{"id":5130,"date":"2023-01-14T06:00:00","date_gmt":"2023-01-14T05:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/pappeceblog.it\/?p=5130"},"modified":"2023-01-08T18:01:33","modified_gmt":"2023-01-08T17:01:33","slug":"una-minima-infelicita-echi-di-ginzburg-e-romano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2023\/01\/14\/una-minima-infelicita-echi-di-ginzburg-e-romano\/","title":{"rendered":"Una minima infelicit\u00e0: echi di Ginzburg e Romano"},"content":{"rendered":"\n<p>Tra gli autori del novecento che amo di pi\u00f9 ci sono due scrittrici italiane, <strong>Lalla Romano<\/strong> e <strong>Natalia Ginzburg<\/strong>. Ho letto quasi tutta la loro produzione letteraria e oltre ad aver amato, come tutti, i loro romanzi pi\u00f9 famosi e celebrati, quali <em>Le parole tra noi leggere<\/em> e <em>Lessico famigliare<\/em>, premiati entrambi con il Premio Strega, ho adorato anche altri titoli quali <em>Maria<\/em>, <em>Inseparabile<\/em>, <em>La penombra che abbiamo attraversato<\/em> e <em>Caro Michele<\/em>, <em>Le piccole virt\u00f9<\/em>,<em> La strada che va in citt\u00e0<\/em>&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sono sempre rammaricato di non avere identificato, in Italia, eredi di queste due scrittrici; sono rimasto perci\u00f2 piacevolmente colpito da un articolo su <em>Robinson<\/em> di qualche settimana fa, che presentava la scrittrice esordiente Carmen Verde, che ha da poco pubblicato, grazie all&#8217;editore <a href=\"https:\/\/neripozza.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Neri Pozza<\/a>, il romanzo <strong>Una minima infelicit\u00e0<\/strong>, come l&#8217;erede delle scrittrici da me tanto amate. Non potevo perci\u00f2 non leggere il romanzo della giovane autrice e, lo dico subito, posso solo confermare ci\u00f2 che aveva scritto il giornalista su Robinson: Una minima infelicit\u00e0 \u00e8 un romanzo di qualit\u00e0 e la scrittura della Verde, precisissima ed essenziale, ricorda molto da vicino quella di Romano e Ginzburg.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"616\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/minima-infelicita-def-616x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5131\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/minima-infelicita-def-616x1024.jpg 616w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/minima-infelicita-def-181x300.jpg 181w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/minima-infelicita-def-768x1276.jpg 768w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/minima-infelicita-def-924x1536.jpg 924w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/minima-infelicita-def-1232x2048.jpg 1232w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/minima-infelicita-def-480x798.jpg 480w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/minima-infelicita-def.jpg 1535w\" sizes=\"(max-width: 616px) 100vw, 616px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L&#8217;editore presenta il romanzo con queste parole: <em>Una minima infelicit\u00e0<\/em><em>\u00e8 un romanzo vertiginoso. Una nave in bottiglia che non si pu\u00f2 smettere di ammirare. Annetta racconta la sua vita vissuta all\u2019ombra della madre, Sofia Vivier. Bella, inquieta, elegante, Sofia si vergogna del corpo della figlia perch\u00e9 \u00e8 scandalosamente minuto. Una petite che non cresce, che resta alta come una bambina. Chiusa nel sacrario della sua casa, Annetta fugge la rozzezza del mondo di fuori, rispetto al quale si sente inadeguata. A sua insaputa, per\u00f2, il declino lavora in segreto. \u00c8 l\u2019arrivo di Clara Bigi, una domestica crudele, capace di imporle regole rigide e insensate, a introdurre il primo elemento di discontinuit\u00e0 nella vita familiare. Il padre, Antonio Baldini, ricco commerciante di tessuti, cede a quella donna il controllo della sua vita domestica. Clara Bigi diventa cos\u00ed il guardiano di Annetta, arrivando a sorvegliarne anche le letture. La morte improvvisa del padre \u00e8 per Annetta l\u2019approdo brusco all\u2019et\u00e0 adulta. Dimentica di s\u00e9, decide di rivolgere le sue cure soltanto alla madre, fino ad accudirne la bellezza sfiorita. Allenata dal suo stesso corpo alla rinuncia, coltiva con ostinazione il suo istinto alla diminuzione. Ogni pagina di questo romanzo ci mostra cosa significhi davvero saper narrare utilizzando una lingua magnifica che ci ipnotizza, ci costringe ad arrivare all\u2019ultima pagina, come un naufragio desiderato. Questo libro \u00e8 il miracolo di una scrittrice che segna un nuovo confine nella narrativa di questi anni<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>La trama potrebbe far pensare a un libro cupo, triste oltremodo, ma la scrittura sapiente di Carmen Verde evita questo pericolo, trascinando il lettore pagina dopo pagina, catturato da quest&#8217;atmosfera surreale di un paesino senza tempo. Mentre leggevo il romanzo, continuava a tornarmi in mente la parola tedesca <em>Schadenfreude<\/em>, pur consapevole che il suo significato non si applica interamente alla trama del romanzo; se infatti per <em>Schadenfreude<\/em> si intende il piacere provocato dalla sfortuna altrui, nel romanzo sembra quasi che ci sia una gioia costante per le proprie infelicit\u00e0, che non sempre hanno come causa un evento scatenante, ma sono piuttosto uno stato d&#8217;animo costante.<\/p>\n\n\n\n<p>Con questo romanzo, Carmen Verde ci ricorda una verit\u00e0 che spesso preferiamo tacere anche a noi stessi, ovvero che <em>\u201cNon \u00e8 indispensabile essere felici\u201d<\/em>. Forse ha ragione Annetta quando afferma che <em>\u201cLa vita non \u00e8 meno della letteratura. Bisognerebbe studiare a scuola l&#8217;infelicit\u00e0 delle nostre madri\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra gli autori del novecento che amo di pi\u00f9 ci sono due scrittrici italiane, Lalla Romano e Natalia Ginzburg. 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