{"id":4438,"date":"2021-12-11T04:55:00","date_gmt":"2021-12-11T03:55:00","guid":{"rendered":"https:\/\/pappeceblog.it\/?p=4438"},"modified":"2021-12-08T17:10:31","modified_gmt":"2021-12-08T16:10:31","slug":"francesco-ziosi-la-cultura-italiana-in-svizzera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2021\/12\/11\/francesco-ziosi-la-cultura-italiana-in-svizzera\/","title":{"rendered":"Francesco Ziosi: la cultura italiana in Svizzera"},"content":{"rendered":"\n<p>Da qualche mese l&#8217;Istituto italiano di cultura di Zurigo ha un nuovo direttore, Francesco Ziosi.<\/p>\n\n\n\n<p>Francesco \u00e8 nato a San Giovanni in Persiceto ed \u00e8 cresciuto in aperta campagna, a <strong>Sammartini di Crevalcore<\/strong>, assieme ai suoi fratelli e sorelle, ben sette, a cui \u00e8 molto legato. Una sorella \u00e8 purtroppo venuta a mancare pochi anni fa. E&#8217; sposato con Agnese ed \u00e8 pap\u00e0 di due bambine: Rossana di 8 anni e Gelsomina di 3.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"575\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Ziosi2-1024x575.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4440\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Ziosi2-1024x575.jpg 1024w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Ziosi2-300x169.jpg 300w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Ziosi2-768x432.jpg 768w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Ziosi2-480x270.jpg 480w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Ziosi2.jpg 1139w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>La terra natia di Francesco<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Dopo aver frequentato il liceo classico a Cento, Francesco si iscrive all&#8217;universit\u00e0 di Bologna, dove studia <strong>Storia antica<\/strong>. Durante gli anni di studio il giovane studente partecipa a un progetto Erasmus a Edimburgo, e poi trascorre del tempo in Israele, grazie a una borsa di studio offerta dal ministero degli affari esteri. Il tema di studio di questi soggiorni \u00e8 \u201cRoma e gli Ebrei\u201d. Dopo essersi brillantemente laureato, prosegue gli studi con un dottorato di ricerca presso la <strong>Scuola Normale Superiore<\/strong> di Pisa. I suoi studi lo portano a soggiornare a Colonia, Monaco di Baviera, Gerusalemme&#8230; Alla fine del dottorato, Francesco partecipa a un concorso per un posto di Funzionario culturale indetto dal ministero degli affari esteri. Gli comunicano l&#8217;esito positivo del concorso appena tre giorni dopo la fine del dottorato e cos\u00ec, nel 2012, Francesco si trasferisce a Roma, dove resta fino al 2016.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2016 gli viene offerto il primo incarico internazionale, la direzione dell\u2019Istituto italiano di cultura a <strong>Monaco di Baviera<\/strong>, ed \u00e8 l\u00ec che si trasferisce con la famiglia. Per i bavaresi, l\u2019Italia \u00e8 un modello culturale da secoli, sicuramente da quando, nel XIX secolo, Ludovico I di Baviera si ispir\u00f2 al rinascimento fiorentino, oltre che all\u2019antica Grecia e all\u2019antica Roma, per la costruzione di diverse opere architettoniche. L\u2019Italia \u00e8 quindi il Paese dell\u2019arte, del bello, del turismo. Monaco \u00e8 invece una citt\u00e0 internazionale con radici provinciali profonde, e, sebbene Francesco la conosca gi\u00e0, per averci vissuto brevemente quando era studente, non \u00e8 facile entrare nelle sue dinamiche sociali. Il giovane direttore vede Monaco come una citt\u00e0 di luci e ombre; \u00e8 una citt\u00e0 che sente molto il suo passato del \u2019900, tanto che non si pu\u00f2 parlare di Monaco senza parlare di nazismo.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal punto di vista professionale, sono diversi i lavori di cui Francesco va fiero, tra i quali sicuramente i progetti condotti con gli altri istituti di cultura nazionali, primi fra tutti quello francese, spagnolo, ceco, perch\u00e9 di respiro europeo, e anche l\u2019evento organizzato in collaborazione con l\u2019Ufficio Cultura del Comune, per commemorare congiuntamente il quarantennale dell\u2019anniversario delle stragi di Bologna del 2 agosto 1980 e di quella dell\u2019Oktoberfest, del 26 settembre, che caus\u00f2 13 morti e pi\u00f9 di 300 feriti.<\/p>\n\n\n\n<p>A fine 2020 a Francesco viene comunicato che la sua prossima destinazione sar\u00e0 <strong>Zurigo<\/strong>, ed \u00e8 qui che arriva nel 2021. Zurigo gli appare subito molto diversa da Monaco: mentre Monaco \u00e8 una citt\u00e0 grande che si sente provinciale, Zurigo \u00e8 una citt\u00e0 piccola che si sente grande, sia per il suo respiro internazionale che per il fatto di essere comunque la citt\u00e0 pi\u00f9 grande della Svizzera. L\u2019impressione che Francesco ha, non solo degli zurighesi ma degli svizzeri in generale, \u00e8 che abbiano una conoscenza pi\u00f9 pragmatica e meno idealizzata della cultura italiana, per una serie di motivi: la massiccia presenza nel Paese dell\u2019immigrazione italiana, la consapevolezza di quanto i migranti italiani abbiano fatto per lo sviluppo della Svizzera, la conoscenza diffusa dell\u2019Italia, basti pensare che la Svizzera \u00e8 il quinto Paese al mondo per la presenza di turisti stranieri in Italia, la presenza di ben cinque cattedre universitarie di lingua e letteratura italiana nella parte non italofona del Paese (a Zurigo, Basilea, Berna, Losanna, Ginevra).