{"id":4787,"date":"2022-05-10T04:29:00","date_gmt":"2022-05-10T02:29:00","guid":{"rendered":"https:\/\/pappeceblog.it\/?p=4787"},"modified":"2022-05-01T11:30:40","modified_gmt":"2022-05-01T09:30:40","slug":"sulla-riva-del-mare-un-romanzo-da-nobel","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2022\/05\/10\/sulla-riva-del-mare-un-romanzo-da-nobel\/","title":{"rendered":"Sulla riva del mare, un romanzo da Nobel"},"content":{"rendered":"\n<p> <\/p>\n\n\n\n<p>Ogni anno, in ottobre, aspetto con curiosit\u00e0 l&#8217;assegnazione dei premi Nobel nelle varie discipline. Imparo cos\u00ec l&#8217;importanza di nuove scoperte, talvolta gioisco per il riconoscimento a scienziati che ho imparato a conoscere durante i miei studi; mi capita di restare perplesso sui vincitori del Nobel per la pace e, come molti, aspetto con particolare ansia l&#8217;assegnazione del Premio Nobel per la letteratura. Il motivo \u00e8 semplice: sono un cosiddetto \u201clettore forte\u201d e quindi capita che il premio sia assegnato a un autore che conosco gi\u00e0, oppure il vincitore \u00e8 a me totalmente sconosciuto, e la sua vittoria mi d\u00e0 la possibilit\u00e0 di scoprire nuove letterature. Ho fatto cos\u00ec, negli ultimi anni, la conoscenza di autori quali Herta Mueller, Svetlana Aleksievic, Patrick Modiano, Olga Tokarczuk, Jean-Marie Gustave Le Clezio. Alcuni li ho amati, altri mi sono piaciuti molto, ho scoperto che qualcun altro non \u00e8 nelle mie corde.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho accolto l&#8217;assegnazione dell&#8217;ultimo premio Nobel per la letteratura, ad <strong>Abdulrazak Gurnah<\/strong>, con sentimenti contrastanti: da un lato con gioia, perch\u00e9 avevo la possibilit\u00e0 di scoprire un autore africano a me ancora sconosciuto, dall&#8217;altro con dispiacere perch\u00e9, considerando quanto la letteratura africana sia stata finora trascurata dall&#8217;accademia svedese, una vittoria del tanzaniano Gurnah esclude di fatto una vittoria dell&#8217;ottuagenario keniano <a href=\"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2020\/09\/11\/il-mago-dei-corvi\/\">Ngugi wa Thiong&#8217;o<\/a>, uno dei miei miti letterari e da anni tra i favoriti per la vittoria finale. La motivazione con cui l&#8217;Accademia svedese ha assegnato il premio, <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"300\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/gurnah-abdulrazak-nave-teseo-300x300-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4789\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/gurnah-abdulrazak-nave-teseo-300x300-1.jpg 300w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/gurnah-abdulrazak-nave-teseo-300x300-1-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption>Abdulrazak Gurnah<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>\u201c<em>per la sua intransigente e compassionevole penetrazione degli effetti del colonialismo e del destino del rifugiato nel divario tra culture e continenti\u201d<\/em>, non poteva non attrarmi, e perci\u00f2 sono andato a cercare le poche opere tradotte in italiano, scoprendo cos\u00ec che <a href=\"http:\/\/www.lanavediteseo.eu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La nave di Teseo<\/a> si stava occupando di diffondere la produzione letteraria dell&#8217;autore tanzaniano. Il libro che vi propongo oggi \u00e8 <strong>Sulla riva del mare<\/strong>, pubblicato in italiano con la traduzione di Alberto Cristofori. Riassumo la trama del romanzo utilizzando le parole del risvolto di copertina: <em>Il sessantacinquenne Saleh Omar \u00e8 un mercante di mobili di Zanzibar, richiedente asilo in Inghilterra. Come un Sindbad dei giorni nostri, Saleh lascia una terra dove il genio del male si \u00e8 incarnato in governanti ladri pronti a ogni forma di moderna violenza politica: campi di concentramento, armi e uno stuolo di cortigiani. Al suo arrivo a Londra, all\u2019aeroporto di Gatwick, Saleh mostra un visto non valido, rilasciato in patria da un suo parente e acerrimo nemico, Rajab Shaaban Mahmud. A Saleh \u00e8 