{"id":5286,"date":"2023-06-09T21:22:26","date_gmt":"2023-06-09T19:22:26","guid":{"rendered":"https:\/\/pappeceblog.it\/?p=5286"},"modified":"2023-06-06T08:05:31","modified_gmt":"2023-06-06T06:05:31","slug":"dalla-romania-allitalia-male-a-est","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2023\/06\/09\/dalla-romania-allitalia-male-a-est\/","title":{"rendered":"Dalla Romania all&#8217;Italia: Male a est"},"content":{"rendered":"\n<p>Andreea Simionel \u00e8 una giovane scrittrice, nata nel 1996 in Romania e da tanti anni in Italia. Diversi suoi racconti sono stati pubblicati su varie riviste letterarie e il suo racconto <em>Addio Sicilia<\/em> \u00e8 stato tradotto in tedesco all\u2019interno dell\u2019antologia <em>Literatur tandem letterario<\/em>. La casa editrice <a href=\"https:\/\/www.italosvevo.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Italo Svevo<\/a> ha recentemente pubblicato il suo romanzo d\u2019esordio, <strong>Male a est<\/strong>, un affresco dei nostri tempi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"652\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Svevo_NARRATIVA_Simionel_OKMC_d19mm-P032Red-652x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5287\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Svevo_NARRATIVA_Simionel_OKMC_d19mm-P032Red-652x1024.jpg 652w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Svevo_NARRATIVA_Simionel_OKMC_d19mm-P032Red-191x300.jpg 191w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Svevo_NARRATIVA_Simionel_OKMC_d19mm-P032Red-768x1206.jpg 768w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Svevo_NARRATIVA_Simionel_OKMC_d19mm-P032Red-978x1536.jpg 978w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Svevo_NARRATIVA_Simionel_OKMC_d19mm-P032Red-1305x2048.jpg 1305w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Svevo_NARRATIVA_Simionel_OKMC_d19mm-P032Red-480x754.jpg 480w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Svevo_NARRATIVA_Simionel_OKMC_d19mm-P032Red.jpg 1416w\" sizes=\"(max-width: 652px) 100vw, 652px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Protagonista \u00e8 una bambina, Andreea Paval, che vive in <strong>Romania<\/strong> con la madre e la sorella; il padre, invece, \u00e8 lontano, emigrato in Italia, a <strong>Torino<\/strong>, per lavorare. La prima parte del romanzo ci racconta la vita di questa famiglia menomata, che mantiene i contatti col la persona che manca, il pap\u00e0, con telefonate quotidiane, che affronta come meglio pu\u00f2 le sfide che costantemente la vita propone. Questa famiglia non costituisce un\u2019eccezione nel vicinato, ma al contrario rappresenta la triste norma. La svolta avviene verso met\u00e0 romanzo, quando i genitori decidono di trasferire tutta la famiglia in Italia. Grandi speranze, paure nascoste, fragilit\u00e0 occultate in quella che, dopo un viaggio che tante delle persone che incrociamo quotidianamente hanno affrontato, diventer\u00e0 la nuova citt\u00e0 della famiglia Paval, Torino. L\u2019Italia che dalla televisione sembrava la terra promessa diventa in realt\u00e0 lo specchio della miseria, della lotta per la sopravvivenza. Grazie alle parole di questo romanzo comprendiamo meglio lo stato d\u2019animo di chi ci circonda, stato d\u2019animo che, oh quanto spesso, \u00e8 stato, se non proprio il nostro, quello di amici o parenti che, a un certo punto della loro vita, sono stati costretti, indotti, invogliati a partire. Particolarmente impresse mi sono rimaste le riflessioni alla vigilia della partenza: <em>Ci dividiamo in quelli che restano e quelli che vanno via. Quelli che restano ci guardano come fossimo malati. Noi facciamo lo stesso con loro. Qui i malati terminali non sono quelli che muoiono, ma quelli che vanno via. Noi siamo malati di estero. Noi siamo malati di Italia, Spagna, Grecia, Inghilterra. Siamo malati di Europa. Non abbiamo pi\u00f9 niente da dirci, niente da dire alle persone intorno. Non abbiamo pi\u00f9 una lingua in cui dire, non abbiamo pi\u00f9 intorno.<\/em> Quante volte mi sono sentito cos\u00ec, una volta lasciata l\u2019Italia, pur avendolo fatto in condizioni privilegiate. Quante volte, pur rispettando sempre, non ho capito chi \u00e8 rimasto.<\/p>\n\n\n\n<p>Che dire poi dell\u2019ultimo capitolo alla fine del libro, quelli in cui la protagonista ci confida che preferisce non dire il suo nome? <em>Preferirei non dire il mio nome, se non vi dispiace. Pi\u00f9 che altro perch\u00e9 so gi\u00e0 come va a finire. Io lo dico e voi mi chiedete da dove vengo e finiamo per parlare della mia vita.<\/em> Quante volte ci siamo comportati cos\u00ec, vero? Quanti pregiudizi pi\u00f9 o meno inconsapevoli, spudoratamente manifestati?<\/p>\n\n\n\n<p>Una piccola riflessione sulla lingua, cos\u00ec personale, che risente dell\u2019intrecciarsi di due lingue, quella romena e quella italiana. Risente in senso positivo, naturalmente, perch\u00e9 questa fusione apporta valore aggiunto all\u2019opera della Simionel.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma, per dirla con le parole di <a href=\"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2021\/08\/17\/unica-persona-nella-stanza\/\">Nadeesha Uyangoda<\/a>: <em>Una scrittrice giovane, da tenere d\u2019occhio, e un libro imperdibile. &nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-cyan-bluish-gray-color has-text-color\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Andreea Simionel \u00e8 una giovane scrittrice, nata nel 1996 in Romania e da tanti anni in Italia. 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