{"id":4544,"date":"2022-01-18T05:31:00","date_gmt":"2022-01-18T04:31:00","guid":{"rendered":"https:\/\/pappeceblog.it\/?p=4544"},"modified":"2022-01-12T19:01:41","modified_gmt":"2022-01-12T18:01:41","slug":"laltra-faccia-della-svizzera-per-una-fetta-di-mela-secca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2022\/01\/18\/laltra-faccia-della-svizzera-per-una-fetta-di-mela-secca\/","title":{"rendered":"L&#8217;altra faccia della Svizzera: Per una fetta di mela secca"},"content":{"rendered":"\n<p>Cosa vi viene in mente quando pensate alla Svizzera? Probabilmente, oltre a cioccolato, formaggi e orologi, la precisione dei treni e dei mezzi di trasporto in generale. Ma anche eccellenze come il CERN, le ottime universit\u00e0, le tante aziende impegnate della ricerca. Tutto vero. Ma la Svizzera, come qualsiasi altro Paese, ha anche i suoi lati oscuri, che vengono scoperti pi\u00f9 facilmente quando ci si vive.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi capit\u00f2 di imbattermi in uno di questi diversi anni fa, poco dopo il mio arrivo a Horgen. Un ragazzo, che avevo appena conosciuto, mi confid\u00f2 che, da bambino, era stato tolto alla madre perch\u00e9 quest&#8217;ultima era povera. Era cresciuto in un istituto e, da adolescente, era stato adottato da una famiglia locale. Solo dopo la maggiore et\u00e0 aveva potuto incontrare la madre, che non lo aveva mai dimenticato, e ricostruire un rapporto con lei. Non feci domande, la situazione mi sembrava troppo dolorosa per chiedere, e allo stesso tempo io ero troppo estraneo per fare domande confidenziali. Devo ammettere per\u00f2 che non credetti a tutta la storia: doveva esserci sicuramente dell&#8217;altro, per aver tolto un bambino alla sua mamma.<\/p>\n\n\n\n<p>Dimenticai questo episodio fino all&#8217;aprile 2013, quando, al telegiornale, ascoltai la Consigliera federale Simonetta Sommaruga scusarsi, a nome non solo del Governo elvetico ma dell&#8217;intero Paese, con le vittime delle <strong>misure coercitive a scopo assistenziale<\/strong>. Pronunci\u00f2, tra le altre, le seguenti parole: <em>\u201cSono cose realmente accadute, ma che non dovranno accadere mai pi\u00f9. Perch\u00e9 sono ferite che non rimarginano mai del tutto; ferite insanabili\u201d<\/em>. Decisi di saperne di pi\u00f9, e cos\u00ec scoprii che, fra l&#8217;inizio degli anni &#8217;40 e quello degli anni &#8217;80 del XX secolo, in Svizzera c&#8217;era la prassi di affidare, contro la volont\u00e0 degli interessati, bambini e giovani a istituti o contadini. I bambini colpiti da questo provvedimento appartenevano a famiglie povere, oppure vivevano situazioni familiari precarie, o ancora erano figli illegittimi, o avevano semplicemente caratteri scomodi, difficili, ribelli. In altre parole, non si combatteva la povert\u00e0, ma il povero, non il disagio, ma il disagiato. Questo fenomeno prendeva il nome di \u201c<em>collocazione a servizio e misure coercitive a scopo assistenziale<\/em>\u201d. Molte delle vittime di tale prassi furono mandate a servizio, sfruttate in aziende agricole, maltrattate, sottoposte ad adozioni forzate o subirono, a loro insaputa, sterilizzazioni. Una volta uscite da questo incubo, le persone raramente parlano. Perch\u00e9 preferiscono dimenticare? Forse, ma soprattutto perch\u00e9 hanno sviluppato un forte senso di colpa (<em>sei un bambino cattivo, perci\u00f2 tua madre non ti ha voluto<\/em>) fin dalla tenera et\u00e0. Pensano che ci sia qualcosa di sbagliato in loro, si vergognano, e pertanto preferiscono tacere.<\/p>\n\n\n\n<p>Per fortuna ne ha parlato Begona Feijoo Farina, scrittrice spagnola, che vive in Svizzera fin dall&#8217;et\u00e0 di dodici anni. Con il suo libro \u201c<strong>Per una fetta di mela secca<\/strong>\u201d, pubblicato dall&#8217;editore <a href=\"https:\/\/gabrielecapellieditore.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Gabriele Capelli<\/a>, ha dato luce a questi drammi nascosti o dimenticati. L&#8217;autrice non ha riportato testimonianze, cos\u00ec difficili da condividere, ma ha messo in un romanzo le disavventure patite dalle diverse vittime raccontando la storia di una di loro, Lidia Scettrini, personaggio inventato che rappresenta tutti. Lidia nasce e cresce nel canton Grigioni, amata da entrambi i genitori, che conducono una vita povera ma dignitosa. Il rapporto tra i suoi genitori dopo qualche anno si esaurisce, e cos\u00ec di Lidia si occupa solo la mamma. A scuola, Lidia viene continuamente presa in giro perch\u00e9 figlia di divorziati; un giorno, per vendicarsi, decide di rubare, a uno dei compagni che pi\u00f9 la prendono in giro, il fazzoletto con la sua merenda. In realt\u00e0 il bambino ha gi\u00e0 mangiato la merenda, e nel fazzoletto \u00e8 rimasta solo una fetta di mela secca. La marachella di Lidia viene comunque riportata al preside, che la denuncia alle autorit\u00e0. E&#8217; per una fetta di mela secca che Lidia viene allontanata dalla madre. Crescer\u00e0 in un istituto, e poi verr\u00e0 mandata a servizio in casa di un contadino; dovrebbe occuparsi principalmente della moglie, che giace a letto malata, ma leggendo il libro scopriremo che non sar\u00e0 cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Non vi racconto tutti i dettagli dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza di Lidia, ma vi invito a leggere questo libro, per diversi motivi: dal punto di vista letterario, per la scrittura limpida e scorrevole, ma anche perch\u00e9, attraverso un romanzo, si viene a scoprire una pagina nera della storia elvetica, che va assolutamente conosciuta, per evitare di ripetere gli stessi errori in futuro. Soprattutto, questo libro va letto per quello che scrive Fabiano Alborghetti in apertura: \u201c<em>E dicendo di quell&#8217;uno, di quanti altri avrai parlato?<\/em>\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa vi viene in mente quando pensate alla Svizzera? Probabilmente, oltre a cioccolato, formaggi e orologi, la precisione dei treni e dei mezzi di trasporto in generale. Ma anche eccellenze come il CERN, le ottime universit\u00e0, le tante aziende impegnate della ricerca. Tutto vero. Ma la Svizzera, come qualsiasi altro Paese, ha anche i suoi lati oscuri, che vengono scoperti pi\u00f9 facilmente quando ci si vive. Mi capit\u00f2 di imbattermi in uno di questi diversi anni fa, poco dopo il mio arrivo a Horgen. Un ragazzo, che avevo appena conosciuto, mi confid\u00f2 che, da bambino, era stato tolto alla madre<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":4546,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"rank_math_lock_modified_date":false,"footnotes":""},"categories":[16],"tags":[521,522,520,519,399,89],"coauthors":[69],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4544"}],"collection":[{"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4544"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4544\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4546"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4544"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4544"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4544"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/coauthors?post=4544"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}