{"id":4399,"date":"2021-12-04T07:11:00","date_gmt":"2021-12-04T06:11:00","guid":{"rendered":"https:\/\/pappeceblog.it\/?p=4399"},"modified":"2021-12-02T19:18:54","modified_gmt":"2021-12-02T18:18:54","slug":"io-non-provo-invidia-ma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2021\/12\/04\/io-non-provo-invidia-ma\/","title":{"rendered":"Io non provo invidia, ma&#8230;"},"content":{"rendered":"\n<p>\u201c<em>L&#8217;invidia \u00e8 la religione dei mediocri. Li consola, risponde alle inquietudini che li divorano e, in ultima istanza, imputridisce le loro anime e consente di giustificare la loro grettezza e la loro avidit\u00e0 fino a credere che siano virt\u00f9 e che le porte del cielo si spalancheranno solo per gli infelici come loro, che attraversano la vita senza lasciare altra traccia se non i loro sleali tentativi di sminuire gli altri e di escludere, e se possibile distruggere, chi, per il semplice fatto di esistere e di essere ci\u00f2 che \u00e8, mette in risalto la loro povert\u00e0 di spirito, di mente e di fegato. Fortunato colui al quale latrano i cretini, perch\u00e9 la sua anima non apparterr\u00e0 mai a loro.\u201c<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Carlos Ruiz Zaf\u00f3n, da \u201cIl gioco dell&#8217;angelo\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Inizio questa riflessione sul sentimento dell&#8217;invidia con una citazione tratta dal libro di <strong>Zafon \u201c<\/strong><em><strong>Il gioco dell\u2019angelo\u201d<\/strong><\/em> perch\u00e9 mi sembra che l&#8217;autore colga in forma poetica ci\u00f2 che, a mio parere, \u00e8 l&#8217;essenza di questa condizione umana spesso negata e celata.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal latino <em>in-vedere, <\/em>guardare contro, con ostilit\u00e0, l&#8217;invidia si riferisce a colui che vive nel risentimento per la felicit\u00e0 e benessere altrui e quindi in uno stato di insoddisfazione, pena e sofferenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Dante colloca gli invidiosi nel Purgatorio e li rappresenta con gli occhi cuciti da fili di ferro come punizione per aver gioito nel vedere le disgrazie altrui.<br>Si sa, l&#8217;invidia \u00e8 annoverata tra i sette vizi capitali ma, come evidenzia Galimberti, a differenza degli altri vizi, \u00e8 l&#8217;unico che non genera piacere, anche se \u00e8 molto diffuso e ciascuno di noi ne ha fatto esperienza nei termini di essere invidiato o aver invidiato.<\/p>\n\n\n\n<p>Egli afferma che le sue radici affondano probabilmente in quel nucleo profondo che costituisce la propria identit\u00e0 che, per costituirsi e crescere ha bisogno di <strong>riconoscimento.<\/strong>Ma quando questo riconoscimento manca, l\u2019identit\u00e0 si rende incerta, sbiadita; allora pu\u00f2 subentrare l&#8217;invidia che vorrebbe concedere, a chi \u00e8 incapace di valorizzare se stesso, una salvaguardia di s\u00e9 demolendo l&#8217;altro.<\/p>\n\n\n\n<p>In tal senso, l&#8217;invidia \u00e8 pi\u00f9 un meccanismo di difesa, un disperato tentativo di salvaguardare la propria identit\u00e0 quando si sente minacciata dal confronto con gli altri.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"509\" height=\"339\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Invidia1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4402\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Invidia1.jpg 509w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Invidia1-300x200.jpg 300w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Invidia1-480x320.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 509px) 100vw, 509px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L\u2019invidia, dunque,&nbsp;\u00e8 un\u2019emozione complessa che fa riferimento ai valori e all\u2019immagine di s\u00e9. In particolare, alla sua base&nbsp;si riscontrano sentimenti di mancanza, di rivalit\u00e0 e senso di inferiorit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>In letteratura vi \u00e8 accordo tra gli studiosi nel ritenere che alla base dell&#8217;invidia vi siano dinamiche di rivalit\u00e0 e mancanza: si&nbsp;invidia&nbsp;qualcosa e\/o qualcuno perch\u00e9 si vorrebbero possedere oggetti, qualit\u00e0 o condizioni che mancano; tuttavia, vi \u00e8 discordanza rispetto alla funzione dell\u2019invidia<strong>. <\/strong>In altre parole, tale emozione \u00e8 da intendersi come completamente negativa perch\u00e9 motiva ad azioni ostili e aggressive verso gli altri e se stessi, oppure vi sono aspetti benevoli che possono sfociare in atteggiamenti utili rispetto agli scopi dell\u2019individuo?<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo Castelfranchi Miceli e Parisi (1988) l\u2019invidia&nbsp;ha come fulcro l\u2019ostilit\u00e0, chi non consegue uno scopo desiderato soffre vedendo che gli altri invece sono in grado di raggiungerlo e prova ostilit\u00e0 per chi gli causa questa sofferenza; un\u2019altra ragione di ostilit\u00e0 risiede nella constatazione che l\u2019invidiato&nbsp;presenta una meta come raggiungibile e questa presa di coscienza di realizzabilit\u00e0 di uno scopo da parte di altri ma non da parte del s\u00e9 determina una autosvalutazione della propria idea di s\u00e9 che esce perdente dal confronto sociale.<\/p>\n\n\n\n<p>La psicologia <strong>dell&#8217;invidia cattiva<\/strong> dunque, si basa sul presupposto: <em>\u201cse io non posso allora neanche l&#8217;altro\u201d, <\/em>nel senso che il confronto con l&#8217;altro, generando la consapevolezza della propria mancanza, attiva sentimenti di odio, rabbia, frustrazione, senso di inadeguatezza. Si \u00e8 talmente presi dallo svalutare l&#8217;altro che si perdono di vista le proprie risorse e potenzialit\u00e0 e, come nella celebre favola della Volpe e l&#8217;uva in cui la volpe, non potendo raggiungere l&#8217;uva dice che \u00e8 acerba, l\u2019invidioso sminuisce tutto ci\u00f2 che ha intorno per nascondere i propri limiti di insicurezza e scarsa autostima, rimanendo bloccato nel risentimento e vergogna.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"509\" height=\"339\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Invidia3.