{"id":4655,"date":"2022-05-31T08:52:00","date_gmt":"2022-05-31T06:52:00","guid":{"rendered":"https:\/\/pappeceblog.it\/?p=4655"},"modified":"2022-05-25T20:52:58","modified_gmt":"2022-05-25T18:52:58","slug":"sette-opere-di-misericordia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2022\/05\/31\/sette-opere-di-misericordia\/","title":{"rendered":"Sette opere di misericordia"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap\">Napoli \u00e8 una citt\u00e0 complessa: la Storia l\u2019ha trasformata, in poco pi\u00f9 di centocinquant\u2019anni, da terza Capitale d\u2019Europa in una delle citt\u00e0 pi\u00f9 problematiche del mondo. Napoli \u00e8 forse la citt\u00e0 pi\u00f9 raccontata d\u2019Italia; da secoli si cerca di spiegarla. La definizione pi\u00f9 pittoresca e sbrigativa, che dura da diversi secoli e che il filosofo Benedetto Croce ha scelto come titolo per un suo saggio, la raffigura come un \u201cparadiso abitato da diavoli\u201d. Da napoletano, sono sempre interessato a leggere scritti sulla mia citt\u00e0, o ambientati nella mia citt\u00e0, anche se la maggior parte di essi si concentra sui suoi aspetti estremi: le descrizioni da cartolina, dove tutto \u00e8 favoloso, o quelle terroristiche, dove tutto \u00e8 delinquenza. Perch\u00e9 Napoli, si sa, \u00e8 una citt\u00e0 estrema: ci\u00f2 che \u00e8 bene \u00e8 ottimo, ci\u00f2 che \u00e8 male, pessimo. Naturalmente ci sono diverse, notevoli eccezioni. L\u2019ultima, in ordine di tempo, \u00e8 il romanzo pubblicato da&nbsp;<strong>Neri Pozza<\/strong>&nbsp;qualche mese fa, \u201c<strong>Sette opere di misericordia\u201d, di Piera Ventre<\/strong>. La Ventre non \u00e8 una scrittrice di professione, e lo dico in senso positivo, nel senso che, facendo un altro lavoro per vivere, pubblica solo quando ha qualcosa da dire. Il suo romanzo precedente, \u201cPalazzokimbo\u201d risale al 2016.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"682\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/connessioni-culturali-sette-opere-misericordia-caravaggio-1024x682.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4656\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/connessioni-culturali-sette-opere-misericordia-caravaggio-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/connessioni-culturali-sette-opere-misericordia-caravaggio-300x200.jpg 300w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/connessioni-culturali-sette-opere-misericordia-caravaggio-768x512.jpg 768w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/connessioni-culturali-sette-opere-misericordia-caravaggio-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/connessioni-culturali-sette-opere-misericordia-caravaggio-2048x1365.jpg 2048w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/connessioni-culturali-sette-opere-misericordia-caravaggio-720x480.jpg 720w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/connessioni-culturali-sette-opere-misericordia-caravaggio-480x320.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Chi, come me, \u00e8 stato bambino a Napoli nei primi anni \u201980, non potr\u00e0 mai dimenticare il terremoto: non solo la terribile serata di domenica 23 novembre 1980, che caus\u00f2 migliaia di vittime in Campania e Basilicata, ma anche la seconda terribile serata, quella relativa alle scosse del 14 febbraio 1981, che fece, s\u00ec, meno danni, ma spavent\u00f2 moltissimo noi bambini, ormai consapevoli. Chi, come me, \u00e8 stato bambino in Italia nei primi anni \u201980, non pu\u00f2 inoltre dimenticare la caduta del piccolo Alfredino Rampi in un pozzo artesiano a Vermicino, nei pressi di Roma. Era giugno, era la fine della scuola. Inviati della televisione e di tutti i giornali si affollarono per giorni in quel luogo fino ad allora sconosciuto, inaugurando, inconsapevolmente, quella che pochi anni dopo sarebbe diventata la \u201cTV del dolore\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>A Napoli, nei mesi che vanno dal terremoto alla tragedia di Alfredino, si svolge