata l\u2019ignoranza e la confusione sull\u2019omosessualit\u00e0. Continuiamo a fare confusione tra orientamento sessuale e identit\u00e0, fra omosessualit\u00e0 ed effeminatezza o femminilit\u00e0 o il femminile mescolato al maschile nelle persone. Il casino che abbiamo in testa \u2013 gay e etero \u2013 \u00e8 per me inaccettabile, incomprensibile, imperdonabile oggi, e fonte di infinita sofferenza. Faccio solo un esempio che per me \u00e8 paradossale ma so scandalizzer\u00e0 e indigner\u00e0 (contro di me) ancora una volta gli attivisti&nbsp;<em>\u201cLGBTUVZ\u201d<\/em>. Se una persona nata con gli organi genitali maschili si sente una donna, quindi \u00e8 una donna, e fa giustamente di tutto per adeguare (oggi per fortuna si dice cos\u00ec non \u201ccambiare sesso\u201d) il proprio corpo alla propria vera identit\u00e0 (uso termini imprecisi qui per essere comprensibile), quindi \u00e8 una donna che si innamora degli uomini sar\u00e0 una persona eterosessuale no? Il massimo dell\u2019eterosessualit\u00e0 se per essere se stessa arriva a modificare i tratti somatici e l\u2019apparato sessuale. E allora cosa diavolo c\u2019entra con il movimento gay? Che senso ha quell\u2019assurda sigla lgbt che mette assieme persone diversissime se non opposte? O facciamo il movimento degli sfigati, degli oppressi, ma allora ci mettiamo anche i senzatetto, gli immigrati ecc ma se il punto \u00e8 l\u2019affettivit\u00e0 e la sessualit\u00e0, una trans non ha nulla ma proprio nulla a che fare con gli omosessuali. Non \u00e8 una questione di lana caprina. Non lo \u00e8 in s\u00e9, ma pensate alla confusione che si ingenera nella gente, che scambia ancora i gay per maschi effeminati, per donne mancate, e pensa che omosessualit\u00e0 e analit\u00e0 \u201cpassiva\u201d siano la stessa cosa (come se poi non fosse pieno di etero che fanno l\u2019amore analmente con le donne). Ecco quello che non \u00e8 cambiato. L\u2019incredibile insopportabile dannosissima ignoranza in cui siamo immersi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-cyan-blue-color has-text-color\"><strong>Un altro dei tuoi libri che ho tanto apprezzato \u00e8 stato \u201cI brutti anatroccoli\u201d, in cui tu hai intervistato persone brutte. Come \u00e8 nata questa idea? Come hai fatto ad approcciare queste persone? Quanto \u00e8 importante la bellezza? E quanto penalizzante la bruttezza?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per rispondere a questa domanda non mi \u00e8 bastato nemmeno l\u2019intero libro. Mi arrendo. Leggetelo, se siete interessati. Posso solo dire che ho accostato queste persone con la massima attenzione umana, come del resto avevo fatto per \u201cRagazzi\u201d, che vuol dire solo una cosa: mi sono fatto cercare, pi\u00f9 che cercarle (anche se le ho cercate ovviamente). Cio\u00e8 ho fatto sapere al mondo che volevo scrivere questi libri. Chi era disponibile poteva trovarmi, in modo che loro conoscessero me \u2013 all\u2019inizio- ma non io loro, e la loro libert\u00e0 e privacy fossero garantite al massimo grado e cos\u00ec la discrezione, la delicatezza, la loro libert\u00e0 di dire s\u00ec o no. Poi che penso che la bruttezza fisica esista e \u2013 nonostante la grande complessit\u00e0 del tema, di cui sono consapevole- abbia un alto tasso di oggettivit\u00e0 (che viviamo concretamente poi neghiamo nei discorsi per uno \u201cspiritualismo\u201d falso, stupido, semplificatorio: \u201cconta solo l\u2019anima\u201d, s\u00ec certo, \u00e8 di quella che ci innamoriamo a prima vista no?). E penso che sia una tragedia \u2013 la bruttezza, trovarsi, essere un corpo brutto \u2013 e forse il pi\u00f9 grande mistero della vita umana. Non scindo corpo e anima (non