{"id":4829,"date":"2022-06-16T17:34:00","date_gmt":"2022-06-16T15:34:00","guid":{"rendered":"https:\/\/pappeceblog.it\/?p=4829"},"modified":"2022-06-12T09:46:56","modified_gmt":"2022-06-12T07:46:56","slug":"le-impazienti-patriarcato-in-salsa-africana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2022\/06\/16\/le-impazienti-patriarcato-in-salsa-africana\/","title":{"rendered":"Le impazienti: patriarcato in salsa africana"},"content":{"rendered":"\n<p> <\/p>\n\n\n\n<p>Quando, dieci anni fa, visitai le regioni del nord e dell&#8217;estremo nord del <a href=\"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2021\/08\/02\/camerun-2012\/\">Camerun<\/a>, entrai per la prima volta in contatto con l&#8217;Africa dell&#8217;uomo. Con uomo intendo il genere di sesso maschile, perch\u00e9 i miei contatti con le donne si limitarono a incontrarle ai mercati, o tra gli impiegati degli hotel. La donna era sempre un passo indietro all&#8217;uomo, in tutta l&#8217;area che visitai.<\/p>\n\n\n\n<p>Entro in contatto con l&#8217;Africa della donna dieci anni dopo, grazie alla lettura del libro <strong>Le impazienti<\/strong>, di Djaili Amadou Amal, pubblicato da <a href=\"https:\/\/www.solferinolibri.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Solferino<\/a> con la traduzione di Giovanni Zucca, e ambientato proprio nelle regioni da me visitate. L&#8217;autrice, originaria del Camerun, di madre egiziana e padre fulani, fu data in sposa a diciassette anni a un cinquantenne di buona famiglia, ma riusc\u00ec a liberarsi dal marito fuggendo a Yaound\u00e9. Qui comincia una nuova vita lavorando, scrivendo e fondando un&#8217;associazione per l&#8217;istruzione femminile, diventando \u201cla voce dei senza voce\u201d. Il suo terzo libro, Le impazienti appunto, esce in Camerun nel 2017 e riceve il <em>Premio Orange du Livre en Afrique<\/em>. L&#8217;edizione francese vince invece il <em>Prix Goncourt des Lyceens 2020<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"350\" height=\"551\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Le-impazienti-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4831\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Le-impazienti-1.jpg 350w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Le-impazienti-1-191x300.jpg 191w\" sizes=\"(max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Riassumo la trama con le parole del risvolto di copertina. <em>Camerun, Regione del Nord: tre donne, tre matrimoni, un unico destino. Ramla ha diciassette anni ed \u00e8 costretta dal padre a lasciare gli studi e a sposare un uomo di cinquanta. Crede che sua sirella Hindou sia pi\u00f9 fortunata di lei, perch\u00e9 il suo promesso sposo Moubarak di anni ne ha solo ventidue, e non \u00e8 brutto, tutt\u2019altro. Ma sbaglia, perch\u00e9 Hindou sa bene di che pasta \u00e8 fatto suo cugino e qualsiasi sorte sarebbe per lei meglio che essere data in sposa a lui. Safira, trentacinque anni, per ventidue \u00e8 stata la prima e unica moglie di Alhadji Issa, l\u2019uomo pi\u00f9 importante della citt\u00e0. Fino al giorno in cui Ramla non entra in casa sua come \u00abco-sposa\u00bb, e i suoi occhi cominciano a consumarsi dalla gelosia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Per nessuna di loro c\u2019\u00e8 una via di fuga, una strada diversa che non le consegni all\u2019istante alla riprovazione sociale, alla gogna pubblica. L\u2019unico antidoto alla sofferenza, alla violazione, l\u2019unica soluzione che viene loro additata, il basso continuo delle loro esistenze interrotte, \u00e8 la pazienza, nel nome di Allah. La capacit\u00e0 senza limiti di sottomettersi, nascondere, accettare di buon grado, senza un pianto, un lamento, un grido. In questa prova sta il valore di una donna, su questa scala si misura la sua virt\u00f9. Grazie alla pazienza si pu\u00f2 sopravvivere. Grazie alla pazienza di tante come loro, tutto un sistema sociale pu\u00f2 sopravvivere. Con questo romanzo polifonico Dja\u00efli Amadou Amal ci riporta a un universo sommerso, tribale, in cui la femminilit\u00e0 non ha diritti e il rapporto fra i sessi \u00e8 fondato sulla prepotenza. Scortica, disseziona, riduce all\u2019osso i meccanismi di una cultura patriarcale progettata per schiacciare le donne, mostrandoci i danni irreparabili che produce, la sua intrinseca violenza. Una violenza cui le donne stesse si condannano, nel momento in cui rinunciano ai sogni per abbracciare i doveri, insegnando alle proprie figlie a fare lo stesso. Cos\u00ec Amal ci insegna a guardare con sospetto, sempre e ovunque, chi ci chiede di \u00abpazientare \u00bb a ogni costo, mettendoci in guardia contro la subdola minaccia che in questo invito si annida.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La storia che l&#8217;autrice ci narra \u00e8 una storia di finzione, ma chiaramente ispirata a fatti reali, partendo dal vissuto dell&#8217;autrice stessa. <strong>Munyal<\/strong>, pazienza, \u00e8 la parola chiave e il filo conduttore di tutto il romanzo. Il libro mette ben in evidenza come il patriarcato sia presente a tutte le latitudini, e come questo vada combattuto sempre, con tutte le armi, prime fra tutte la consapevolezza e l&#8217;istruzione. Questo romanzo mi ha ricordato un altro romanzo, che vi avevo proposto tempo fa, ambientato in Abruzzo negli anni &#8217;40 del secolo scorso: <a href=\"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2021\/12\/14\/ho-scoperto-un-gioiellino-le-deboli\/\">Le deboli<\/a>, di Flora Fusarelli. Ed \u00e8 proprio Flora Fusarelli che debbo ringraziare per la lettura di questo libro; grazie a una sua segnalazione ho scoperto questo romanzo, che mi auguro possa piacere anche a voi.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando, dieci anni fa, visitai le regioni del nord e dell&#8217;estremo nord del Camerun, entrai per la prima volta in contatto con l&#8217;Africa dell&#8217;uomo. Con uomo intendo il genere di sesso maschile, perch\u00e9 i miei contatti con le donne si limitarono a incontrarle ai mercati, o tra gli impiegati degli hotel. La donna era sempre un passo indietro all&#8217;uomo, in tutta l&#8217;area che visitai. 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