{"id":5096,"date":"2023-02-03T05:27:00","date_gmt":"2023-02-03T04:27:00","guid":{"rendered":"https:\/\/pappeceblog.it\/?p=5096"},"modified":"2023-02-03T21:28:26","modified_gmt":"2023-02-03T20:28:26","slug":"era-solo-la-peste-il-covid-di-qualche-anno-fa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2023\/02\/03\/era-solo-la-peste-il-covid-di-qualche-anno-fa\/","title":{"rendered":"Era solo la peste: il covid di qualche anno fa"},"content":{"rendered":"\n<p>Una delle maggiori scrittrici viventi \u00e8 senza dubbio <strong>Ludmila Ulitskaya<\/strong>. Classe 1943, nata negli Urali, laureata in biologia all&#8217;universit\u00e0 di Mosca, ha lavorato presso l&#8217;Istituto di Genetica, prima di dedicarsi completamente alla scrittura. E&#8217; stata la prima donna a vincere, nel 2001, il <em>Russian Booker prize<\/em>. Sentii parlare di lei per la prima volta qualche anno fa, quando lessi che era candidata al premio Nobel per la letteratura, e decisi di avventurarmi nella lettura delle sue opere. Rimasi folgorato dal romanzo <em>\u201cIl sogno di Jakov\u201d<\/em>, una saga familiare che, attraverso le vicende di quattro generazioni, racconta un secolo di storia e cultura russa. Proseguii la scoperta di quest&#8217;autrice con la lettura dei suoi racconti, contenuti nelle raccolte <em>\u201cTra corpo e anima\u201d<\/em> e <em>\u201cIn quel cortile di Mosca\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Recentemente la casa editrice \u201cLa nave di Teseo\u201d ha pubblicato uno degli scritti giovanili della Ulitskaya, \u201cEra solo la peste\u201d, con la traduzione di Margherita De Michiel. L&#8217;editore presenta il libro con le seguenti parole: <em>Nella Russia degli anni Trenta, durante il periodo staliniano, un medico sta studiando un vaccino contro la peste ma, d\u2019improvviso, viene convocato con urgenza a Mosca. Quando la burocrazia chiama, soprattutto quella sovietica, non c\u2019\u00e8 tempo da perdere. Nella fretta di rispondere, per\u00f2, si distrae e, per un attimo, senza accorgersene, viene a contatto con il pericolosissimo virus che sta studiando. Inconsapevole, si reca alla riunione con il comitato del Commissariato del popolo alla salute dove tiene la sua relazione sullo stato delle ricerche. Terminato l\u2019incontro, per\u00f2, inizia a sentirsi poco bene. Ricoverato in ospedale per quella che sembra un\u2019influenza, solo l\u2019intuizione del medico di guardia fa avviare la procedura di isolamento e quarantena. Scatta allora una corsa a individuare tutte le persone che sono entrate in contatto con il paziente zero prima che scoppi una pandemia. Per evitare il panico, le autorit\u00e0 decidono di non divulgare la vera ragione di quello che sta succedendo, d\u2019altra parte le persone portate via senza spiegazioni dalla polizia non sono una novit\u00e0 in quel periodo, anche se questa volta i motivi sono diversi. Basato su eventi reali accaduti nella Russia stalinista, questo romanzo racconta con lucidit\u00e0 il rapporto tra politica, autoritarismo e pandemia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"536\" height=\"726\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Era-solo-la-peste-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5098\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Era-solo-la-peste-1.jpg 536w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Era-solo-la-peste-1-221x300.jpg 221w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Era-solo-la-peste-1-480x650.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 536px) 100vw, 536px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Questo romanzo fu scritto come test di ammissione ai corsi di regia e sceneggiatura di Valerij Frid. La scrittura risulta perci\u00f2 incalzante e diretta, come quella di un&#8217;opera teatrale; piena di ritmo, si legge senza dare pause al lettore che, come se stesse leggendo un poliziesco, non vede l&#8217;ora di sapere come va a finire. Il testo risulta quanto mai attuale, oggi che noi tutti abbiamo fatto esperienza di una <strong>pandemia<\/strong> e, mentre lo si legge, non si pu\u00f2 non pensare alle similitudini con quanto da noi vissuto, ma anche alla differenza di gestione della pandemia da parte dei governi dei diversi Paesi. Da questo scritto giovanile si intravede gi\u00e0 tutta la grandezza della scrittrice russa, che, a mio parere, trover\u00e0 pieno compimento ne Il sogno di Jakov.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-cyan-bluish-gray-color has-text-color\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una delle maggiori scrittrici viventi \u00e8 senza dubbio Ludmila Ulitskaya. Classe 1943, nata negli Urali, laureata in biologia all&#8217;universit\u00e0 di Mosca, ha lavorato presso l&#8217;Istituto di Genetica, prima di dedicarsi completamente alla scrittura. E&#8217; stata la prima donna a vincere, nel 2001, il Russian Booker prize. Sentii parlare di lei per la prima volta qualche anno fa, quando lessi che era candidata al premio Nobel per la letteratura, e decisi di avventurarmi nella lettura delle sue opere. 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