{"id":4228,"date":"2022-02-19T07:42:34","date_gmt":"2022-02-19T06:42:34","guid":{"rendered":"https:\/\/pappeceblog.it\/?p=4228"},"modified":"2022-02-19T07:42:36","modified_gmt":"2022-02-19T06:42:36","slug":"americanah-un-romanzo-che-denuncia-il-razzismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2022\/02\/19\/americanah-un-romanzo-che-denuncia-il-razzismo\/","title":{"rendered":"Americanah: un romanzo che denuncia il razzismo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap\">Qualche anno fa, durante uno dei miei tanti viaggi in Africa, precisamente in Costa d\u2019Avorio,&nbsp;&nbsp;mi trovavo in compagnia di Raffaele Masto, grande giornalista e scrittore, purtroppo scomparso troppo presto a causa di questo orribile virus che troppa gente ha portato via. Raffaele e io eravamo entrambi mattinieri e cos\u00ec ci ritrovavamo a far colazione ogni mattina alle 6, e ci raccontavamo di noi, delle nostre esperienze in Africa (le mie quasi tutte per turismo), del nostro lavoro, dei nostri interessi, delle nostre letture. \u00c8 grazie a Raffaele che ho scoperto l\u2019autrice che vi propongo in questo articolo,&nbsp;<strong>Chimamanda Ngozi Adichie<\/strong>, quarantenne nigeriana che, dopo l\u2019universit\u00e0, si \u00e8 trasferita negli Stati Uniti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"850\" height=\"600\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/americanah.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4229\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/americanah.jpg 850w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/americanah-300x212.jpg 300w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/americanah-768x542.jpg 768w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/americanah-480x339.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Di ritorno dal viaggio, mi precipitai in libreria e acquistai&nbsp;<em>Met\u00e0 di<\/em>&nbsp;<em>un sole giallo<\/em>, un romanzo della stessa autrice ambientato durante la guerra in Biafra. Conoscevo la storia di quella guerra, sebbene avvenuta prima che io nascessi, perch\u00e9 in casa mia se ne parlava spesso quando io ero bambino, e si usava l\u2019espressione \u201cBiafra\u201d per indicare qualcuno particolarmente denutrito.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Continuai la scoperta di questa autrice leggendo il suo romanzo d\u2019esordio,&nbsp;<em>L\u2019ibisco viola<\/em>, che narra di integralismo religioso e violenze domestiche nella \u201cNigeria bene\u201d, quella parte di societ\u00e0 ricca e istruita. Ma il libro che voglio presentarvi \u00e8 \u201cAmericanah\u201d, che narra la storia di Ifemelu, giovane nigeriana che si trasferisce negli Stati Uniti per proseguire gli studi, diventa l\u2019autrice di un blog di successo, \u201cRazzabuglio\u201d, che usa per denunciare gli stereotipi e i pregiudizi ancora diffusi negli Stati Uniti. Poco dopo l\u2019arrivo negli USA, in un periodo in cui, nonostante la borsa di studio, fa molta fatica a mantenersi e a digerire gli standard americani, decide di troncare la sua relazione storica con Obinze, il suo amore di sempre, rimasto in Nigeria. Ifemelu avr\u00e0 altri amori, e otterr\u00e0 anche il successo, ma decider\u00e0 di lasciarsi tutto alle spalle e di tornare in Nigeria.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono tanti i temi presenti in questo romanzo, che si presta a vari livelli di lettura: una storia d\u2019amore interrotta ma mai dimenticata, l\u2019importanza di avere radici salde, che sono la nostra storia e rappresentano la nostra identit\u00e0, ma allo stesso tempo il desiderio di migliorarsi, evolversi, emanciparsi, cercare la propria strada per acquisire la propria libert\u00e0, al prezzo di sacrificare, in tutto o in parte, le proprie radici (questo \u00e8 un aspetto che i migranti di tutte le latitudini conoscono molto bene).<\/p>\n\n\n\n<p>Io ve lo propongo per\u00f2 per un tema che \u00e8 sempre attuale, anche se noi occidentali spesso preferiamo credere che non sia pi\u00f9 cos\u00ec:&nbsp;<strong>il razzismo<\/strong>. In tempi di&nbsp;<em>Black Lives Matter<\/em>, tema che \u00e8 arrivato in Europa di rimbalzo, con alcune lodevoli iniziative, come la mostra fotografica \u201cBlack art matters\u201d, tenutasi a Zurigo a luglio e agosto 2020, la lettura, o rilettura, di questo libro, pu\u00f2 aiutare a comprendere; pu\u00f2 farci riflettere su quanti dei nostri commenti siano inconsapevolmente razzisti, pu\u00f2 farci rendere conto di quante situazioni spiacevoli debbano subire quotidianamente le persone di colore, pu\u00f2 aiutarci a capire come comportarsi ma soprattutto come NON comportarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ifemelu, nel suo blog, scrive: \u201cIn America, il tribalismo \u00e8 vivo e vegeto. Ce ne sono di 4 tipi \u2013 classe, ideologia, religione e razza. [\u2026] In America c\u2019\u00e8 una scala gerarchica razziale. I bianchi sono sempre al vertice, in particolare i White Anglo-Saxson Protestants, altrimenti noti come WASP, e i neri americani sono sempre alla base, e chi sta in mezzo dipende dai tempi o dai luoghi. [\u2026] Gli Americani danno per scontato che tutti comprendano il loro tribalismo. Ma ci vuole un po\u2019 per entrarci dentro. [\u2026] Ebreo per me era qualcosa di vago, qualcosa di biblico. Ma imparai in fretta. Dovete sapere che, nella scala razziale americana, un ebreo \u00e8 bianco, ma anche alcuni gradini sotto il bianco\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Soprattutto, durante una discussione, Ifemelu dice: \u201cL\u2019unico motivo per cui dici che la razza non \u00e8 un problema \u00e8 perch\u00e9 vorresti che non lo fosse. Tutti lo vorremmo, ma \u00e8 falso. Vengo da un paese in cui la razza non \u00e8 un problema; non mi sono mai pensata nera e lo sono diventata solo al mio arrivo in America\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-cyan-bluish-gray-color has-text-color\"><em>Gi\u00e0 pubblicato su&nbsp;<strong>Corriere dell&#8217;italianit\u00e0<\/strong>, il 28 agosto 2020<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualche anno fa, durante uno dei miei tanti viaggi in Africa, precisamente in Costa d\u2019Avorio,&nbsp;&nbsp;mi trovavo in compagnia di Raffaele Masto, grande giornalista e scrittore, purtroppo scomparso troppo presto a causa di questo orribile virus che troppa gente ha portato via. 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