{"id":5145,"date":"2023-01-28T00:08:00","date_gmt":"2023-01-27T23:08:00","guid":{"rendered":"https:\/\/pappeceblog.it\/?p=5145"},"modified":"2023-01-29T07:50:04","modified_gmt":"2023-01-29T06:50:04","slug":"nostalgie-russe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2023\/01\/28\/nostalgie-russe\/","title":{"rendered":"Nostalgie russe"},"content":{"rendered":"\n<p>Fin da bambino, avrei voluto sempre visitare la <strong>Russia<\/strong>, che allora si chiamava URSS, Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. Era questo il desiderio anche dei miei genitori e cos\u00ec, nel 1988, provammo a realizzare questo sogno. Il processo burocratico era lungo, ci vennero richieste fotografie in bianco e nero per il rilascio dei passaporti, tempi biblici per l&#8217;ottenimento degli stessi e poi, quando finalmente ne entrammo in possesso, le frontiere furono chiuse e il viaggio annullato, causa <strong>perestroika<\/strong>. Nel 2000, il CRAL dell&#8217;azienda presso cui lavoravo allora organizz\u00f2 un viaggio a Mosca, cinque giorni in citt\u00e0 in occasione del 1 maggio. Decisi di partecipare, e con me mio fratello, ma purtroppo il viaggio fu annullato all&#8217;ultimo momento, e cos\u00ec ripiegammo su Praga.<\/p>\n\n\n\n<p>Avevo quasi considerato irrealizzabile una mia visita in Russia, quando nel 2017 mi fu data una responsabilit\u00e0 lavorativa che riguardava la Russia, e cos\u00ec ho cominciato a visitare il Paese per circa tre settimane l&#8217;anno. La pandemia prima, la guerra poi, non hanno reso possibili, per il momento, ulteriori visite, e cos\u00ec mi ritrovo ora a provare un&#8217;immensa nostalgia per quei luoghi e per quelle persone. Siccome i miei viaggi di lavoro duravano pi\u00f9 di una settimana, dedicavo i weekend al turismo, alla scoperta di Mosca in particolare. Ora i ricordi dei diversi viaggi si sovrappongono, fino a costituire un unicum nella mia mente. Oltre ai diversi luoghi, resta impressa nell&#8217;anima l&#8217;ospitalit\u00e0 della gente, in primis quella dei miei colleghi, di tutti gli stabilimenti, ma anche delle persone che, pi\u00f9 o meno per caso, ho conosciuto. Con diverse di queste sono ancora in contatto.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"614\" height=\"819\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Piazzarossa.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5156\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Piazzarossa.jpg 614w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Piazzarossa-225x300.jpg 225w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Piazzarossa-480x640.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 614px) 100vw, 614px\" \/><figcaption>cattedrale di San Basilio (foto Anton @peregovorshik)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n\n\n<p>Ricordo ancora l&#8217;arrivo a <strong>Mosca<\/strong>, a marzo del 2017, con il mio visto sul passaporto scritto in cirillico. All&#8217;aeroporto, nessuno degli ufficiali addetti al controllo sorrideva, ma mi auguravano con trasporto buona permanenza (mi sar\u00e0 poi spiegato che ai pubblici ufficiali \u00e8 proibito sorridere). All&#8217;uscita mi aspettava il tassista Maxim, che mi avrebbe poi accompagnato in diversi altri viaggi, per portarmi in hotel in centro, dove avrei trascorso la notte, prima di partire per <strong>Vladimir<\/strong>. La mattina dopo ritrovo Maxim che mi porta alla stazione ferroviaria, dove mi aspetta una collega locale, per fare il viaggio insieme. Mi colpisce il fatto che per entrare in stazione venga controllato il passaporto. All&#8217;uscita dell&#8217;hotel mi aveva colpito il fatto che l&#8217;hotel mi aveva rilasciato una sorta di certificato di soggiorno, da consegnare alle autorit\u00e0 al momento dell&#8217;espatrio. Sar\u00e0 cos\u00ec ogni volta, in tutti gli hotel.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"614\" height=\"819\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/panorama.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5159\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/panorama.jpg 614w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/panorama-225x300.jpg 225w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/panorama-480x640.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 614px) 100vw, 614px\" \/><figcaption>Mosca panorama (foto Anton, @peregovorshik)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Poco pi\u00f9 di due ore di treno e siamo a Vladimir, dove ci rechiamo direttamente al lavoro. Finita la giornata lavorativa, si va in albergo per una doccia ristoratrice che mitighi un po&#8217; il freddo polare, e poi a ristorante, in centro, per una cena che i colleghi hanno organizzato in mio onore. Si comincia con una zuppa di pesce di lago della Siberia, squisita, per poi passare a un filetto dello stesso pesce, con nocciole. Dopo cena, mi si propone una visita, dall&#8217;esterno, al <strong>Cremlino<\/strong> di Vladimir. Io ne farei volentieri a meno, la temperatura \u00e8 abbondantemente sotto lo zero, ma il Cremlino \u00e8 sulla strada del ritorno. L&#8217;architettura \u00e8 splendida, ora sono contento di essermi lasciato convincere a fare questa passeggiata. Avr\u00f2 modo di visitare l&#8217;interno qualche giorno dopo, prima di partire per Ramenskoye, per lavorare nel successivo stabilimento.