{"id":4824,"date":"2022-06-10T20:05:00","date_gmt":"2022-06-10T18:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/pappeceblog.it\/?p=4824"},"modified":"2022-06-09T06:37:56","modified_gmt":"2022-06-09T04:37:56","slug":"addio-gianni-poeta-oltre-il-tennis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2022\/06\/10\/addio-gianni-poeta-oltre-il-tennis\/","title":{"rendered":"Addio Gianni, poeta OLTRE il tennis"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p> &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Luned\u00ec pomeriggio, appena atterrato all&#8217;aeroporto di Zurigo, ricevo un messaggio da mio fratello. Si susseguono poi, numerosi, messaggi di amici, di tutte le epoche. Tutti mi comunicano la stessa notizia: <em>\u201cE&#8217; morto Gianni Clerici\u201d<\/em>. Sta succedendo quello che gi\u00e0 successe alla morte di Maradona, perch\u00e9 Clerici, come Maradona, fa parte, da sempre, della mia vita. L&#8217;unica differenza tra i due \u00e8 che, mentre Maradona l&#8217;ho ammirato solo allo stadio e in televisione, con Gianni ci siamo incontrati tantissime volte e ci siamo scritti, assiduamente e affettuosamente, per circa trent&#8217;anni.<\/p>\n\n\n\n<p>In questi giorni, in queste ore, tutti piangono il giornalista sportivo che \u00e8 stato, colui il quale, insieme a Rino Tommasi, ha allietato le telecronache di generazioni di appassionati, e ha deliziato con i suoi articoli generazioni di lettori. Il suo libro sul tennis pi\u00f9 famoso, <strong>500 anni di tennis<\/strong>, pubblicato per la prima volta nel 1974 e aggiornato continuamente fino al 2013, gli ha regalato la fama mondiale (controllate nella biblioteca di Wimbledon, troverete edizioni nelle lingue pi\u00f9 improbabili) e l&#8217;ingresso, nel 2006, nella <strong>Hall of Fame<\/strong>, l&#8217;Olimpo del tennis. I pi\u00f9 colti stanno ricordando il Clerici scrittore, quello che, a mio parere, troppo pochi conoscono. Il \u201cvecchio scriba\u201d non scrisse solo di tennis e non scrisse solo romanzi (<em>I gesti bianchi, Il giovin signore, Erba rossa, Australia felix, Mussolini ultima notte&#8230;<\/em>), ma anche poesie (<em>Postumo in vita<\/em>), opere teatrali (<em>Mussolini, ultima notte<\/em> e <em>Divina<\/em>), biografie (della \u201cdivina\u201d Suzanne Lenglen), racconti (<em>Zoo, Una notte con la gioconda<\/em>). Il suo stile, sempre lieve e sottilmente ironico, si faceva apprezzare in ogni lettura, ma forse non contribu\u00ec a farlo considerare lo scrittore impegnato che in realt\u00e0 era. Chiss\u00e0 che la sua grandezza non venga finalmente messa in evidenza oggi&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Potete leggere di tutto di pi\u00f9 sul Clerici giornalista e scrittore semplicemente navigando su internet. Io invece vorrei ricordarlo condividendo con voi dei momenti privati, minimi, che mi hanno fatto amare Gianni come uno dei miei zii. Tutto cominci\u00f2 nel gennaio dei primi anni &#8217;90 (credo fosse il 1992, ma potrebbe essere stato gi\u00e0 il 1991, la memoria in questo momento mi tradisce) grazie a un articolo su Repubblica, in cui Clerici raccontava di essersi recato dalla <strong>Sibilla Cumana <\/strong>per chiederle cosa sarebbe successo nell&#8217;anno tennistico e, non avendola trovata, era costretto a fornire al lettore le sue previsioni. Apprezzai molto l&#8217;articolo, tanto che pensai di scrivergli, tramite la redazione di Repubblica, una letterina in cui gli dicevo che, abitando nei pressi dell&#8217;Antro, mi ero recato dalla Sibilla per porle le domande che avrebbe voluto fare lui, e gli mandai cos\u00ec le mie \u201ccontro-previsioni\u201d. La mia lettera gli fu recapitata e Clerici, incredibilmente, mi rispose. Da allora cominciammo a scriverci regolarmente e ogni volta per me era una piacevole sorpresa trovare nella cassetta della posta una sua lettera.