{"id":4348,"date":"2021-11-08T20:00:00","date_gmt":"2021-11-08T19:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/pappeceblog.it\/?p=4348"},"modified":"2021-11-08T19:57:04","modified_gmt":"2021-11-08T18:57:04","slug":"tea-rooms-operaie-della-ristorazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2021\/11\/08\/tea-rooms-operaie-della-ristorazione\/","title":{"rendered":"Tea rooms, operaie della ristorazione"},"content":{"rendered":"\n<p>Ci sono libri di valore che vengono colpevolmente dimenticati e soccombono all&#8217;ingiuria del tempo. Ogni tanto per\u00f2 il tempo rende loro giustizia, facendoli riscoprire. Proprio questo \u00e8 successo al libro \u201c<strong>Tea rooms<\/strong>\u201d, della spagnola Luisa Carn\u00e9s. La Carn\u00e9s nacque nel 1905 in una famiglia operaia nel quartiere madrileno di Las Letras e a undici anni inizi\u00f2 a lavorare come operaia in una fabbrica di cappelli. Dalla sua esperienza lavorativa come cameriera in una sala da t\u00e9 nacque il romanzo <em>Tea rooms<\/em>, del 1934. La carriera di scrittrice della giovane madrilena si interruppe nel 1936, a causa del colpo di stato militare che scaten\u00f2 la guerra civile. Dopo la sconfitta dei repubblicani la Carn\u00e9s and\u00f2 in esilio in Messico, dove mor\u00ec prematuramente all&#8217;et\u00e0 di 59 anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli ultimi anni la Spagna ha riscoperto il valore della Carn\u00e9s, ripubblicando, nel 2016, il suo Tea Rooms, che nel 2021 \u00e8 stato finalmente proposto in Italia, dall&#8217;editore <strong>Alegre<\/strong> per la collana Working Class, con l&#8217;ottima traduzione di Alberto Prunetti. Leggendo il romanzo, sembra incredibile che sia stato scritto pi\u00f9 di ottant&#8217;anni fa, non solo per la fluidit\u00e0 del linguaggio della scrittrice spagnola, ma anche per gli argomenti trattati, quanto mai attuali. Il romanzo racconta la storia di Matilde, che trova impiego in una pasticceria del centro di Madrid, e delle sue colleghe e colleghi di lavoro, tutti accomunati dalla stessa sorte: turni di lavoro massacranti, pause praticamente inesistenti, paga infima. La colpa dei protagonisti del romanzo \u00e8 quella di essere nati poveri, e di conseguenza esclusi da tutto. I soprusi della responsabile e del proprietario sono descritti nei minimi dettagli, cos\u00ec come le personalit\u00e0 dei diversi protagonisti: c&#8217;\u00e8 chi sogna il grande amore, chi il successo nel mondo dello spettacolo, chi ha gi\u00e0 una certa et\u00e0 e ha subito dalla vita non poche delusioni, chi \u00e8 scappato da Mussolini ed \u00e8 in pena per il figlio rimasto in Italia, e chi come Matilde prova rabbia per la loro condizione e crede che bisogna unirsi e protestare.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello che colpisce leggendo il libro \u00e8 che, se molti capitoli fossero scritti oggi, nessuno noterebbe la differenza. Negli anni &#8217;30 del XX secolo non c&#8217;erano ancora i diritti dei lavoratori, negli anni &#8217;20 del XXI secolo alcune categorie di lavoratori conducono vite non molto dissimili da quelle descritte nel libro. La potenza di questo romanzo non \u00e8 solo di raccontare storie vere, ma anche di ricordarci cosa succede quando i diritti, tanto faticosamente conquistati, si perdono. La storia ci insegna gi\u00e0 che basta poco a perdere i diritti, se non li si difende, non li si coccola, non li si utilizza. Grazie all&#8217;editore Alegre per averci proposto questo gioiellino, cos\u00ec a lungo trascurato, un esempio di romanzo sociale come non se ne trovano quasi pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quello che colpisce leggendo il libro \u00e8 che, se molti capitoli fossero scritti oggi, nessuno noterebbe la differenza. 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