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"614\" height=\"819\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/IMG-20230121-WA0003.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5161\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/IMG-20230121-WA0003.jpg 614w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/IMG-20230121-WA0003-225x300.jpg 225w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/IMG-20230121-WA0003-480x640.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 614px) 100vw, 614px\" \/><figcaption>Mosca (foto Anton @peregovorshik)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>All&#8217;arrivo a <strong>Ramenskoye<\/strong> mi attende una piccola disavventura. Arrivo in albergo alle dieci di sera, dopo circa quattro ore di auto, sotto la neve. I colleghi mi spiegano che non trover\u00f2 la reception all&#8217;ingresso ma, trattandosi di un albergo ex sovietico, direttamente al piano. Prendo perci\u00f2 l&#8217;ascensore e vado al primo piano, ma \u00e8 deserto. Riprendo l&#8217;ascensore e mi reco al secondo, dove trovo dei giovani in canottiera che stanno imbiancando. Mi dicono qualcosa, in russo, ma non capisco. Salgo al terzo piano, ma \u00e8 deserto. Al quarto piano trovo una signora di mezza et\u00e0 alla reception. Non riusciamo a comunicare, parla solo russo. Mi d\u00e0 le chiavi della stanza, la 404 (non l&#8217;ho pi\u00f9 dimenticato) e insieme il menu della colazione, con 3 opzioni, e mi fa capire che devo ordinare. Io ho fame e vorrei cenare, allora chiedo \u201cDinner?\u201d, lei mi risponde \u201cBreakfast!\u201d. Io riprovo con \u201cDinner?\u201d E lei sempre pi\u00f9 netta \u201cBreakfast\u201d. Mi arrendo all&#8217;evidenza: si va a letto senza cena, allora scelgo dal menu l&#8217;opzione pi\u00f9 ricca, quella che include la salsiccia, che normalmente mai mangerei a colazione. Con il dito sull&#8217;orologio mi fa capire che devo dirle l&#8217;orario in cui vorrei mangiare. Dico le 7, anche se lascer\u00f2 l&#8217;albergo solo alle 8.30. Fissata la colazione, la signora mi prende per mano e mi conduce in camera dove, miracolo, mi mostra il minibar. Allora manger\u00f2 qualcosa stasera! Mi avvento su tutto quello che c&#8217;\u00e8 di commestibile: patatine, salatini, e bevo una coca-cola. Purtroppo non c&#8217;\u00e8 nessuna connessione a internet. Vado a letto, ma la stanza \u00e8 caldissima. Apro allora la finestra, ma dopo poco si gela. Nessuna possibilit\u00e0 di regolare la temperatura dei termosifoni. L&#8217;unica soluzione \u00e8 quella di dormire nudo. Il massimo dell&#8217;assurdo accade per\u00f2 la mattina dopo. Non sapendo come spiegare ci\u00f2 che avevo mangiato, mi presento alla reception con tutti gli imballaggi del cibo consumato, e la lattina vuota. Trovo la stessa signora della sera precedente. Ci\u00f2 che pago equivale a meno di 1 euro. Mi reco finalmente a ristorante per la colazione; si trova al secondo piano, dove ci sono i lavori in corso. La signora mi fa entrare dall&#8217;uscita di emergenza. Mi ritrovo in una sala immensa, deserta alle 7 del mattino, con un giovane cameriere in smoking che&#8230; Parla inglese!<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"614\" height=\"819\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/IMG-20230121-WA0034.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5163\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/IMG-20230121-WA0034.jpg 614w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/IMG-20230121-WA0034-225x300.jpg 225w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/IMG-20230121-WA0034-480x640.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 614px) 100vw, 614px\" \/><figcaption>Mosca (foto Anton @peregovorshik)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Finita la settimana lavorativa, torno a Mosca, stavolta da turista. L&#8217;albergo \u00e8 lo stesso dell&#8217;arrivo, in centro, non distante dal <strong>teatro Bolshoi<\/strong>. Anche se \u00e8 venerd\u00ec sera tardi e fa freddo, non resisto: devo fare una piccola passeggiata. Mi reco nella <strong>Piazza Rossa<\/strong>, e comincio a percepire la bellezza e l&#8217;unicit\u00e0 del luogo. Ma sar\u00e0 l&#8217;indomani mattina, con il sole, che mi render\u00f2 conto della maestosit\u00e0 e del fascino di questa citt\u00e0. Viali immensi, alberati, tantissima gente in giro. Trascorro l&#8217;intera giornata visitando il <strong>Cremlino<\/strong>: quanta ricchezza, quanto splendore! Il giorno dopo, tra le altre cose, visiter\u00f2 la <strong>cattedrale di San Basilio<\/strong>. Mentre sono l\u00ec, alcuni uomini intonano canti religiosi a cappella, trasmettendo emozioni uniche.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"614\" height=\"819\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Cremlino.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5150\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Cremlino.jpg 614w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Cremlino-225x300.jpg 225w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Cremlino-480x640.