{"id":4547,"date":"2022-01-11T05:27:00","date_gmt":"2022-01-11T04:27:00","guid":{"rendered":"https:\/\/pappeceblog.it\/?p=4547"},"modified":"2022-01-07T19:28:38","modified_gmt":"2022-01-07T18:28:38","slug":"la-porta-sul-mare-la-schiavitu-spiegata-ai-nostri-figli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2022\/01\/11\/la-porta-sul-mare-la-schiavitu-spiegata-ai-nostri-figli\/","title":{"rendered":"La porta sul mare: la schiavit\u00f9 spiegata ai nostri figli"},"content":{"rendered":"\n<p>Gor\u00e8e \u00e8 un&#8217;isoletta del Senegal, a largo di Dakar, dove i turisti si recano per godere del sole, dei colori fantastici dell&#8217;oceano, dei profumi della natura. Gor\u00e8e purtroppo non \u00e8 solo gioia, ma \u00e8 stata, per secoli, uno dei luoghi di dolore della storia; da questa isoletta partivano, infatti, le navi piene di uomini, donne, bambini, catturati in Africa e deportati nel nuovo mondo come <strong>schiavi<\/strong>. Per questo motivo \u00e8 conosciuta come l&#8217;isola degli schiavi.<\/p>\n\n\n\n<p>Joseph N&#8217;Diaye, senegalese nato nel 1922, ha dedicato la sua vita alla memoria del suo popolo, ed \u00e8 stato per oltre quarant&#8217;anni (fino alla morte avvenuta nel 2009), il curatore della <strong>casa degli schiavi<\/strong> di Gor\u00e8e. Ricordo come fosse ora la mia visita a questo edificio, che ormai \u00e8 un monumento: le stanzette anguste dove gli uomini e le donne venivano rinchiusi, al piano terra, mentre al piano superiore c&#8217;erano gli appartamenti dei padroni bianchi, completi di sale da pranzo e sale da ballo. Sempre al piano terra, una porticina angusta, e un ancora pi\u00f9 angusto ponticello, conducevano i prigionieri nelle imbarcazioni che li avrebbero portati via per sempre dalla propria terra.<\/p>\n\n\n\n<p>N&#8217;Diaye amava accompagnare i turisti a visitare la casa degli schiavi. Due erano le categorie di visitatori che amava particolarmente: i turisti bianchi, affinch\u00e9 potessero vedere con i propri occhi ci\u00f2 che fino a quel momento ignoravano o preferivano ignorare, e i ragazzini, affinch\u00e9 apprendessero uno dei capitoli pi\u00f9 tristi della storia dell&#8217;umanit\u00e0. Tra le varie attivit\u00e0 compiute dall&#8217;attivista senegalese, per mantener viva la memoria di questa tragedia, c&#8217;\u00e8 la pubblicazione del libro \u201c<strong>La porta sul mare<\/strong>\u201d, che ha il sottotitolo eloquente di \u201cla schiavit\u00f9 spiegata ai nostri figli\u201d, pubblicato in italiano dalla casa editrice <a href=\"https:\/\/marottaecafiero.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Marotta &amp; Cafiero<\/a>, da sempre attenta al sociale, con la traduzione di Gaia Amaducci. Il libro \u00e8 arricchito dalla prefazione di Koichiro Matsuura, dalla postfazione di Marco Aime, e da diverse fotografie in bianco e nero.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"336\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/La-porta-copertina.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4550\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/La-porta-copertina.jpg 500w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/La-porta-copertina-300x202.jpg 300w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/La-porta-copertina-480x323.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Questo libro ha due volti, che si susseguono nei diversi capitoli: uno \u00e8 quello di Ndioba, bambina dodicenne strappata alla sua terra e venduta come schiava in America; attraverso le tappe della sua vita, N&#8217;Diaye ricostruisce la <strong>storia della schiavit\u00f9<\/strong>. L&#8217;altro volto \u00e8 quello di tre ragazzini di oggi, in visita alla casa degli schiavi, che ascoltano sconvolti ci\u00f2 che era accaduto in quei luoghi, che non smettono di fare domande, per cercare di capire come tutto ci\u00f2 sia stato possibile, che dedicano la massima attenzione alle risposte che Joseph N&#8217;Diaye, come un nonno paziente, d\u00e0 loro. Il libro \u00e8 scritto con un linguaggio elementare, proprio per essere comprensibile a tutti, ai ragazzini in primis. L&#8217;autore spiega quali sono le differenze tra la schiavit\u00f9 degli antichi Greci e Romani, che consideravano questo fenomeno come condizione sociale, e la schiavit\u00f9 degli africani, che aveva comportato un processo di disumanizzazione dell&#8217;uomo. Non manca di sottolineare quanto non solo i governi del tempo, ma anche la chiesa e gli intellettuali abbiano appoggiato e favorito questa vergogna, considerando i neri come delle bestie. Basti ricordare che Voltaire affermava che \u201c<em>La misura della loro intelligenza stabilisce una grandissima differenza tra costoro e gli altri esseri umani<\/em>\u201d, e Diderot scriveva: \u201c<em>Questi uomini neri, nati rudi e abituati al cibo grossolano, in America trovano delle raffinatezze che rendono la loro vita animale migliore che nel loro Paese<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il libro ripercorre i secoli di schiavit\u00f9 fino alla sua abolizione, raccontando delle prime insurrezioni, quelle fallite e quelle riuscite, come ad <strong>Haiti<\/strong> nel 1804, e non dimenticando quei bianchi, come Lincoln, che si sono battuti affinch\u00e9 questo scempio finisse. Esplicative le parole dello scrittore e viaggiatore del 1700, Bernardin de Saint-Pierre: \u201c<em>Non so se caff\u00e9 e zucchero siano essenziali alla felicit\u00e0 dell&#8217;Europa, so per\u00f2 bene che questi due prodotti hanno avuto molta importanza per l&#8217;infelicit\u00e0 di due grandi regioni del mondo: l&#8217;America fu spopolata in modo da avere terra libera per piantarli; l&#8217;Africa fu spopolata per avere braccia necessarie alla loro coltivazione<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 leggere questo libro, oggi? Non solo perch\u00e9 chi non conosce la storia \u00e8 condannato a ripeterla, ma anche per riflettere sul fatto che, in fondo, la schiavit\u00f9 non \u00e8 mai finita, non solo perch\u00e9 l&#8217;ultimo Paese a bandirla ufficialmente \u00e8 stato la Mauritania nel <strong>1980<\/strong>, ma perch\u00e9 questo fenomeno, seppure sotto altre forme, risulta essere ben presente ancora oggi a diverse latitudini.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gor\u00e8e \u00e8 un&#8217;isoletta del Senegal, a largo di Dakar, dove i turisti si recano per godere del sole, dei colori fantastici dell&#8217;oceano, dei profumi della natura. Gor\u00e8e purtroppo non \u00e8 solo gioia, ma \u00e8 stata, per secoli, uno dei luoghi di dolore della storia; da questa isoletta partivano, infatti, le navi piene di uomini, donne, bambini, catturati in Africa e deportati nel nuovo mondo come schiavi. Per questo motivo \u00e8 conosciuta come l&#8217;isola degli schiavi. 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