{"id":4593,"date":"2022-02-01T05:47:00","date_gmt":"2022-02-01T04:47:00","guid":{"rendered":"https:\/\/pappeceblog.it\/?p=4593"},"modified":"2022-01-28T17:48:08","modified_gmt":"2022-01-28T16:48:08","slug":"due-libri-per-comprendere-il-colonialismo-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2022\/02\/01\/due-libri-per-comprendere-il-colonialismo-italiano\/","title":{"rendered":"Due libri per comprendere il colonialismo italiano"},"content":{"rendered":"\n<p>Quando andavo a scuola, in particolare negli ultimi anni delle superiori, non mi piaceva molto studiare la storia, e cos\u00ec la imparavo il meno possibile, concentrando lo studio prima dei compiti in classe o delle interrogazioni. Crescendo, mi sono reso conto dell&#8217;importanza della storia, soprattutto come conoscenza per evitare di ripetere gli stessi errori, e cos\u00ec cerco di colmare alcune delle mie lacune leggendo saggi sui periodi che pi\u00f9 mi interessano, che sono quelli dal XIX secolo ai giorni nostri. La cosa interessante che mi accade quando leggo questi libri \u00e8 il rendermi conto che tante cose non sono io a non averle studiate, ma non me le hanno proprio insegnate.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"536\" height=\"908\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Noi-gli-abbiamo.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4595\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Noi-gli-abbiamo.jpg 536w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Noi-gli-abbiamo-177x300.jpg 177w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Noi-gli-abbiamo-480x813.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 536px) 100vw, 536px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>E&#8217; quello che mi \u00e8 capitato recentemente leggendo il saggio di Francesco Filippi <strong>Noi per\u00f2 gli abbiamo fatto le strade<\/strong>, recentemente pubblicato da <a href=\"https:\/\/www.bollatiboringhieri.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Bollati Boringhieri<\/a>. E&#8217; un libro che analizza la storia delle <strong>colonie italiane<\/strong> smontando tutte le bugie che ci sono state raccontate, colmando le amnesie e mettendo in evidenza tutto il razzismo presente. La realt\u00e0 del colonialismo italiano ha cominciato a venir fuori negli anni &#8217;80-&#8217;90 del XX secolo grazie agli studi del Professor Angelo Del Boca, scomparso lo scorso luglio e fortemente osteggiato dall&#8217;ambiente accademico del suo tempo. Dopo di lui, diversi altri studiosi si sono interessati a questo fenomeno, tra cui Filippi, che scrive in maniera molto semplice e discorsiva, permettendo anche a chi, come me, legge la sera dopo una lunga e dura giornata di lavoro, di imparare cose nuove. Come tanti, troppi, io pensavo che il colonialismo italiano fosse principalmente circoscritto al periodo fascista, con i disastri combinati in Etiopia (in particolare l&#8217;uso dei gas tossici), anni brillantemente descritti nel libro <em>La guerra d&#8217;Etiopia<\/em> di Nicola Labanca. Leggendo invece il libro di Filippi, mi sono reso conto che il colonialismo italiano \u00e8 durato circa ottant&#8217;anni, dall&#8217;acquisto della <strong>baia di Assab<\/strong>, nel 1882 in Eritrea, fino al 1 luglio 1960, con l&#8217;ultimo ammainabandiera a Mogadiscio. Il libro ricostruisce non solo la storia del nostro colonialismo, ma smonta anche tutti i pregiudizi positivi degli italiani, brava gente, che ci siamo costruiti per auto-assolverci. Mostra come non siamo stati meno feroci dei francesi e dei britannici, ma siamo stati sicuramente pi\u00f9 disorganizzati e senza visione strategica. Mostra senza sconti i diversi errori fatti in Somalia dopo la fine della II guerra mondiale, quando l&#8217;ONU ci incaric\u00f2 dell&#8217;amministrazione fiduciaria fino all&#8217;indipendenza del Paese africano. Il libro si conclude con un capitolo molto importante, intitolato \u201cRigurgiti. Cosa rimane?\u201d, non solo per riflettere sul presente, ma anche per pensare al futuro.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"380\" height=\"554\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Le-stazioni.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4596\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Le-stazioni.jpg 380w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Le-stazioni-206x300.jpg 206w\" sizes=\"(max-width: 380px) 100vw, 380px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Un&#8217;altra lettura su questo argomento per me molto importante \u00e8 stato il romanzo <strong>Le stazioni della luna<\/strong>, di Ubah Cristina Ali Farah, pubblicato da <a href=\"https:\/\/www.66thand2nd.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">66<sup>th<\/sup> and 2<sup>nd<\/sup><\/a> nel 2021. L&#8217;autrice, poetessa e scrittrice nata a Verona da padre somalo e madre italiana, \u00e8 vissuta a <strong>Mogadiscio<\/strong> fino allo scoppio della guerra civile del 1991 e, con la sua storia e la sua cultura, rappresenta un ponte naturale tra i due Paesi. Il romanzo racconta la storia di Clara, italiana nata in Somalia e costretta a scappare appena adolescente, con la madre e il fratello, a causa dello scoppio della seconda guerra mondiale. Clara ritorna in Somalia, dopo la guerra, per insegnare italiano ai bambini somali, e la sua vita si intreccia con quella di Ebla, la sua \u201cmamma di latte\u201d, colei che l&#8217;aveva accudita da piccola. Tramite Ebla, i suoi figli, e l&#8217;amica Mirella, Clara scoprir\u00e0 il vero volto della Somalia, che la poter\u00e0 a schierarsi con il popolo somalo nella sua lotta per la libert\u00e0. Pur non condannando mai esplicitamente l&#8217;atteggiamento italiano in Somalia, con il suo modo di raccontare la Ali Farah ci fa capire chiaramente da che parte stare. Si tratta di un libro di valore, scritto in maniera fluida, sicuramente una delle mie migliori letture del 2021.<\/p>\n\n\n\n<p>Entrambi questi libri vogliono essere il mio invito ad avvicinarvi alla storia italiana recente, quella che a scuola nessuno ci ha mai insegnato, almeno non a quelli della mia generazione. Se siete attratti dai romanzi, Le stazioni della luna \u00e8 quello che fa per voi. Se invece siete orientati verso un saggio, non potete perdere Noi per\u00f2 gli abbiamo fatto le strade. Con entrambe le letture scoprirete che gli italiani non sono sempre stati \u201cbrava gente\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando andavo a scuola, in particolare negli ultimi anni delle superiori, non mi piaceva molto studiare la storia, e cos\u00ec la imparavo il meno possibile, concentrando lo studio prima dei compiti in classe o delle interrogazioni. Crescendo, mi sono reso conto dell&#8217;importanza della storia, soprattutto come conoscenza per evitare di ripetere gli stessi errori, e cos\u00ec cerco di colmare alcune delle mie lacune leggendo saggi sui periodi che pi\u00f9 mi interessano, che sono quelli dal XIX secolo ai giorni nostri. 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