{"id":4253,"date":"2021-10-04T19:50:00","date_gmt":"2021-10-04T17:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/pappeceblog.it\/?p=4253"},"modified":"2021-10-03T19:20:30","modified_gmt":"2021-10-03T17:20:30","slug":"cacciateli-concetto-vecchio-a-zurigo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2021\/10\/04\/cacciateli-concetto-vecchio-a-zurigo\/","title":{"rendered":"Cacciateli! Concetto Vecchio a Zurigo"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Partono &#8216;e bastimente p&#8217; &#8216;e terre assaje luntane&#8230;<\/em> Cos\u00ec comincia uno dei classici della canzone napoletana, <strong>Santa Lucia luntana<\/strong>, e cos\u00ec, da quando il mondo \u00e8 mondo, si parte, in cerca di fortuna, per migliorare la propria vita o, se non ci si riesce con la propria, per migliorare quella dei propri figli. Gli Italiani conoscono bene queste vicende, per averle vissute in prima persona, o in famiglia. La figura del migrante viene presto avvolta da un&#8217;aura romantica; rappresenta colui che ce l&#8217;ha fatta, la persona di successo. Il migrante stesso fa di tutto per far credere che la vita all&#8217;estero sia tutta rose e fiori, tacendo spesso i tanti dolori della quotidianit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Una delle mete pi\u00f9 raggiunte dagli Italiani, fin dagli anni &#8217;50 del secolo scorso, \u00e8 stata la Svizzera. Vicina al nostro Paese, eppure cos\u00ec diversa, la Svizzera ha costruito le sue fortune sicuramente anche grazie all&#8217;apporto del lavoro dei migranti. Le condizioni di lavoro, soprattutto nei primi anni di migrazione, erano estremamente dure (\u00e8 bene comunque non dimenticare che talvolta lo sono tuttora) e le forme contrattuali di certo non aiutavano (e, talvolta, ancora non aiutano). Il contratto stagionale, con cui si cominciava a lavorare in terra elvetica, prevedeva un contratto di nove mesi, poi tre mesi di ritorno in Italia, prima di poter ambire a un nuovo contratto stagionale. Passavano anni prima che si riuscisse a ottenere un permesso di soggiorno meno precario e, in tutti questi anni, al lavoratore stagionale era proibito portare con s\u00e9 la famiglia. Tutta la famiglia soffriva di questo divieto, in particolar modo i bambini. Abbiamo gi\u00e0 raccolto alcune delle loro storie: c&#8217;era chi, come <a href=\"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2021\/08\/31\/sonia-sozza-mercerat\/\">Sonia<\/a>, veniva lasciato ai nonni, chi invece veniva mandato in collegio appena oltre la frontiera e chi, come <a href=\"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2021\/02\/06\/catia-porri-bambina-nascosta\/\">Catia<\/a>, ha vissuto per anni nascosto in casa, con la paura costante di essere scoperto ed espulso.<\/p>\n\n\n\n<p>La storia dei migranti, italiani e non solo, in Svizzera, cambia negli anni &#8217;60, quando entra in parlamento James Schwarzenbach, editore di Zurigo. Come primo atto della sua carriera legislativa promuove un referendum per espellere dal Paese trecentomila stranieri, perlopi\u00f9 italiani. \u201c<em>Sono troppi, ci rubano i posti migliori, lavorano per pochi soldi, occupano i letti degli ospedali, sono rumorosi, non si lavano<\/em>\u201d. Inizi\u00f2 cos\u00ec una campagna d&#8217;odio, non dissimile da quelle odierne dei Salvini, Meloni, e compagnia bella, che culmin\u00f2 nel primo referendum contro gli stranieri della storia d&#8217;Europa, che si tenne il 7 giugno 1970 (ve ne fu poi un secondo nel 1974): quegli stranieri eravamo noi.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"536\" height=\"839\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Cacciateli-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4255\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Cacciateli-1.jpg 536w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Cacciateli-1-192x300.jpg 192w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Cacciateli-1-480x751.