{"id":5306,"date":"2023-06-22T04:47:00","date_gmt":"2023-06-22T02:47:00","guid":{"rendered":"https:\/\/pappeceblog.it\/?p=5306"},"modified":"2023-06-20T20:53:43","modified_gmt":"2023-06-20T18:53:43","slug":"pillole-di-silvio-nella-mia-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2023\/06\/22\/pillole-di-silvio-nella-mia-vita\/","title":{"rendered":"Pillole di Silvio nella mia vita"},"content":{"rendered":"\n<p>Silvio Berlusconi se ne \u00e8 andato l&#8217;altro giorno, all&#8217;et\u00e0 di 86 anni. Ha rappresentato tutto ci\u00f2 che io ho avversato per una vita e, proprio per questo, \u00e8 stato molto presente in essa, anche se io ne avrei fatto volentieri a meno. Vi racconto un po&#8217; di pillole di Berlusconi nella vita di Maurizio:<\/p>\n\n\n\n<ol>\n<li>Le prime elezioni vinte dal Silvio nazionale, a fine marzo del 1994, si svolsero nel giorno della Pasqua ebraica, creando un incidente diplomatico non da poco. Per risolvere il problema, il Governo di allora decise di tenere le urne aperte per due giorni interi, permettendo cos\u00ec ai fedeli di votare dopo il tramonto del luned\u00ec. Per solidariet\u00e0, in molti decidemmo di votare il luned\u00ec sera dopo il tramonto e con i miei genitori decidemmo di sfruttare ulteriormente quella pausa regalandoci un lungo weekend di vacanza. Scegliemmo Varsavia, perch\u00e9 era una citt\u00e0 non ancora turistica, uscita da poco dalla dittatura comunista. La domenica, mentre eravamo in un autobus locale, un signore anziano, che parlava italiano, ci rivolse la parola, stupito che a Varsavia, e in quella zona in particolare, ci fossero dei turisti. Ci chiese come mai non eravamo a casa a votare; gli spiegammo che avremmo votato la sera dopo. Allora ci domand\u00f2: \u201cChi vince, Berlusconi?\u201d E io, senza pensarci un momento, risposi: \u201cSperiamo di no!\u201d Il signore, inorridito, continuava a chiedere: \u201cAllora vinceranno i comunisti?\u201d E mia madre, prima che io continuassi a parlare, rispose: \u201cVede, i comunisti da noi sono in realt\u00e0 socialdemocratici\u201d.<\/li>\n\n\n\n<li>Quando Berlusconi perse le elezioni, nel 1996, io stavo preparando la tesi di laurea. Quel giorno non lavorai molto, forse non lavorai affatto. Lo trascorsi con le orecchie attaccate alla radio ad ascoltare gli aggiornamenti in tempo reale. Tutti in laboratorio eravamo felici, tutti avevamo votato il centrosinistra. Ma c&#8217;era un ospite, quel giorno, il tecnico che era venuto a riparare il calorimetro, che diventava sempre pi\u00f9 ombroso e taciturno col passare delle ore. Non ci volle molto a capire che nel nostro laboratorio si era introdotto un berlusconiano&#8230;<\/li>\n\n\n\n<li>Dopo la vittoria di Silvio del 1994 il settimanale satirico <strong>Cuore<\/strong>, con il quale sono cresciuto, pubblic\u00f2 un poster dal titolo <em>\u201cPensiero stupendo\u201d<\/em>, che ritraeva Berlusconi dietro le sbarre. Naturalmente lo appesi in camera, vicino alla scrivania. Un giorno il mio gatto Bambi, uno degli animali pi\u00f9 mansueti che abbia mai conosciuto, in un raptus di aggressivit\u00e0 si avvent\u00f2 contro il poster per farsi le unghie. Dopo aver squarciato tutto il poster, soddisfatto, se ne and\u00f2.<\/li>\n\n\n\n<li>Nei giorni della prima vittoria di Berlusconi, nel 1994, nacque quello che sarebbe diventato il cane di famiglia, un batuffolo bianco, incrocio tra pastore abruzzese e setter. Mio fratello insisteva per avere un cane, io avevo chiesto ai miei familiari di aspettare fino a quando sarei andato via di casa, dopo la laurea. Di l\u00ec a poco, pensavo io, ma il resto della famiglia evidentemente prevedeva gi\u00e0 la mia lunga disoccupazione, e cos\u00ec il cane arriv\u00f2. Dopo avermi imposto tale presenza, non poterono fare a meno di accettare che scegliessi io il nome, e cos\u00ec il cane si chiamo <strong>Berl\u00f9!<\/strong> Di cognome Sconi, ma non lo chiamavamo mai con nome e cognome, per non farlo piangere.