{"id":4479,"date":"2022-01-30T09:20:13","date_gmt":"2022-01-30T08:20:13","guid":{"rendered":"https:\/\/pappeceblog.it\/?p=4479"},"modified":"2022-01-30T09:20:14","modified_gmt":"2022-01-30T08:20:14","slug":"il-viaggio-del-negrita-un-oceano-due-mari-tre-continenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2022\/01\/30\/il-viaggio-del-negrita-un-oceano-due-mari-tre-continenti\/","title":{"rendered":"Il viaggio del Negrita: Un oceano, due mari, tre continenti"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap\">Pochi conoscono don Antonio Manuel, che a Roma \u00e8 soprannominato affettuosamente&nbsp;<strong>Negrita<\/strong>. Fu il primo ambasciatore africano presso la Santa Sede, nel 1604. Nato come Nsaku Ne Vunda, prese il nome di Antonio Manuel dopo essere stato ordinato prete. Nel 1604 Alvaro II, re del Congo (un regno che corrisponde all\u2019odierno Angola) lo invi\u00f2 come ambasciatore presso la Santa Sede. Don Antonio Manuel giunse a destinazione solo quattro anni dopo, perch\u00e9 durante il viaggio dovette affrontare una vera e propria odissea: fu aggredito dai pirati, ma riusc\u00ec a rifugiarsi in Spagna e da l\u00ec riusc\u00ec, tre anni dopo, ad arrivare a Genova e poi a Roma. Molti dei suoi compagni di viaggio avevano perso la vita e la sua stessa salute ne risult\u00f2 seriamente compromessa. Giunse a Roma all\u2019inizio di gennaio del 1608, gi\u00e0 gravemente malato. Siccome don Antonio Manuel non poteva muoversi dal letto, il Papa si rec\u00f2 al suo capezzale per ricevere l\u2019ambasciata. Poche ore dopo quel colloquio, il prete africano mor\u00ec. Non sapremo mai cosa si dissero i due uomini, ma sappiamo che il Papa fu profondamente colpito da quel colloquio, tanto da far organizzare funerali solenni, oltre a commissionare allo scultore Stefano Maderno un busto in pietra nera dell\u2019ambasciatore, visibile nella chiesa di Santa Maria Maggiore, nella prima cappella a destra; un dipinto raffigurante don Antonio Manuel, risalente al 1615, si trova nella Sala dei Corazzieri del Quirinale.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1006\" height=\"601\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Wilfred-NSonde\u0300.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4480\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Wilfred-NSonde\u0300.jpg 1006w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Wilfred-NSonde\u0300-300x179.jpg 300w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Wilfred-NSonde\u0300-768x459.jpg 768w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Wilfred-NSonde\u0300-480x287.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 1006px) 100vw, 1006px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La storia romanzata di Nsaku Ne Vunda \u00e8 stata raccontata dallo scrittore Wilfred N\u2019Sond\u00e8, nel suo romanzo&nbsp;<strong>Un oceano, due mari, tre continenti<\/strong>, scritto in francese nel 2018 e pochi mesi fa pubblicato in italiano dall\u2019editore&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.66thand2nd.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">66<sup>th<\/sup>&nbsp;and 2<sup>nd<\/sup><\/a>, con la traduzione di Stefania Buonamassa. Lo scrittore ricostruisce l\u2019infanzia del piccolo Nsaku nel villaggio in mezzo alla foresta, la sua educazione cattolica che lo port\u00f2 ai pi\u00f9 alti livelli dell\u2019istruzione di allora, fino al momento del viaggio verso Roma. L\u2019Africa, a quei tempi, era conosciuta per la tratta degli schiavi verso le Americhe, e proprio in un bastimento che trasporta schiavi don Manuel si imbarc\u00f2. Nel libro \u00e8 descritto tutto l\u2019orrore della&nbsp;<strong>schiavit\u00f9<\/strong>, ed \u00e8 questo orrore che d\u00e0 la forza al prete di portare al termine il viaggio: deve assolutamente raccontare al Papa ci\u00f2 che accade veramente, e chiedergli di fermare questa tratta. Durante il viaggio il prete conosce Martin, un giovane mozzo francese, unico personaggio non esistito realmente. Con Martin nascer\u00e0 una bellissima e importante amicizia. Lo scrittore usa un linguaggio scorrevole, diretto, spesso poetico. Don Antonio Manuel \u00e8 una persona pura, ingenua, che mai avrebbe potuto immaginare una simile realt\u00e0, se non se la fosse trovata davanti agli occhi. Senza giri di parole, l\u2019autore ci racconta la tratta degli schiavi e ci mette di fronte alle responsabilit\u00e0 degli europei in ci\u00f2 che accadde, pur senza tacere le responsabilit\u00e0 di quegli indigeni che favorirono la tratta. Mentre leggevo il romanzo, non potevo far a meno di pensare alle schiavit\u00f9 di oggi: quanto sono diversi i viaggi della speranza di oggi, dal viaggio verso le Americhe di ieri? E come definire ci\u00f2 che fanno i libici oggi, se non tratta di esseri umani?<\/p>\n\n\n\n<p>Un libro che consiglio caldamente di leggere, non solo per imparare a conoscere un personaggio storico sconosciuto ai pi\u00f9, ma anche per riflettere su cosa sia stata la&nbsp;<strong>storia<\/strong>&nbsp;dell\u2019umanit\u00e0 e su come, pi\u00f9 o meno consapevolmente, non avendo imparato dagli errori, la stiamo ripetendo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-cyan-bluish-gray-color has-text-color\"><em>Gi\u00e0 pubblicato su <strong>Sconfinamenti<\/strong>, nel maggio 2021<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pochi conoscono don Antonio Manuel, che a Roma \u00e8 soprannominato affettuosamente&nbsp;Negrita. Fu il primo ambasciatore africano presso la Santa Sede, nel 1604. Nato come Nsaku Ne Vunda, prese il nome di Antonio Manuel dopo essere stato ordinato prete. 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Don Antonio Manuel giunse a destinazione solo quattro anni dopo, perch\u00e9 durante il viaggio dovette affrontare una vera e propria odissea: fu aggredito dai pirati, ma riusc\u00ec a rifugiarsi in Spagna e da l\u00ec riusc\u00ec, tre anni dopo, ad arrivare a<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":4481,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"rank_math_lock_modified_date":false,"footnotes":""},"categories":[16],"tags":[92,485,77,483,484],"coauthors":[69],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4479"}],"collection":[{"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4479"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4479\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4481"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4479"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4479"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4479"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/coauthors?post=4479"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}