{"id":4532,"date":"2022-01-07T20:20:00","date_gmt":"2022-01-07T19:20:00","guid":{"rendered":"https:\/\/pappeceblog.it\/?p=4532"},"modified":"2022-01-03T20:21:35","modified_gmt":"2022-01-03T19:21:35","slug":"in-benin-per-il-festival-voodoo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2022\/01\/07\/in-benin-per-il-festival-voodoo\/","title":{"rendered":"In Benin per il festival voodoo"},"content":{"rendered":"\n<p>Il 10 gennaio, in Benin \u00e8 la giornata del <strong>voodoo<\/strong>; tutti i seguaci di questa religione celebrano una grande festa, ricca di musica, canti e balli in maschera, oltre naturalmente a buon cibo, che dura due giorni interi. Si onora la religione tradizionale e i suoi culti; le principali celebrazioni si tengono a Ouidah, dove si radunano migliaia di adepti, capi tradizionali e \u201cfeticheur\u201d, oltre naturalmente a tanti turisti.<\/p>\n\n\n\n<p>Io non sapevo niente di questo evento, e ignoravo quasi tutto della religione voodoo, fino all&#8217;autunno del 2012 quando, depresso dall&#8217;inverno precoce di Horgen, contattai il mio amico Michele, che avevo conosciuto durante il viaggio in Camerun, per chiedergli se aveva in programma altri viaggi in Africa per il 2013. Michele mi inform\u00f2 che, con la sua famiglia e Renato, altro viaggiatore \u201ccamerunense\u201d, stava organizzando una settimana in Benin a gennaio, per partecipare al festival voodoo il 10 gennaio. Il viaggio si sarebbe svolto nel Benin meridionale, con una puntata di un giorno nella vicina Lom\u00e9, capitale del Togo. Michele mi invit\u00f2 a unirmi a loro e io accettai, senza farmelo ripetere due volte: oltre a un viaggio in un luogo esotico, avrei conosciuto anche l&#8217;intera famiglia di Michele, la moglie Eleonora e i due figli Teo e Carlo. Dopo qualche giorno, riflettendoci bene, decisi di organizzare un viaggio pi\u00f9 lungo, anche grazie alla pressione che l&#8217;ufficio Risorse Umane mi faceva per farmi consumare le tante ferie arretrate. Una volta partiti i miei amici, avrei continuato scoprendo non solo il Benin settentrionale, ma anche il Togo e il Ghana.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"720\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Benin2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4533\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Benin2.jpg 960w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Benin2-300x225.jpg 300w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Benin2-768x576.jpg 768w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Benin2-480x360.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><figcaption>Ganvi\u00e9<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Mi diedi da fare per ottenere, nel pi\u00f9 breve tempo possibile, i visti per i 3 Paesi, e all&#8217;inizio di gennaio 2013 eccomi arrivare in Benin. Atterrai a Cotonou, di sera tardi, in aeroporto mi aspettava Sena, la nostra guida locale, un ragazzo preparato, affabile e rigoroso, con il quale sono in contatto tuttora. Incontrai velocemente i miei amici, feci la conoscenza di Eleonora, Teo e Carlo, e poi tutti a dormire: il giorno dopo sarebbe cominciata la nostra avventura. E il giorno dopo l&#8217;avventura cominci\u00f2, con una bella gita a Ganvi\u00e9, denominata \u201cla Venezia d&#8217;Africa\u201d; si tratta infatti di un villaggio di palafitte, nato nel XVIII secolo, all&#8217;epoca delle razzie schiaviste. Gli abitanti della regione si rifugiarono in quelle paludi perch\u00e9 i <strong>negrieri<\/strong> non osavano rapire coloro che vivevano nei pressi dell&#8217;acqua, per non contrariare gli spiriti. Ci ritrovammo in un traffico di barche, che trasportavano di tutto, immersi nel caldo del Benin, in mezzo a gente cordiale e gentile. Nel frattempo conoscevo Eleonora, Teo e Carlo, e pi\u00f9 le ore passavano pi\u00f9 mi sembrava di averli sempre conosciuti, tanto naturale era il nostro dialogare. La giornata si concluse in un villaggio non lontano, dove vidi per la prima volta una manifestazione di maschere danzanti, le<a href=\"https:\/\/www.africarte.it\/maschere\/Nago_Gelede\/nago_gelede_a.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> maschere gelede<\/a>, che consistevano in sculture di legno senza fori per gli occhi, pitturate con colori vivaci, e avevano lo scopo di intrattenere, con storie tradizionali e vere e proprie recite, la comunit\u00e0 locale. Si trattava di una vera e propria commedia dell&#8217;arte in salsa beninese. Tutto il villaggio era presente, noi eravamo gli unici turisti.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"720\" height=\"960\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Benin5.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4534\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Benin5.jpg 720w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Benin5-225x300.jpg 225w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Benin5-480x640.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><figcaption>Maschera gelede<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 passavano le ore e pi\u00f9 mi rendevo conto di che cosa significasse il voodoo per la gente, e soprattutto mi rendevo conto della visione distorta che noi occidentali avevamo acquisito, anche grazie ai tanti, troppi film dell&#8217;orrore. Mi era chiaro di quanto i guaritori non fossero altro che persone che avevano conoscenza delle scienze naturali ed erano in grado di preparare dei medicamenti, per curare le malattie, o almeno alleviare i dolori, di tutte quelle persone che non potevano permettersi di consultare un medico. Significativa fu, la domenica, la partecipazione a una funzione religiosa dei praticanti il <strong>\u201ccristianesimo celeste\u201d<\/strong>, una religione fondata nel 1947, che unisce alcuni aspetti della liturgia cristiana, quali i canti, le preghiere e la