<\/li>\n\n\n\n<li>Nel luglio 2001, avevo programmato di andare a Genova a manifestare, in occasione del <strong>G8<\/strong>. All&#8217;ultimo momento purtroppo il mio viaggio salt\u00f2, come sempre per motivi di lavoro. Il collega andava in ferie e a me toccava il turno di reperibilit\u00e0 per tutto il weekend, perch\u00e9 il direttore di stabilimento non accett\u00f2 di sostituirmi nemmeno per un solo weekend. Era luglio e tutti scappavano da Milano e dalla Brianza per una gita fuori porta. Cos\u00ec restai a casa. Sappiamo tutti come and\u00f2 a finire&#8230;<\/li>\n\n\n\n<li>Per un breve periodo, tra il dicembre 2004 e il maggio 2005, lavorai a <strong>Macherio<\/strong>, non troppo lontano da Villa Berlusconi. A quei tempi tra i colleghi e tra gli abitanti del luogo si praticava uno sport molto diffuso: la restituzione del libricino sulla vita di Silvio, che Berlusconi aveva cos\u00ec generosamente donato agli italiani, che si riconsegnava al mittente lanciandolo oltre il muro. Fui invitato a partecipare anch&#8217;io, ma rifiutai: non solo perch\u00e9 non si fanno certe cose, ma anche perch\u00e9 sono uno dei pochi italiani a non aver ricevuto quell&#8217;omaggio.<\/li>\n\n\n\n<li>Appena arrivato in Svizzera conobbi un collega, che presto sarebbe diventato un caro amico, che rest\u00f2 colpito dal mio antiberlusconismo. Decise perci\u00f2 di farmi uno scherzo, inviandomi una finta e-mail da parte di Forza Italia. Sembrava cos\u00ec vera che mi innervosii tantissimo. Telefonai subito a casa per raccontare l&#8217;accaduto. Quando mi calmai, risposi alla e-mail con una domanda glaciale: \u201cCome avete avuto il mio indirizzo?\u201d<\/li>\n\n\n\n<li>Nel 2011 ero in <strong><a href=\"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2022\/06\/26\/in-botswana-per-la-mia-rinascita\/\">Botswana<\/a><\/strong>, immerso nella natura, in una delle avventure pi\u00f9 belle della mia vita. Viaggiavo con quattro tedeschi. All&#8217;arrivo nei parchi nazionali, di solito ci veniva chiesto il passaporto per la registrazione. All&#8217;ingresso di Moremi l&#8217;addetto alla registrazione leggendo il mio passaporto, mi salut\u00f2 cos\u00ec: \u201cItaliano, Berlusconi, bunga bunga\u201d.<\/li>\n\n\n\n<li>Nel 2013 mi trovavo a Sokode, una cittadina musulmana del nord del <strong><a href=\"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2022\/02\/05\/alla-scoperta-del-togo\/\">Togo<\/a><\/strong>, per assistere alla danza del fuoco. In quei giorni l&#8217;esercito francese, con l&#8217;aiuto di diversi eserciti africani, stava bombardando il Mali per cercare di distruggere il terrorismo islamico. Dopo un lungo pomeriggio di riposo, uscii con il mio amico Yaya a passeggiare per le stradine del villaggio. Inutile precisare che ero l&#8217;unico bianco, e cos\u00ec gli abitanti del luogo si fermavano tutti a parlare con me. Uno, in particolare, scambiandomi per francese, continuava a ripetere \u201cFrancois Hollande\u201d, e io continuavo a rispondere di essere italiano. Sembrava non capire, ma all&#8217;improvviso cap\u00ec ed esclam\u00f2 \u201cBerlusconi, bunga bunga\u201d, al che senza esitazione risposi: \u201cNo no, Francois Hollande!\u201d<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p>A me dispiace sinceramente che Berlusconi sia morto, e porgo le mie pi\u00f9 sincere condoglianze ai suoi cari. Mi dispiace molto di pi\u00f9, per\u00f2, che il berlusconismo sia ancora vivo e vegeto.<\/p>\n\n\n\n<p>E voi, che ricordi avete di Berlusconi nelle vostre vite?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Silvio Berlusconi se ne \u00e8 andato l&#8217;altro giorno, all&#8217;et\u00e0 di 86 anni. Ha rappresentato tutto ci\u00f2 che io ho avversato per una vita e, proprio per questo, \u00e8 stato molto presente in essa, anche se io ne avrei fatto volentieri a meno. Vi racconto un po&#8217; di pillole di Berlusconi nella vita di Maurizio: A me dispiace sinceramente che Berlusconi sia morto, e porgo le mie pi\u00f9 sincere condoglianze ai suoi cari. Mi dispiace molto di pi\u00f9, per\u00f2, che il berlusconismo sia ancora vivo e vegeto. 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