la storia che Piera Ventre ci racconta in questo romanzo. Non troverete Via Caracciolo e neppure Posillipo in queste pagine, ma i quartieri popolari, con la loro anima vibrante, e perfino un camposanto, dove vivono i protagonisti della storia: i membri della famiglia Imparato. Cristoforo, il capofamiglia, un occhio di vetro a causa della scheggia di una granata, non \u00e8 stato sempre un \u201ccamposantiere\u201d. Impiegato in una tipografia, era riuscito ad affittare un appartamentino nel quartiere Materdei, fino a che, con la chiusura della tipografia, la sua vita \u00e8 andata sottosopra, fino a fargli accettare il posto di custode, con residenza proprio al cimitero. Sua moglie Luisa \u00e8 una donna disillusa, la cui bellezza comincia a sfiorire; la figlia Rita, un\u2019adolescente inquieta che non disdegna di frequentare l\u2019umanit\u00e0 che si raduna nei pressi dell\u2019albergo dei poveri, umanit\u00e0 vinta ma non sconfitta; e infine Nicola, il piccolo di casa, bambino di una sensibilit\u00e0 non comune, alle prese con l\u2019esame di licenza elementare. Nella modesta casa della famiglia Imparato c\u2019\u00e8 posto anche per Rosaria, amica e compagna di scuola di Rita, cacciata di casa perch\u00e9 incinta, per Nino, figlio del compare di nozze di Cristoforo, e per Luisa, ospite a Napoli prima di trasferirsi in Germania. Persone tanto diverse fra loro, ognuna con i propri dubbi, ognuna con le proprie sconfitte, anche premature, ognuna con le proprie speranze. L\u2019autrice riesce a descrivere i protagonisti in dettaglio, interiormente ed esteriormente, come pennellate di Caravaggio, quell\u2019artista tanto presente in quest\u2019opera. Ci sono altri protagonisti in questo romanzo, che umani non sono: l\u2019arte che, attraverso il Caravaggio e le sue opere, in particolare le \u201cSette opere di misericordia\u201d, diventa vita. (A proposito, se non avete ancora visto questo capolavoro, fatelo la prossima volta che visitate Napoli; l\u2019opera si trova nel centro antico, in via dei Tribunali).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E poi, naturalmente, c\u2019\u00e8 Napoli che, con una pennellata delle sue, la Ventre descrive con poche, essenziali parole: \u201cNon era cambiato molto, in fin dei conti, dalla sua giovinezza desolata. In quella citt\u00e0, la guerra non era mai finita. Ne cominciava una ogni mattina, e non faceva in tempo a dissolversi per confluire in un altro principio di emergenza\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La grandezza di Piera Ventre in questo romanzo, come gi\u00e0 in quello precedente, sta nel saper descrivere l\u2019energia e i tormenti delle vite ai margini, le vite delle tante persone comuni, che non sono famose, non sono delinquenti e di conseguenza non fanno notizia; l\u2019autrice riesce a tirarne fuori la bellezza nascosta, quella non evidente ai pi\u00f9. Un altro grande pregio dell\u2019autrice \u00e8 la lingua: ricca, ma non pomposa; sicura, ma senza autocompiacimenti; scorrevole, ma non superficiale.<\/p>\n\n\n\n<p>Leggendo questo libro imparerete ad amare Napoli un po\u2019 di pi\u00f9, perch\u00e9, attraverso i suoi margini, raggiungerete la sua anima. Buona lettura!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-cyan-bluish-gray-color has-text-color\"><em>Gi\u00e0 pubblicato sul Corriere dell&#8217;italianit\u00e0<\/em> <em>il 6 novembre 2020<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Napoli \u00e8 una citt\u00e0 complessa: la Storia l\u2019ha trasformata, in poco pi\u00f9 di centocinquant\u2019anni, da terza Capitale d\u2019Europa in una delle citt\u00e0 pi\u00f9 problematiche del mondo. Napoli \u00e8 forse la citt\u00e0 pi\u00f9 raccontata d\u2019Italia; da secoli si cerca di spiegarla. La definizione pi\u00f9 pittoresca e sbrigativa, che dura da diversi secoli e che il filosofo Benedetto Croce ha scelto come titolo per un suo saggio, la raffigura come un \u201cparadiso abitato da diavoli\u201d. 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