lettura dei passi biblici, ad aspetti della religione voodoo, quali la danza al ritmo dei tamburi, la trance e anche il pasto comune a fine cerimonia. Arrivammo che la cerimonia era gi\u00e0 iniziata e, manco a dirlo, eravamo gli unici bianchi, per cui la nostra entrata non pass\u00f2 inosservata. I fedeli leggevano dei brani della bibbia, che il sacerdote commentava. Il tutto alternato da suoni di tamburi e canti. La chiesa era gremita e le ragazze presenti non staccavano gli occhi dai giovani del gruppo, Carlo e Teo. La funzione mi parve all&#8217;inizio interessante, ma non sapevo che la durata fosse, almeno per me, infinita. Dopo due ore, esausto, decisi di aspettare gli altri riposandomi sotto l&#8217;ombra di un gigantesco albero, poco distante dalla \u201cchiesa\u201d. Dopo un&#8217;ulteriore ora di canti, balli, letture e spiegazioni, lo stomaco dei partecipanti cominci\u00f2 a brontolare e la funzione fin\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"720\" height=\"960\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Benin4.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4535\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Benin4.jpg 720w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Benin4-225x300.jpg 225w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Benin4-480x640.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><figcaption>Maschera gelede<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"blob:https:\/\/pappeceblog.it\/66de720b-a0a2-4153-a9ce-715ed648ad8a\" alt=\"\" title=\"\"><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La \u201cgita\u201d a Lom\u00e9 fu molto istruttiva, perch\u00e9 visitammo il <strong>mercato dei feticci<\/strong>, luogo di rifornimento per chi pratica il voodoo. Colpiva vedere tutti quei teschi e pelli di animali, sulle bancarelle, pronti per essere acquistati. Erano poi numerosi gli amuleti e le bamboline, alcuni dei quali comprai come souvenir, che ancora troneggiano nella mia libreria. Rischiai l&#8217;incidente diplomatico con uno dei negozianti, che ci mostrava i suoi amuleti contro il mal d&#8217;amore, proponendocene uno che avrebbe fatto cadere ai nostri piedi la persona amata che faceva resistenza. Io chiesi, sinceramente interessato, se vendesse anche amuleti per liberarsi di persone non amate che ronzavano attorno indebitamente, ma il venditore si irrigid\u00ec, dicendo che lui non avrebbe mai venduto oggetti simili. Peccato, io lo trovavo cos\u00ec pratico&#8230;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"720\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Benin8-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4537\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Benin8-1.jpg 960w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Benin8-1-300x225.jpg 300w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Benin8-1-768x576.jpg 768w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Benin8-1-480x360.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><figcaption>un momento del festival voodoo<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n\n\n<p>E poi arriv\u00f2 il 10 gennaio, noi tutti andammo a Ouidah, e il festival cominci\u00f2. Si ballava, danzava, cantava per le strade, in un tripudio di suoni e colori. Vedemmo le maschere pi\u00f9 incredibili, seguivamo le bande musicali come in processione. Un bambinetto di non pi\u00f9 di cinque anni era attratto, oltre che dalla festa, dai turisti bianchi (eravamo diversi in quell&#8217;occasione) e cos\u00ec correva a dare la mano ora all&#8217;uno, ora all&#8217;altro. Entrammo in uno stadio, per assistere alla sfilata. I diversi Paesi del mondo sfilavano con le loro maschere sotto la propria bandiera. Mi pass\u00f2 davanti la bandiera della Svizzera, e poi quella dell&#8217;Italia&#8230; Fu sorprendente scoprire che il voodoo \u00e8 presente in tutta Europa. Dopo lo stadio, di nuovo balli e canti per tutta la citt\u00e0, fino alla spiaggia. Durante il festival, l&#8217;incredibile accadde. Io, che sono da sempre mobile come un tronco d&#8217;albero, in quell&#8217;occasione ho ballato, e pure con gioia. Il momento pi\u00f9 emozionante? L&#8217;arrivo alla <strong>porta del non ritorno<\/strong>. Eh s\u00ec, perch\u00e9 Ouidah era uno dei porti da cui partivano le navi che trasportavano gli schiavi in America, persone che mai pi\u00f9 sarebbero tornate a casa. Come si pu\u00f2 dimenticare questa parte di storia?<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"720\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Benin7.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4538\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Benin7.jpg 960w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Benin7-300x225.jpg 300w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Benin7-768x576.jpg 768w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Benin7-480x360.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><figcaption>il monumento all&#8217;unit\u00e0<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il festival fin\u00ec, e fin\u00ec anche la prima parte del mio viaggio. Era giunto il momento di salutare Michele, Renato, Eleonora, Teo, Carlo e Sena e cominciare la seconda parte del viaggio con un nuovo accompagnatore, Yaya. Ma questa \u00e8 un&#8217;altra storia&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 10 gennaio, in Benin \u00e8 la giornata del voodoo; tutti i seguaci di questa religione celebrano una grande festa, ricca di musica, canti e balli in maschera, oltre naturalmente a buon cibo, che dura due giorni interi. Si onora la religione tradizionale e i suoi culti; le principali celebrazioni si tengono a Ouidah, dove si radunano migliaia di adepti, capi tradizionali e \u201cfeticheur\u201d, oltre naturalmente a tanti turisti. 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