so come chiamarla, mente, spirito, personalit\u00e0\u2026) ma proprio per questo non posso non chiedermi \u2013 ne dico solo una se no viene notte ma credo possa rendere l\u2019idea \u2013 come \u00e8 possibile che una persona bella sia costretta a vivere in un corpo brutto? Direi un\u2019ultima cosa: leggete I brutti anatroccoli, se vi va, ma ci sono molti libri e film che mi piacerebbe leggeste e vedeste. Uno su tutti:&nbsp;<em>Fosca<\/em>, di Tarchetti, un cosiddetto minore del nostro Ottocento. Poi ne riparliamo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-cyan-blue-color has-text-color\"><strong>In un tuo romanzo, \u201cBambinate\u201d, racconti la crudelt\u00e0 dei bambini. Leggendolo, in alcuni punti il romanzo mi ha ricordato \u201cIl signore delle mosche\u201d. Come ci si pu\u00f2 difendere da tanta crudelt\u00e0 infantile?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I<em>l signore delle mosche<\/em>, certo, ma anche Musil e tanto altro. Ho inzuppato il romanzo di citazioni fino all\u2019inverosimile, da Sant\u2019Agostino a Mark Twain a Pasolini per dire quanto fossi scandalizzato che ancora non avessimo capito, che possiamo ancora pensare che i bambini sono angioletti. Cosa si pu\u00f2 fare? Una sola cosa, decisiva. Capire una volta per tutte che pari et\u00e0 \u2013 nell\u2019infanzia e nell\u2019adolescenza \u2013 non significhi parit\u00e0 di potere. Al contrario, non c\u2019\u00e8 maggior disparit\u00e0 di potere di quella che si verifica nel \u201cgruppo dei pari\u201d. Non dire\/pensare mai pi\u00f9 che anche una violenza, una discriminazione, un\u2019esclusione seppur apparentemente minima sia solo una \u201cbambinata\u201d. Capire che non c\u2019\u00e8 dolore pi\u00f9 grande in tutta la vita, pi\u00f9 difficile da superare di quello che un ragazzino pu\u00f2 infliggere a un altro ragazzino e quindi non dire ai nostri figli \u201cma cosa vuoi che sia\u201d (impedendo loro di confidarsi, facendoli sentire vili e fifoni, umiliandoli ulteriormente e rendendoli ancora pi\u00f9 soli e indifesi), no, dire loro: conosco il tuo dolore, \u00e8 giusto, \u00e8 grandissimo. Valorizzare il dolore subito dai nostri bambini e ragazzi, questo si pu\u00f2 e si deve fare. E \u2013 credo \u2013 basterebbe<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-cyan-blue-color has-text-color\"><strong>Ho letto diversi tuoi libri, ma tanti ancora me ne mancano. Quale dovrei leggere assolutamente?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il prossimo, ovviamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-cyan-blue-color has-text-color\"><strong>Abbiamo ripercorso la produzione del Paterlini scrittore, ma siamo curiosi di conoscere il Paterlini lettore: cosa legge Piergiorgio Paterlini?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Cambierei questa risposta ogni ora. Leggo cose molto diverse, questo posso dire. Sembra la domanda pi\u00f9 facile, per me \u00e8 la pi\u00f9 difficile. La prossima volta stilo una bibliografia, ok?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-cyan-blue-color has-text-color\"><strong>Questo blog intende rivolgersi non solo agli Italiani, ma agli Italofoni in generale: quali romanzi dell\u2019ultimo ventennio, e quali autori contemporanei, consiglieresti di leggere?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Purtroppo idem come sopra. Mi dispiace. E\u2019 una mia grande inadeguatezza. Non so rispondere. Nel senso che servirebbe una risposta di 30 pagine. Nel senso che mi pentirei della mia risposta dopo 5 minuti dall\u2019averla inviata. Mi accorgerei di aver sopravvalutato uno, dimenticato quell\u2019altro indispensabile. Davvero, mi scuso, \u00e8 troppo difficile per me.