<\/p>\n\n\n\n<p>Francesco ha notato da subito che Zurigo e la Svizzera hanno un approccio molto pi\u00f9 rilassato con la storia, cosa che del resto si vede gi\u00e0 dalla toponomastica: a differenza di Italia e Germania, dove la maggior parte delle strade prende il nome da eventi del passato, primi fra tutti le guerre, o da personaggi illustri, i nomi delle strade svizzere si ispirano di pi\u00f9 alla geografia. Mentre Francesco condivide questa riflessione, non posso far a meno di pensare alle parole che Georgi Gospodinov usa per descrivere la Svizzera nel suo ultimo romanzo, <a href=\"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2021\/08\/18\/cronorifugio\/\">Cronorifugio<\/a>: \u201c<em> Il mondo va pi\u00f9 piano, il fiume della vita \u00e8 sfociato in un lago, lento, con una superficie tranquilla, il lusso della noia e il sole sulla collina per le vecchie ossa. Il tempo in tutta la sua relativit\u00e0. Non \u00e8 affatto un caso che due scoperte del XX secolo, collegate appunto col tempo, si siano verificate proprio qui, in Svizzera: la teoria della relativit\u00e0 di Einstein e La montagna magica di Thomas Mann\u201d<\/em>.\u00a0\u00a0E ancora: <em>\u201cLa verit\u00e0 \u00e8 che la Svizzera era il paese ideale, pensai, per il grado zero del tempo. Un paese senza tempo pu\u00f2 essere pi\u00f9 facilmente popolato con tutti i tempi possibili. Era riuscita a insinuarsi perfino nel XX secolo senza segni particolari, che altrimenti ti trattengono sempre in anni specifici\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Francesco ha ben chiaro cosa fare, qui a Zurigo, alla guida dell\u2019<a href=\"https:\/\/iiczurigo.esteri.it\/iic_zurigo\/it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Istituto italiano di cultura<\/a>, uno degli 82 istituti italiani presenti nel mondo, e unico istituto di cultura nazionale presente in Svizzera. Il focus deve essere non solo sulla lingua, ma anche sulla cultura. Chi decide di studiare la nostra lingua lo fa per comprendere meglio la nostra cultura, molto di pi\u00f9 di quanto non accada di solito nello studio delle altre lingue straniere. L\u2019idea \u00e8 realizzare una programmazione prodotta dall\u2019istituto per la gran parte; solo cos\u00ec si potr\u00e0 interloquire con i soggetti principali della cultura svizzera, quali i musei, i teatri d\u2019opera, i festival del cinema, le universit\u00e0, con l\u2019obiettivo di coinvolgere anche quegli svizzeri che non necessariamente sono interessati all\u2019Italia. Bisogna sviluppare una stagione culturale riconoscibile per seriet\u00e0 e qualit\u00e0, con l\u2019Istituto come soggetto e non come mero sponsor. Gli Istituti di Cultura sono enti totalmente pubblici e pertanto hanno il vantaggio di non dover lavorare per il mercato, ma hanno anche la possibilit\u00e0 di influenzare il mercato con proposte di qualit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"783\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Ziosi3-1-783x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4442\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Ziosi3-1-783x1024.jpg 783w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Ziosi3-1-229x300.jpg 229w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Ziosi3-1-768x1005.jpg 768w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Ziosi3-1-1174x1536.jpg 1174w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Ziosi3-1-480x628.jpg 480w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Ziosi3-1.jpg 1237w\" sizes=\"(max-width: 783px) 100vw, 783px\" \/><figcaption>Un libro, caro a Francesco, che non ha bisogno di presentazioni<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Alle dichiarazioni di intenti, Francesco ha fatto immediatamente seguire i fatti. Qualche esempio? Il servizio di traduzione simultanea offerto a chi non parlava italiano durante la presentazione del libro di Concetto Vecchio \u201cCacciateli!\u201d lo scorso ottobre; la mostra \u201cSuggestioni, La divina Commedia illustrata\u201d, da poco conclusasi, ma anche l\u2019evento del prossimo gennaio, l\u2019incontro con la filosofa e scrittrice <a href=\"https:\/\/iiczurigo.esteri.it\/iic_zurigo\/it\/gli_eventi\/calendario\/2022\/01\/incontro-con-michela-marzano.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Michela Marzano<\/a>, che presenter\u00e0 il suo ultimo romanzo \u201cStirpe e vergogna\u201d, nel quale la protagonista fa i conti con il fascismo privato, quello del nonno. Sar\u00e0 un\u2019occasione per riflettere sul nostro passato, non solo collettivo ma anche personale e familiare.<\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>cultura italiana<\/strong> \u00e8 ricca di qualit\u00e0, e Francesco lavora per renderla sempre pi\u00f9 visibile anche in Svizzera.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da qualche mese l&#8217;Istituto italiano di cultura di Zurigo ha un nuovo direttore, Francesco Ziosi. Francesco \u00e8 nato a San Giovanni in Persiceto ed \u00e8 cresciuto in aperta campagna, a Sammartini di Crevalcore, assieme ai suoi fratelli e sorelle, ben sette, a cui \u00e8 molto legato. Una sorella \u00e8 purtroppo venuta a mancare pochi anni fa. E&#8217; sposato con Agnese ed \u00e8 pap\u00e0 di due bambine: Rossana di 8 anni e Gelsomina di 3. 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