{"id":5020,"date":"2022-10-18T05:39:00","date_gmt":"2022-10-18T03:39:00","guid":{"rendered":"https:\/\/pappeceblog.it\/?p=5020"},"modified":"2022-10-09T13:51:07","modified_gmt":"2022-10-09T11:51:07","slug":"il-convitto-i-gesti-eroici-delle-popolazioni-in-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2022\/10\/18\/il-convitto-i-gesti-eroici-delle-popolazioni-in-guerra\/","title":{"rendered":"Il convitto: i gesti eroici delle popolazioni in guerra"},"content":{"rendered":"\n<p>L&#8217;aggressione della Russia all&#8217;Ucraina dello scorso febbraio, che ora sta raggiungendo livelli da guerra mondiale, ci ha messo davanti agli occhi, senza piet\u00e0, cosa vuol dire vivere in assenza di pace. La realt\u00e0 \u00e8 che non c&#8217;\u00e8 giorno che, nel mondo, non ci siano guerre, eppure questa in Ucraina \u00e8 cos\u00ec vicina a noi, che non possiamo non sentirci coinvolti.<\/p>\n\n\n\n<p>Da febbraio ho cercato romanzi di autori ucraini: ne ho letto qualcuno, molto ben scritto ma che non mi ha convinto del tutto, tanto da non averlo proposto nella rubrica \u201cLibri nascosti\u201d. La settimana scorsa mi sono finalmente imbattuto nel romanzo perfetto, tanto che sento il bisogno di parlarvene subito. Si tratta del <strong>Il convitto<\/strong>, di Serhij Zadan, pubblicato da <a href=\"https:\/\/www.voland.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Voland <\/a>nel 2020 con la traduzione di Giovanna Brogi e Mariana Prokopovyc. L&#8217;autore, nato nel 1974 nella regione orientale di Luhans&#8217;k, vive a Charkiv, attualmente luoghi di guerra.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"833\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/il-convitto.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5021\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/il-convitto.jpg 600w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/il-convitto-216x300.jpg 216w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/il-convitto-480x666.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il libro \u00e8 descritto cos\u00ec nella quarta di copertina: <em>Un giovane insegnante vuole riportare a casa il nipote tredicenne che vive in un convitto. Il fronte si avvicina e la scuola in cui la sorella ha lasciato il ragazzo non \u00e8 pi\u00f9 sicura. Attraversare la citt\u00e0 richiede un\u2019intera giornata e il ritorno diviene un\u2019odissea rabbiosa scandita dai posti di blocco e dai fuochi gialli che lampeggiano all\u2019orizzonte. Le mitragliatrici rantolano, le mine esplodono. Truppe paramilitari, cani randagi che appaiono come fantasmi tra le macerie, un\u2019umanit\u00e0 apatica che brancola disorientata in un paesaggio urbano apocalittico, dove ogni gesto di malinconica fratellanza e il senso di responsabilit\u00e0 si stagliano con luminosit\u00e0 commovente.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il protagonista \u00e8 Pasa, insegnante trentacinquenne, che potrei definire sbrigativamente un antieroe; infatti non si \u00e8 mai schierato, non ha mai preso posizione, non si \u00e8 mai esposto, non solo politicamente. Eppure, colui che quotidianamente \u00e8 cos\u00ec passivo, si trasforma per amore del nipote, Sasa, nei confronti del quale nutre profondi sensi di colpa, per non essergli stato pi\u00f9 vicino, per non avere impedito alla sorella di confinarlo nel convitto. E cos\u00ec questo viaggio di tre giorni, necessario per riportare il nipote a casa, rappresenta l&#8217;occasione del riscatto di Pasa, che, con tutte le peripezie che deve affrontare e le prove che deve superare, tutto \u00e8 fuorch\u00e9 un antieroe. Mi sono chiesto spesso in questi mesi, e ancor pi\u00f9 durante la lettura di questo romanzo, come mi comporterei io se vivessi una situazione di guerra. Non ho trovato una risposta, non ne ho la pi\u00f9 pallida idea, e spero di non dover mai rispondere a questo interrogativo. Forse, io che in tempi di pace ho di solito le idee chiare e mi espongo nell&#8217;esprimere le mie opinioni, in tempi di guerra mi comporterei in maniera opposta. Proprio per questo la figura di Pasa, cos\u00ec vera, cos\u00ec reale, grazie alla penna di Zadan riesce a splendere di una luce unica. Sono tantissimi i momenti di commozione mentre si legge questo romanzo: oltre al finale, mi piace citare l&#8217;episodio del vecchio soldato che mette in salvo una felce fossile, che era conservata nel museo bombardato, e l&#8217;affida a Pasa, all&#8217;insegnante, perch\u00e9 la protegga, perch\u00e9 la conservi, perch\u00e9 \u00e8 la nostra storia.<\/p>\n\n\n\n<p>Era questo il libro che avevo bisogno di leggere in questi giorni; chiss\u00e0, forse ne avete bisogno anche voi.<\/p>\n\n\n\n<p>.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-cyan-bluish-gray-color has-text-color\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;aggressione della Russia all&#8217;Ucraina dello scorso febbraio, che ora sta raggiungendo livelli da guerra mondiale, ci ha messo davanti agli occhi, senza piet\u00e0, cosa vuol dire vivere in assenza di pace. 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