stato consigliato di fingere di non capire una parola di inglese, per cui l\u2019assistente sociale che ha preso in carico il suo caso si trova costretta a chiedere la consulenza di un esperto di kiswahili, uno dei dialetti dell\u2019Africa orientale: per ironia della sorte, l\u2019interprete \u00e8 Latif Mahmud, il figlio di Rajab, l\u2019avversario di Saleh. L\u2019uomo ha tagliato ogni ponte con la sua famiglia di origine dagli anni \u201960, quando ha chiesto asilo come rifugiato in Inghilterra, dove vive nella nostalgia della sua terra. Saleh si trova ora faccia a faccia con Latif in una cittadina inglese sul mare. Entrambi rifugiati, con un\u2019origine e un destino ad accomunarli.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"536\" height=\"777\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/sulla-riva-del-mare-premio-nobel-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4791\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/sulla-riva-del-mare-premio-nobel-1.jpg 536w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/sulla-riva-del-mare-premio-nobel-1-207x300.jpg 207w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/sulla-riva-del-mare-premio-nobel-1-480x696.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 536px) 100vw, 536px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Mi sono accostato a questo libro in punta di piedi e, lo confesso, ho fatto un po&#8217; di fatica a leggere le prime righe, ma sono bastate poche pagine per rendermi conto di trovarmi di fronte a un capolavoro, per tante ragioni: il linguaggio usato, i temi trattati, la descrizione dei personaggi, il colonialismo visto con gli occhi degli oppressi e non con quelli dell&#8217;oppressore. Tra i personaggi secondari, ho amato particolarmente la vecchia tedesca Elleke, la sua storia, le sue riflessioni e la sua empatia per il protagonista. Ho gustato questo libro con calma, assaporando ogni parola. Gurnah, con le sue opere, rende esplicita la differenza tra narratore e romanziere: il primo racconta una storia, il secondo racconta, attraverso una storia, la vita, e i libri di quest&#8217;ultimo vanno oltre la trama e vanno pertanto metabolizzati, fino a restare dentro di noi, costringendoci a riflettere su quanto abbiamo letto, anche se, molto probabilmente, la trama, o almeno i suoi dettagli, l&#8217;abbiamo gi\u00e0 dimenticata. I libri di un romanziere restano nella memoria, e leggendo <strong>Sulla riva del mare<\/strong> mi \u00e8 stato chiaro da subito il motivo per cui Gurnah abbia vinto il Nobel.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni anno, in ottobre, aspetto con curiosit\u00e0 l&#8217;assegnazione dei premi Nobel nelle varie discipline. Imparo cos\u00ec l&#8217;importanza di nuove scoperte, talvolta gioisco per il riconoscimento a scienziati che ho imparato a conoscere durante i miei studi; mi capita di restare perplesso sui vincitori del Nobel per la pace e, come molti, aspetto con particolare ansia l&#8217;assegnazione del Premio Nobel per la letteratura. Il motivo \u00e8 semplice: sono un cosiddetto \u201clettore forte\u201d e quindi capita che il premio sia assegnato a un autore che conosco gi\u00e0, oppure il vincitore \u00e8 a me totalmente sconosciuto, e la sua vittoria mi d\u00e0 la<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":4793,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"rank_math_lock_modified_date":false,"footnotes":""},"categories":[16],"tags":[653,293,652,650,651,655,654,649,611],"coauthors":[69],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4787"}],"collection":[{"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4787"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4787\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4793"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4787"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4787"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4787"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/coauthors?post=4787"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}