{"id":4972,"date":"2022-09-06T05:33:00","date_gmt":"2022-09-06T03:33:00","guid":{"rendered":"https:\/\/pappeceblog.it\/?p=4972"},"modified":"2022-09-04T08:33:40","modified_gmt":"2022-09-04T06:33:40","slug":"il-primo-pezzo-non-si-scorda-mai-10-anni-di-regno-della-litweb","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2022\/09\/06\/il-primo-pezzo-non-si-scorda-mai-10-anni-di-regno-della-litweb\/","title":{"rendered":"Il primo pezzo non si scorda mai: 10 anni di Regno della Litweb"},"content":{"rendered":"\n<p>Da lettore forte, mi piace andare alla ricerca di libri interessanti, originali, poco conosciuti o trascurati dalla grande editoria, che non riescono ad arrivare facilmente al pubblico. Li cerco non solo e non tanto leggendo le recensioni sui giornali, ma soprattutto navigando in internet, spulciando i consigli di lettura presenti negli altri blog. Un po\u2019 di tempo fa, durante le mie navigazioni casuali, mi sono imbattuto in un luogo molto speciale, <em>\u201c<a href=\"http:\/\/trollipp.blogspot.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il Regno della Litweb<\/a>\u201d<\/em> di Ippolita Luzzo, luogo che non ho pi\u00f9 smesso di frequentare. Non ricordo cosa mi colp\u00ec della prima visita, forse il comune amore per lo scrittore Alessio Forgione, ma non ne sono sicuro; so solo che Ippolita e il suo regno sono diventati, nel tempo, una presenza costante della mia vita. Per presentarvi Ippolita Luzzo, utilizzo le parole dello scrittore e critico letterario Giuseppe Giglio, che scrive: <em>\u201c Ippolita \u00e8 un folletto, un arioso, ariostesco folletto di incontenibile curiosit\u00e0. Una critica letteraria sui generis, fuori dalle righe, insofferente di mode e parrocchie\u201d<\/em>. Con la sua scrittura, ironica e piena di energia, apparentemente semplice eppure ricercatissima, Ippolita rende il Regno della Litweb il luogo ideale per le persone curiose.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"748\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Il-primo-pezzo-non-si-scorda-mai-748x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4973\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Il-primo-pezzo-non-si-scorda-mai-748x1024.jpg 748w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Il-primo-pezzo-non-si-scorda-mai-219x300.jpg 219w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Il-primo-pezzo-non-si-scorda-mai-480x657.jpg 480w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Il-primo-pezzo-non-si-scorda-mai.jpg 750w\" sizes=\"(max-width: 748px) 100vw, 748px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>In occasione del decimo compleanno del Regno, la Luzzo ha raccolto una selezione di pezzi pubblicati durante il primo anno di vita, e li ha pubblicati nel libro <strong>\u201cIl primo pezzo non si scorda mai\u201d<\/strong>, edizioni <a href=\"https:\/\/cdse.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Citt\u00e0 del sole<\/a>, dando cos\u00ec la possibilit\u00e0, ai lettori pi\u00f9 recenti come me, di recuperare gli scritti di qualche anno fa, e ai nuovi lettori di gustare Il regno fin dai suoi inizi. Gi\u00e0 negli scritti del 2012 sono presenti tutti gli elementi della scrittura della Luzzo: il periodare leggero, inteso non nel senso dispregiativo di \u201csuperficiale\u201d, ma nel senso positivo di \u201clieve\u201d, l\u2019ironia, l\u2019entusiasmo&#8230; Grazie a questa lettura ho scoperto nuovi autori, come la poetessa Pina Majone; ho riflettuto sull\u2019arte di parlare secondo Guitton, un\u2019arte che utilizzo durante i miei corsi di formazione; ho conosciuto, con un ritardo di trentacinque anni, il giornalista Tommaso Giglio, direttore dell\u2019Europeo, scomparso prematuramente nel 1987; ho ricordato, con l\u2019affetto di sempre, Rita Atria, suicida dopo essere \u201crimasta orfana\u201d di Borsellino; ho riflettuto sulla sottile distinzione che c\u2019\u00e8 tra zoccole e puttane; ho scoperto quanti punti in comune possano avere un paese e un pollaio.<\/p>\n\n\n\n<p>La scrittura di Ippolita, cos\u00ec scorrevole, \u00e8 in realt\u00e0 ricercatissima. Tantissimi sono i suoi riferimenti letterari, alcuni citati esplicitamente, altri in maniera implicita: si passa da Palazzeschi a Proust, da La Capria a Orazio. Eppure, mentre leggevo, uno scrittore mi tornava spesso in mente, l\u2019austriaco Thomas Bernhard. Sar\u00e0 sensato questo paragone, oppure ho appena scritto un\u2019eresia? Non saprei, so che adesso vado a leggere, e rileggere, gli scritti di Bernhard. Voi, invece, fidatevi di me, e leggete <em>Il primo pezzo non si scorda mai.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-cyan-bluish-gray-color has-text-color\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da lettore forte, mi piace andare alla ricerca di libri interessanti, originali, poco conosciuti o trascurati dalla grande editoria, che non riescono ad arrivare facilmente al pubblico. 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