{"id":4087,"date":"2021-12-17T06:26:55","date_gmt":"2021-12-17T05:26:55","guid":{"rendered":"https:\/\/pappeceblog.it\/?p=4087"},"modified":"2021-12-17T06:26:56","modified_gmt":"2021-12-17T05:26:56","slug":"johnny-mad-dog-linferno-dei-bambini-soldato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2021\/12\/17\/johnny-mad-dog-linferno-dei-bambini-soldato\/","title":{"rendered":"Johnny Mad Dog: l&#8217;inferno dei bambini soldato"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"397\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/AK-47_type_II_noBG-1024x397.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4088\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/AK-47_type_II_noBG-1024x397.jpg 1024w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/AK-47_type_II_noBG-300x116.jpg 300w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/AK-47_type_II_noBG-768x298.jpg 768w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/AK-47_type_II_noBG-480x186.jpg 480w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/AK-47_type_II_noBG.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Emmanuel Dongala \u00e8 uno scrittore nato nella Repubblica centrafricana che, dopo aver trascorso l\u2019infanzia e l\u2019adolescenza nel Congo Brazzaville, si trasferisce negli stati Uniti, dove si laurea in&nbsp;<strong>Chimica&nbsp;<\/strong>(la laurea in chimica \u00e8 l\u2019unica cosa che lo accomuna all\u2019autore di questo articolo), per poi tornare in Congo, dove si impegna in ambito politico e sociale. E\u2019 costretto a scappare dal Congo Brazzaville nel 1997, a causa della guerra civile, e riesce a tornare negli Stati Uniti grazie al sostegno attivo dello scrittore Philip Roth. Nel 2002 pubblica il suo libro pi\u00f9 famoso,&nbsp;<strong>Johnny Mad Dog<\/strong>, in cui racconta proprio la guerra civile del 1997 e descrive l\u2019inferno dei bambini soldato.<\/p>\n\n\n\n<p>Il romanzo fu pubblicato in Italia dall\u2019editore Epoch\u00e9. Qualche settimana fa \u00e8 stato ripubblicato dall\u2019editore napoletano \u201c<strong><a href=\"https:\/\/marottaecafiero.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Marotta &amp; Cafiero\u201d<\/a><\/strong>, in un\u2019edizione ricca di belle fotografie, con la traduzione di Monica Martignoni. L\u2019autore ci racconta la guerra civile vista con gli occhi di due adolescenti, Johnny,&nbsp;<strong>\u201cbambino soldato\u201d<\/strong>&nbsp;armato fino ai denti, che non esita a uccidere, a stuprare, e Laokol\u00e9, anch\u2019ella sedicenne, che sta per diplomarsi e sogna di diventare ingegnere. I diversi capitoli raccontano i vari momenti della guerra civile, visti una volta con gli occhi di lui, l\u2019altra con quelli di lei.<\/p>\n\n\n\n<p>Laokol\u00e9 \u00e8 una persona gi\u00e0 saggia a sedici anni, capace di riflessioni che denotano una sensibilit\u00e0 fuori dal comune, quali, per esempio,<em>\u201cCome spiegare che ricordavo fin nei minimi particolari tutte le scene di crudelt\u00e0 di cui ero stata testimone, anche se a distanza, mentre non mi restava nulla di un atto di umanit\u00e0 che mi riguardava direttamente? Significava forse che nella nostra memoria il male lascia pi\u00f9 tracce del bene?<\/em>\u201c.<\/p>\n\n\n\n<p>Johnny \u00e8 chiaramente un esaltato, che si crede un intellettuale perch\u00e9 ha frequentato addirittura la seconda elementare, disprezza il suo capo Giap ma allo stesso tempo gli ubbidisce come un cagnolino al suo padrone, sceglie il suo nome di battaglia: Johnny Mad Dog. Descrive la sua esperienza cos\u00ec:&nbsp;<em>\u201cEra proprio la ragione principale per cui combattevamo. Per arricchirci. Per far strisciare un adulto. Per avere tutte le ragazze che volevamo. Per il senso di potere che pu\u00f2 darti solo un fucile. Per essere padroni del mondo. Per tutte queste cose, s\u00ec. Ma i nostri capi e il nostro presidente ci hanno vietato di dirlo. Ci hanno ordinato di dire a chiunque ci facesse domande che combattevamo per la libert\u00e0 e la democrazia. E questo per attirarci le simpatie del mondo esterno\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Mentre \u00e8 facile amare Laokol\u00e9, non \u00e8 facile non detestare Johnny, eppure, grazie al modo in cui l\u2019autore lo descrive, pur disprezzandolo non si pu\u00f2 far a meno di pensare a cosa pu\u00f2 succedere quando manca l\u2019infanzia. Quante guerre civili, quanti genocidi abbiamo gi\u00e0 vissuto? Quanti altri ne accadranno ancora? Per evitare che succeda ancora, diventa obbligatorio leggere libri come questo. Romanzi simili aiutano a sviluppare gli&nbsp;<strong>anticorpi<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-cyan-bluish-gray-color has-text-color\"><em>Gi\u00e0 pubblicato su&nbsp;<strong>Sconfinamenti<\/strong>, il 25 febbraio 2021<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Emmanuel Dongala \u00e8 uno scrittore nato nella Repubblica centrafricana che, dopo aver trascorso l\u2019infanzia e l\u2019adolescenza nel Congo Brazzaville, si trasferisce negli stati Uniti, dove si laurea in&nbsp;Chimica&nbsp;(la laurea in chimica \u00e8 l\u2019unica cosa che lo accomuna all\u2019autore di questo articolo), per poi tornare in Congo, dove si impegna in ambito politico e sociale. E\u2019 costretto a scappare dal Congo Brazzaville nel 1997, a causa della guerra civile, e riesce a tornare negli Stati Uniti grazie al sostegno attivo dello scrittore Philip Roth. 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