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4404\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Invidia3.jpg 509w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Invidia3-300x200.jpg 300w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Invidia3-480x320.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 509px) 100vw, 509px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Tuttavia, altri autori parlano di un\u2019&nbsp;invidia&nbsp;<strong>\u201cbuona\u201d <\/strong>che porterebbe la persona ad automigliorarsi a seguito del confronto con l\u2019altro. In tal senso, pu\u00f2 esserci un\u2019identificazione positiva con l\u2019altro e il sentimento speculare e co-presente all\u2019invidia&nbsp;\u00e8 l\u2019ammirazione, nel momento in cui accanto al riconoscimento di meriti e qualit\u00e0 altrui non vi \u00e8 la propria autosvalutazione e la sensazione di inferiorit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo caso si parte dal concetto: <em>\u201cse l&#8217;altro pu\u00f2, allora posso anch&#8217;io\u201d, <\/em>dove l\u2019invidioso, dotato di un buon senso critico, riesce a cogliere la ricchezza delle differenze e non la mancanza, riconosce i propri desideri, esplora le proprie possibilit\u00e0 ed accetta i propri limiti che lo spingono a migliorarsi anzich\u00e9 rimanere bloccati nella frustrazione. L&#8217;invidia, allora, pu\u00f2 evolvere in un incentivo a crescere, mettersi gioco, avere fiducia in se stessi.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"506\" height=\"338\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Invidia2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4406\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Invidia2.jpg 506w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Invidia2-300x200.jpg 300w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Invidia2-480x321.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 506px) 100vw, 506px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>In generale, l\u2019emozione dell\u2019invidia&nbsp;\u00e8 qualcosa che non si ammette volentieri e tende ad essere negata da chi la prova. Diversi autori (Girotti, Marchetti e Antonietti, 1992) hanno confermato che l\u2019invidia&nbsp;risulta essere l\u2019emozione coscientemente pi\u00f9 rifiutata, le persone negano di provarla e di parlarne, mentre attribuiscono notevolmente agli altri tale emozione.<\/p>\n\n\n\n<p>Riscontro spesso questo atteggiamento da parte delle persone sia in ambito clinico sia a livello personale e quel che pi\u00f9 mi sconcerta \u00e8 che talvolta, per dare un senso al comportamento, altrimenti inspiegabile degli altri, si ricorre all\u2019invidia mettendosi nella condizione di invidiato anche se palesemente non ci sono le condizioni e soprattutto negando di provare gli stessi sentimenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Confesso che, in queste circostanze, mi ritrovo a chiedermi se basta invocare l&#8217;invidia per mettere a posto le situazioni, scaricando sull&#8217;altro la responsabilit\u00e0 degli eventi e ponendo il soggetto nel ruolo di vittima impotente (ma anche rivalutata nel suo ruolo di invidiato!) di fronte alla potenza ineluttabile di questo sentimento.<\/p>\n\n\n\n<p>La potenza dell&#8217;invidia, dunque, sembra pervadere tutti universalmente nella sua duplice forza negativa e positiva e, se \u00e8 vero, come dice qualcuno, che <em>l&#8217;invidia regge il mondo, <\/em>allora come possiamo gestirla?<\/p>\n\n\n\n<p>Io penso che se cominciamo a considerarle l&#8217;invidia come un&#8217;opportunit\u00e0, potremmo imparare a guardare al lato positivo di questa e di tutte le emozioni e a ci\u00f2 che ci pu\u00f2 trasmettere. Un primo passo \u00e8 non nasconderla a noi stessi, imparare a riconoscerla ed accettarla sviluppando la capacit\u00e0 di ironizzarci su, di ridere di s\u00e9 per alleggerire il senso di oppressione e infelicit\u00e0 ed esaminando le origini del proprio senso di inferiorit\u00e0 ed inadeguatezza per portarci su livelli pi\u00f9 elevati di conoscenza di noi stessi.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"509\" height=\"339\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Invidia4.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4407\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Invidia4.jpg 509w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Invidia4-300x200.jpg 300w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Invidia4-480x320.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 509px) 100vw, 509px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Significa non sottovalutare la propria posizione e relativizzare i vantaggi dell&#8217;altro, scoprire i propri obiettivi impegnandosi a trasformare i limiti in risorse, le mancanze in possibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cL&#8217;invidia \u00e8 la religione dei mediocri. Li consola, risponde alle inquietudini che li divorano e, in ultima istanza, imputridisce le loro anime e consente di giustificare la loro grettezza e la loro avidit\u00e0 fino a credere che siano virt\u00f9 e che le porte del cielo si spalancheranno solo per gli infelici come loro, che attraversano la vita senza lasciare altra traccia se non i loro sleali tentativi di sminuire gli altri e di escludere, e se possibile distruggere, chi, per il semplice fatto di esistere e di essere ci\u00f2 che \u00e8, mette in risalto la loro povert\u00e0 di spirito, di<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":4400,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"rank_math_lock_modified_date":false,"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[447,445,442,443,444],"coauthors":[147],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4399"}],"collection":[{"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4399"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4399\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4400"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4399"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4399"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4399"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/coauthors?post=4399"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}