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 614px) 100vw, 614px\" \/><figcaption>Cremlino (foto Anton @peregovorshik)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Nei viaggi successivi approfondir\u00f2 la conoscenza di questa citt\u00e0, visitando altri musei, quali il museo storico di stato, i centri commerciali, primi fra tutti i magazzini <strong>Gum<\/strong>, che chiaramente non sono pi\u00f9 quelli dell&#8217;Unione sovietica, mi metter\u00f2 pazientemente in fila per il mausoleo di Lenin, in estate trascorrer\u00f2 il tempo nei parchi, scoprir\u00f2 tante chiese, tra le quali la <strong>cattedrale del Cristo salvatore<\/strong>. Mi spinger\u00f2 sempre pi\u00f9 lontano dal centro, anche grazie a Dima, un giovane che incontrai la prima volta per farmi aiutare a scoprire la citt\u00e0 e che poi \u00e8 diventato un mio buon amico, tanto da essere stato ospite a casa mia a Horgen e con il quale, in uno degli ultimi viaggi, sono andato a visitare musei di arte moderna e il museo ebraico.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"614\" height=\"819\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/cristo-salvatore.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5151\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/cristo-salvatore.jpg 614w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/cristo-salvatore-225x300.jpg 225w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/cristo-salvatore-480x640.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 614px) 100vw, 614px\" \/><figcaption>cattedrale del Cristo salvatore (foto Anton @peregovorshik)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"614\" height=\"819\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Gum2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5153\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Gum2.jpg 614w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Gum2-225x300.jpg 225w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Gum2-480x640.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 614px) 100vw, 614px\" \/><figcaption>Gum (foto Anton @peregovorshik)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n\n\n<p>Durante il mio secondo viaggio mi capit\u00f2 un&#8217;esperienza simpatica in aereo. Avevo scelto, come al solito, un posto di corridoio, e come al solito stavo leggendo un libro, ma la mia vicina di posto non era d&#8217;accordo, sentiva proprio il bisogno di parlare con me. Era seduta nel posto di mezzo, e col suo chiacchierare \u00e8 riuscita a coinvolgere anche il passeggero seduto accanto al finestrino, tanto che, al momento di \u201cgustare il lauto pranzo\u201d, terminammo con un brindisi. Il nome della signora \u00e8 Galina, della mia stessa et\u00e0, nonna di Timur. Siamo ancora in contatto per gli auguri di buon anno, di buon 1 maggio, e anche per quelli di Natale, anche se leggermente in differita, dal momento che il Natale ortodosso si celebra il 7 gennaio.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"614\" height=\"819\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Cremlino-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5165\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Cremlino-1.jpg 614w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Cremlino-1-225x300.jpg 225w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Cremlino-1-480x640.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 614px) 100vw, 614px\" \/><figcaption>Mosca Cremlino (foto Anton @peregovorshik)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Fu durante il secondo viaggio che visitai per la prima volta il <strong>teatro Bolshoi<\/strong>, il secondo teatro pi\u00f9 antico del mondo dopo il San Carlo di Napoli. Decisi all&#8217;ultimo momento di comprare un biglietto, lo presi tramite l&#8217;hotel pagandolo uno sproposito e finii in piccionaia, ma respirai da subito la storia , l&#8217;arte, la musica, quelle stesse sensazioni provate visitando il San Carlo. Lo spettacolo in programma era un balletto, <em>\u201cAnna Karenina\u201d<\/em>, superlativo. Dopo il weekend, raccontai ai colleghi la mia esperienza; mi confermarono che il costo elevato era dovuto all&#8217;acquisto dell&#8217;ultimo minuto, e si offrirono di comprare, in futuro, il biglietto per mio conto, al momento della prenotazione del viaggio. Cos\u00ec facemmo per ben due volte e la seconda volta assistei allo spettacolo&#8230; Anna Karenina! Ma stavolta, per fortuna, comodamente seduto in poltrona. L&#8217;ultimo (per ora) mio spettacolo al Bolshoi fu Traviata, la pi\u00f9 bella versione che abbia mai visto dal vivo.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"614\" height=\"819\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/palazzo-staliniano.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5167\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/palazzo-staliniano.jpg 614w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/palazzo-staliniano-225x300.jpg 225w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/palazzo-staliniano-480x640.