{"id":4495,"date":"2023-09-01T00:09:00","date_gmt":"2023-08-31T22:09:00","guid":{"rendered":"https:\/\/pappeceblog.it\/?p=4495"},"modified":"2023-08-30T20:34:13","modified_gmt":"2023-08-30T18:34:13","slug":"noi-diversi-la-sensibilita-degli-esclusi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2023\/09\/01\/noi-diversi-la-sensibilita-degli-esclusi\/","title":{"rendered":"Noi diversi: la sensibilit\u00e0 degli esclusi"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap\">Ci sono libri che si presentano&nbsp;<strong>diversi<\/strong>, nel senso di particolari, fin dal titolo, come appunto \u201cNoi diversi\u201d di Veselin Markovic, pubblicato qualche anno fa ma giunto in Italia solo a fine 2019, grazie alla casa editrice&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.voland.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Voland<\/a>, sempre attenta, tra le altre cose, alle letterature dell\u2019est Europa, con l\u2019ottima traduzione di Anita Vuco.<\/p>\n\n\n\n<p>Markovic \u00e8 uno scrittore serbo, nato a Belgrado nel 1963, che attualmente vive in Francia. Da questa breve biografia qualcuno potrebbe pensare che questo romanzo, che ha vinto numerosi premi ed \u00e8 stato tradotto in diverse lingue, parli della guerra e del recente passato della ex Jugoslavia, ma cos\u00ec non \u00e8. Il romanzo, ambientato in un paese in riva al lago, ci racconta di due bambini particolari, che personalmente non esito a definire speciali: Vladimir e Valentina. Il primo \u00e8 un bambino di rara sensibilit\u00e0, coprotagonista di un&nbsp;<strong>incidente<\/strong>&nbsp;sul lago ghiacciato, incidente che cambier\u00e0 la vita, non solo sua, ma quella di tutta la famiglia. La seconda una bambina nata senza un&nbsp;<strong>gene<\/strong>, e per questo destinata a sottoporsi a trattamenti medici per tutta la vita; la mancanza di questo gene le causa, tra le altre cose, un colorito giallognolo della pelle e degli occhi, che rende la sua diversit\u00e0 ben visibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Bambini diversi, dunque, e per questo&nbsp;<strong>isolati<\/strong>. Sappiamo tutti che la diversit\u00e0 \u00e8 ricchezza, ma sappiamo anche che troppo spesso la diversit\u00e0 porta&nbsp;<strong>esclusione<\/strong>, e proprio questo isolamento porta i protagonisti a compiere un percorso interiore, che questo romanzo ci racconta. I due protagonisti si incontrano solo tre volte in tutto il romanzo; le loro storie scorrono parallele, in un alternarsi di capitoli in cui si racconta la storia di lui e quella di lei, dall\u2019infanzia fino alla soglia dei 30 anni. In entrambe le storie vi \u00e8 un momento in cui c\u2019\u00e8 un mistero da risolvere: il perch\u00e9 dell\u2019incidente sul lago ghiacciato per lui, una brutta faccenda di violenza domestica nella famiglia di un suo ex fidanzato per lei, tanto che quei capitoli prendono il ritmo di un romanzo giallo.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno dei pregi di questo autore \u00e8 proprio quello di mescolare i diversi generi (romanzo d\u2019introspezione, romanzo giallo\u2026), evidenziando che non ci sono generi maggiori e generi minori (purtroppo questa \u00e8 una credenza ancora troppo diffusa, basti pensare che ancora oggi gli scrittori di romanzi gialli, o quelli per l\u2019infanzia, non hanno mai ricevuto, non dico il Premio Nobel, ma nemmeno il Premio Strega), ma solo libri ben scritti e libri che non lo sono. Leggendo questo libro, al di l\u00e0 della storia dei protagonisti, non si pu\u00f2 non riflettere su noi stessi, sulle nostre diversit\u00e0, piccole o grandi che siano, e quante volte queste abbiano causato esclusione; si riflette anche su quante volte abbiamo escluso, magari senza comprendere, a causa delle diversit\u00e0 di coloro che ci circondano.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel romanzo, il padre del protagonista, allora un bambino di dieci anni, gli spiega il punto cieco, contrariando la madre, che pensa sia troppo presto per una lezione del genere. Il bambino ricorder\u00e0 quella lezione per tutta la vita:&nbsp;<em>Ero troppo piccolo, ma non ho dimenticato. Nei giorni successivi cercai di individuare il mio punto cieco, ma allo stesso tempo avevo paura di riuscirci. Mi fermavo davanti alla biblioteca di famiglia. I libri occupavano l\u2019intero campo visivo, e io mi chiedevo quali vedessi sul serio, e quali invece fossero un prodotto della mia mente. Una notte, quando la casa si fece calma e silenziosa, mi misi la giacca e uscii nel portico per osservare le luci della citt\u00e0 in riva al lago; alcune case all\u2019improvviso scomparivano nel buio, perci\u00f2 non sapevo se ero io a non vederle pi\u00f9, oppure avessero spento la luce<\/em><em>.<\/em>&nbsp;Ecco, forse \u00e8 questo lo scopo di questo libro, spingere il lettore verso il proprio punto cieco, ci\u00f2 che \u00e8 davanti ai propri occhi ma non si riesce, o non si vuole, vedere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-cyan-bluish-gray-color has-text-color\"><em>Gi\u00e0 pubblicato su <strong>Sconfinamenti<\/strong>, nel aprile 2021<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono libri che si presentano&nbsp;diversi, nel senso di particolari, fin dal titolo, come appunto \u201cNoi diversi\u201d di Veselin Markovic, pubblicato qualche anno fa ma giunto in Italia solo a fine 2019, grazie alla casa editrice&nbsp;Voland, sempre attenta, tra le altre cose, alle letterature dell\u2019est Europa, con l\u2019ottima traduzione di Anita Vuco. 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