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 536px) 100vw, 536px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il giornalista di Repubblica, e scrittore, Concetto Vecchio, nato in Svizzera proprio nel 1970 e vissuto nella Confederazione elvetica fino al 1984, ha raccontato gli anni del referendum Schwarzenbach nel libro \u201c<strong>Cacciateli! Quando i migranti eravamo noi<\/strong>\u201d, pubblicato da Feltrinelli nel 2019. Avevo letto il libro pochi giorni dopo l&#8217;uscita, e lo avevo descritto cos\u00ec: <em>\u201c<\/em><em>Uno dei punti di forza di questo libro \u00e8 il non poter essere catalogato sotto un genere letterario preciso, perch\u00e9 l&#8217;autore mescola sapientemente generi diversi: non \u00e8 (solo) un libro di memorie, anche se l&#8217;autore ripercorre l&#8217;avventura migratoria dei suoi genitori, non \u00e8 (solo) un saggio giornalistico, anche se le informazioni di quel tempo sono molto precise e dettagliate. La scrittura \u00e8 semplice e scorrevole, esattamente la stessa che Concetto Vecchio usa nei suoi articoli su Repubblica, e ci\u00f2 rende il libro accessibile a tutti. Altro pregio \u00e8 il non aver fatto il parallelismo tra i migranti italiani all&#8217;estero e i migranti che arrivano in Italia oggi: la similitudine \u00e8 talmente evidente che il lettore pu\u00f2 farla da s\u00e9, e da solo deve farla, per rendersi conto di quanto dura sia la realt\u00e0 che ci circonda. Questo libro ci d\u00e0 anche una piccola lezione di storia: \u00e8 nella tranquilla e sonnolenta Svizzera che nacque il populismo in Europa, a casa di quel James Schwarzenbach che propose un referendum contro gli immigrati, con lo slogan di &#8220;prima gli Svizzeri!&#8221;. La Storia si ripete, inevitabilmente: durante la presentazione del libro, a Zurigo, l&#8217;autore immaginava che, fra cinquant&#8217;anni, ma forse anche meno, il figlio di una coppia, arrivata in Italia col barcone, racconter\u00e0 la storia dei suoi genitori. Testo da far leggere nelle scuole, per far scoprire ai giovani non solo come eravamo, ma anche cosa siamo diventati\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;anno scorso il libro \u00e8 stato tradotto in tedesco, con il titolo di \u201cJagt sie weg!\u201d (Orell Fuessli editore) ed \u00e8 stato per settimane in testa alle classifiche dei libri pi\u00f9 venduti in Svizzera. Io sono da anni un lettore del giornalista Concetto Vecchio e, dopo l&#8217;uscita del libro, che ho letto immediatamente, ho avviato con lui una corrispondenza epistolare. L&#8217;ho conosciuto di persona nel settembre del 2019, quando Vecchio venne a Zurigo, con i suoi genitori, a presentare il libro.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"260\" height=\"403\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Jagt.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4257\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Jagt.jpg 260w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Jagt-194x300.jpg 194w\" sizes=\"(max-width: 260px) 100vw, 260px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Concetto sar\u00e0 nuovamente a Zurigo a presentare il libro il prossimo 21 ottobre, grazie a un evento organizzato dall&#8217;Istituto italiano di cultura. L&#8217;incontro si terr\u00e0 alla Volkshaus, in Stauffacherstrasse 60, alle 18.30 (apertura porte alle 18) e sar\u00e0 assicurato un servizio di traduzione simultanea in tedesco. Per partecipare, occorre inviare una e-mail con il proprio nome, cognome, indirizzo e-mail e numero telefonico a: <a href=\"mailto:iiczurigo@esteri.it\">iiczurigo@esteri.it<\/a> ed essere in possesso del certificato COVID.<\/p>\n\n\n\n<p>Io torner\u00f2 sicuramente ad ascoltarlo, e invito voi a fare altrettanto, oltre naturalmente a leggere il libro. Io questo libro l&#8217;ho regalato a diversi amici, italiani e svizzeri, perch\u00e9 \u00e8 fondamentale per tutti sapere da dove veniamo. Potrebbe essere un&#8217;interessante idea regalo anche per i vostri amici, parenti e conoscenti.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow\">\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-1 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cSono troppi, ci rubano i posti migliori, lavorano per pochi soldi, occupano i letti degli ospedali, sono rumorosi, non si lavano\u201d. 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