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1996 vinsi, grazie alla rivista <strong>Tennis Oggi<\/strong>, un viaggio agli US Open. La direttrice della rivista, Michela Rossi, mi chiese quale personaggio famoso mi sarebbe piaciuto incontrare, e io non ebbi dubbi: Gianni Clerici! Michela organizz\u00f2 un appuntamento, in un punto preciso dello stadio, ma Clerici non si present\u00f2: si era smarrito nei meandri di Flushing Meadows. Dovetti aspettare il maggio 1997, a Roma, per incontrarlo. Sempre grazie a Michela Rossi, riuscii a intrufolarmi in sala stampa alla fine della sessione diurna del primo turno del singolare maschile. Le scrivanie erano piene di computer, tranne una, su cui troneggiava una vecchia macchina da scrivere, che Gianni Clerici stava usando. Purtroppo per me, il numero 1 del mondo, Pete Sampras, aveva appena perso in maniera inaspettata (da Jim Courier, se non erro per 76 64) e quindi tutti i giornalisti erano impegnati a scrivere il pezzo da inviare al giornale. Clerici mi liquid\u00f2, gentilmente, invitandomi a tornare il giorno dopo. Gli risposi che sarei tornato l&#8217;anno successivo, perch\u00e9 si era fatta ora di ripartire per <strong>Cuma<\/strong>. Mi guard\u00f2, si alz\u00f2 dalla scrivania, e dicendo semplicemente \u201cSei tu\u201d mi abbracci\u00f2. Restammo a chiacchierare a lungo, Repubblica poteva aspettare, e insist\u00e9 per scattarci una fotografia insieme. Da allora, mi diede l&#8217;indirizzo di casa, a Como, per rendere pi\u00f9 veloci i nostri scambi epistolari, che si intensificarono. Ogni volta che io andavo ai tornei, gli scrivevo il giorno in cui sarei stato l\u00ec, e lui mi dava un appuntamento fuori alla sala stampa, per fare due chiacchiere e aggiornarci. Le nostre lettere, rigorosamente scritte a penna da parte di entrambi, non trattavano solo di argomenti tennistici, ma di tutto di pi\u00f9. Quando usc\u00ec il suo romanzo \u201cErba rossa\u201d, uno dei miei preferiti, rimasi cos\u00ec colpito dalle similitudini tra il protagonista, un chimico, e me stesso, che in chimica mi ero laureato, da scrivergli immediatamente per chiedergli a chi si fosse ispirato e come stesse la persona fonte di ispirazione; mi rassicur\u00f2: era viva e vegeta e non era un chimico, ma un architetto. Ci raccontavamo dei libri che avevamo letto: fu lui a farmi scoprire lo scrittore americano Jay Mc Inerney, e non con <em>Le mille luci di New York<\/em>, che lessi dopo qualche tempo, ma con il romanzo breve <em>Nudi sull&#8217;erba<\/em>, una vera rivelazione. Quando seppe che mi ero trasferito a <strong>Treviglio<\/strong>, mi diede i contatti di suo cognato, primario radiologo all&#8217;ospedale della cittadina. Ero sanissimo allora, ma per lui era importante che avessi un riferimento nella nuova citt\u00e0 in cui vivevo, e dove non conoscevo ancora nessuno. Ci siamo incontrati, negli anni, nei tornei in giro per il mondo: a Milano, quando nel 2001 ammirammo un diciannovenne elvetico, di nome <strong>Roger Federer<\/strong>, vincere il suo primo torneo. A Roma diverse volte, ma anche a <strong>Wimbledon<\/strong>, dove nel 2006, sotto una pioggia torrenziale, convinse il giovane addetto alla security a farmi entrare all&#8217;interno della sala stampa, per chiacchierare all&#8217;asciutto. L&#8217;incontro pi\u00f9 dolce fu sicuramente al Roland Garros del 2008: avendo saputo che ci sarebbe stata anche mia madre, per la prima volta sui campi da tennis ma soprattutto in lotta contro il cancro, fu lui a venire da noi, e l&#8217;abbracci\u00f2 e chiacchierarono come se si conoscessero da sempre.