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-cyan-blue-color has-text-color\"><strong>In Svizzera ci sono tanti Italiani nati e cresciuti qui, che hanno frequentato le scuole locali e non la scuola italiana, quindi non conoscono necessariamente gli autori italiani del \u2018900 come noi che li abbiamo studiati a scuola: quali romanzi italiani del \u2018900, e quali autori, consideri imperdibili?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nella mia formazione, decisivo, imperdibile \u00e8 stato Ignazio Silone, lo sanno anche i sassi. L\u2019avrei detto comunque, ma parlando di Svizzera mi piace ancora di pi\u00f9. Silone \u00e8 in Svizzera che ha debuttato con il suo primo romanzo (non il migliore, checch\u00e9 se ne pensi, pur se bellissimo e fondamentale)&nbsp;<em>Fontamara<\/em>. La Svizzera \u2013 \u00e8 storia \u2013 \u00e8 stato il Paese fondamentale del Silone trentenne, antifascista, altissimo dirigente politico, esule, scrittore, malato scampato alla morte a Davos. Lui ha sempre detto che, dopo l\u2019uscita \u2013 fra i primi \u2013 dal partito comunista, contro lo stalinismo e il fallimento del regime sovietico, dopo essere diventato un \u201cex\u201d, un \u201ctraditore\u201d infamato tutta la vita dagli ex compagni e non solo, dopo tutto questo scrivere ha rappresentato il proseguimento della medesima lotta. Soggettivamente, e all\u2019inizio, \u00e8 stato sicuramente vero, ma il paradosso \u00e8 che Silone \u00e8 un vero narratore, un maestro di scrittura, uno che in realt\u00e0 non ha mai creduto alla letteratura cosiddetta \u201cimpegnata\u201d, almeno all\u2019obbligo di essere uno scrittore \u201cimpegnato\u201d (se non impegnato a scrivere e riscrivere i propri capolavori), e questo nonostante la sua potesse (ma ho qualche dubbio) essere ascritta proprio a questa \u201ccategoria\u201d. Sicuramente lui ha segnato la mia scrittura, ed \u00e8 stato un Maestro di vita e di impegno etico e politico per me.<\/p>\n\n\n\n<p>Si sar\u00e0 capito quanto mi piacciono i paradossi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-cyan-bluish-gray-color has-text-color\"><em>Gi\u00e0 pubblicato su <strong>Sconfinamenti<\/strong>, il 5 febbraio 2021<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Piergiorgio Paterlini \u00e8, da tanti anni, una presenza costante della mia vita, anche se lui non lo sa. Autore di una ventina di libri, diversi dei quali ho letto, tra i fondatori, nel 1989, del settimanale di resistenza umana \u201cCuore\u201d, che da ragazzo mi faceva fiondare in edicola con puntualit\u00e0 svizzera (per me indimenticabili le rubriche \u201cHanno la faccia come il culo\u201d e \u201cLe 5 cose per cui vale la pena vivere\u201d), autore di un film nel 2010, \u201cNiente paura\u201d, che mi fece correre al&nbsp;Riff Raff&nbsp;di luned\u00ec sera (credo sia stata l\u2019unica volta della mia vita), unico cinema a Zurigo<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":3941,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"rank_math_lock_modified_date":false,"footnotes":""},"categories":[16],"tags":[195,102,191,188,192,77,193,194,189,190],"coauthors":[69],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3939"}],"collection":[{"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3939"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3939\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3941"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3939"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3939"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3939"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/coauthors?post=3939"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}