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 614px) 100vw, 614px\" \/><figcaption>Mosca (foto Anton @peregovorshik)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Durante il mio viaggio invernale del 2019, non riuscii a trovare posto nel solito hotel. Trovai una camera in un altro hotel della stessa catena, che si trovava a qualche chilometro di distanza dal Cremlino e dalla piazza Rossa. Di fronte a quest&#8217;hotel c&#8217;era un museo a me sconosciuto, quello di storia moderna dell&#8217;Unione sovietica. Non avevo particolare intenzione di visitarlo, ma il sabato mattina, oltre a fare molto freddo, nevicava, e cos\u00ec decisi di andare. Il museo era quasi deserto, e mi aggiravo solitario tra le varie sale. All&#8217;ingresso di ogni sala c&#8217;era una spiegazione in inglese, ma poi all&#8217;interno le spiegazioni erano solo in russo. In una delle sale c&#8217;erano dei quadri di Roma antica e di Tivoli e non riuscivo a capire il perch\u00e9. Provai a chiederlo alla custode, ma purtroppo non parlava inglese. Provai a chiederlo allora all&#8217;unico altro visitatore della sala, un giovane uomo. Mi disse che parlava poco inglese, cos\u00ec cominci\u00f2 a scrivere messaggi Whatsapp alla moglie per farsi aiutare. In realt\u00e0 il suo inglese era pi\u00f9 che sufficiente per comunicare. Lo ringraziai, continuai la mia visita e lui la sua; inevitabilmente ci incrociavamo in quasi ogni sala, e cos\u00ec cominciammo a chiacchierare. Mi raccont\u00f2 che veniva dalla <strong>Siberia<\/strong> e si trovava a Mosca per turismo. Finita la visita, decidemmo di andare in centro insieme a mangiare qualcosa e continuammo a parlare. <strong>Anton<\/strong>, questo il suo nome, mi raccont\u00f2 del suo lavoro, di sua moglie, delle sue figlie, del fatto che aveva deciso di cambiare lavoro e lanciare il turismo nella sua regione. Mi mostr\u00f2 delle immagini stupende del <strong>lago Baikal<\/strong>, invitandomi a visitare la sua regione, naturalmente d&#8217;estate (cosa che far\u00f2 appena possibile). Anton \u00e8 l&#8217;autore di tutte le foto presenti in questo articolo. Viaggia non solo per lavoro, ma anche per piacere, alla scoperta della Russia, e ha gi\u00e0 visitato 58 delle 89 regioni. Se visitate il suo profilo Instagram (account @peregovorshik) scoprirete anche voi le bellezze di questo Paese, e chiss\u00e0, un giorno chiederete ad Anton di organizzarvi un viaggio nella regione del lago Baikal.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"614\" height=\"819\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Museo-storia-moderna.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5148\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Museo-storia-moderna.jpg 614w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Museo-storia-moderna-225x300.jpg 225w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Museo-storia-moderna-480x640.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 614px) 100vw, 614px\" \/><figcaption>Museo di storia moderna (foto Anton @peregovorshik)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 che provo al momento \u00e8 nostalgia, dei luoghi, delle persone, dell&#8217;ospitalit\u00e0 unica. Nostalgie di eventi passati e di luoghi futuri, nostalgia del lago Baikal che ancora non ho visitato. Speriamo che i tempi divengano presto meno duri.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"614\" height=\"819\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Anton2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5147\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Anton2.jpg 614w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Anton2-225x300.jpg 225w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Anton2-480x640.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 614px) 100vw, 614px\" \/><figcaption>Anton @peregovorshik<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fin da bambino, avrei voluto sempre visitare la Russia, che allora si chiamava URSS, Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. Era questo il desiderio anche dei miei genitori e cos\u00ec, nel 1988, provammo a realizzare questo sogno. Il processo burocratico era lungo, ci vennero richieste fotografie in bianco e nero per il rilascio dei passaporti, tempi biblici per l&#8217;ottenimento degli stessi e poi, quando finalmente ne entrammo in possesso, le frontiere furono chiuse e il viaggio annullato, causa perestroika. Nel 2000, il CRAL dell&#8217;azienda presso cui lavoravo allora organizz\u00f2 un viaggio a Mosca, cinque giorni in citt\u00e0 in occasione del 1<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":5146,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"rank_math_lock_modified_date":false,"footnotes":""},"categories":[21],"tags":[890,887,885,891,882,889,886,884,425,888,883],"coauthors":[69],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5145"}],"collection":[{"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5145"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5145\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5146"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5145"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5145"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5145"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/coauthors?post=5145"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}