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualche mese dopo le condizioni di mia madre peggiorarono, furono necessarie nuove chemioterapie. Mia madre mi chiese dei libri leggeri da leggere durante le lunghe attese in ospedale, ma che fossero allo stesso tempo intelligenti: non si voleva angosciare ulteriormente, ma non voleva nemmeno leggere stupidate. Le diedi allora le raccolte di racconti <em>Zoo<\/em> e <em>Una notte con la Gioconda<\/em>, che mia madre apprezz\u00f2 tantissimo. Lo raccontai a Clerici nella mia lettera successiva e pochi giorni dopo, ricevetti un bigliettino, non firmato, che diceva cos\u00ec: \u201cMaurizio, mi daresti l&#8217;indirizzo di tuo madre? Vorrei ringraziarla\u201d. E la ringrazi\u00f2 davvero, con un biglietto affettuoso in cui si diceva onorato di averla aiutata a distrarsi in momenti cos\u00ec difficili, e le augurava tanta forza. Mia madre mor\u00ec nel marzo 2010, e io ricevetti da Gianni un&#8217;affettuosissima lettera di conforto. Pochi mesi dopo, decisi di pubblicare un libro sul tennis, che conteneva i ritratti dei quasi campioni che avevo pubblicato su Tennis Oggi, i <em>Numeri 1 per un giorno<\/em>, con l&#8217;obiettivo di devolvere il ricavato alla ricerca sul cancro. Realizzai questo libro grazie alla complicit\u00e0 di due amiche, Michela Rossi, giornalista, e Laura Baccara, fotografa, ma mi mancava una presentazione forte. Pensai di chiederla proprio a Gianni Clerici che, a differenza di tanti altri, non mi scoraggi\u00f2 affatto. Mi scrisse semplicemente cos\u00ec: <em>\u201cHo appena rifiutato due richieste di prefazione a pagamento, perch\u00e9 i libri non mi piacciono. La tua prefazione la scrivo volentieri, per due motivi: perch\u00e9 devolvi il ricavato alla ricerca contro il cancro, e perch\u00e9 racconti dei campioni per un giorno, tema a cui io non avevo mai pensato. Dovr\u00f2 litigare con il mio agente, ma non fa niente, tu mandami le bozze e al resto ci penso io\u201d<\/em>. S\u00ec, avete letto bene: un giornalista e scrittore famoso, celebrato addirittura nella Hall of fame del tennis, dopo aver rifiutato di scrivere prefazioni a libri di scrittori famosi, decide di scrivere, gratis, la prefazione al libro di un signor nessuno, per di pi\u00f9 autoprodotto. Si ispir\u00f2 alla storia di Amanda Coetzer, tennista sudafricana, un articolo che lo aveva colpito molto.<\/p>\n\n\n\n<p>Continuammo, negli anni, a scriverci, e ci rivedemmo un altro paio di volte, a Wimbledon. Abbiamo continuato a raccontarci di tutto, fino alla fine. L&#8217;ultima mia lettera, la scorsa Pasqua, rimasta senza risposta. In televisione, Gianni Clerici dava l&#8217;idea di un gentiluomo. Di persona, era molto di pi\u00f9: un animo nobile e generoso. In una sua poesia, si descriveva cos\u00ec: <em>&#8220;Ho passato una vita\/a guardare una palla\/divenuta nel tempo\/da bianchissima gialla\/rimbalzava leggera\/lungo i prati di Wimbledon\/risaliva dorata sopra i tigli di Auteil\/nei tramonti vermigli&nbsp; \/di stati affascinati\/ che credevano che fosse\/il campione il re\/ma cosa resterebbe\/della Divina e Tilden\/di McEnroe e Martina\/senza quella pallina\/mi dicono persone\/affaccendate colte\/come hai fatto\/a sprecare le tue doti native\/per una vita vana\/avranno ragione forse\/ma a ciascuno tocca una sua religione&#8221;<\/em> .<\/p>\n\n\n\n<p>Ti sia lieve la terra, e grazie di tutto, Gianni, poeta OLTRE il tennis.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"405\" height=\"604\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Clerici.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4825\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Clerici.jpg 405w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Clerici-201x300.jpg 201w\" sizes=\"(max-width: 405px) 100vw, 405px\" \/><figcaption>A Roma, maggio 1997<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Luned\u00ec pomeriggio, appena atterrato all&#8217;aeroporto di Zurigo, ricevo un messaggio da mio fratello. Si susseguono poi, numerosi, messaggi di amici, di tutte le epoche. Tutti mi comunicano la stessa notizia: \u201cE&#8217; morto Gianni Clerici\u201d. Sta succedendo quello che gi\u00e0 successe alla morte di Maradona, perch\u00e9 Clerici, come Maradona, fa parte, da sempre, della mia vita. L&#8217;unica differenza tra i due \u00e8 che, mentre Maradona l&#8217;ho ammirato solo allo stadio e in televisione, con Gianni ci siamo incontrati tantissime volte e ci siamo scritti, assiduamente e affettuosamente, per circa trent&#8217;anni. 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