{"id":5320,"date":"2023-07-22T18:37:49","date_gmt":"2023-07-22T16:37:49","guid":{"rendered":"https:\/\/pappeceblog.it\/?p=5320"},"modified":"2023-07-22T18:37:50","modified_gmt":"2023-07-22T16:37:50","slug":"a-freetown-con-federico-monica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2023\/07\/22\/a-freetown-con-federico-monica\/","title":{"rendered":"A Freetown con Federico Monica"},"content":{"rendered":"\n<p>E&#8217; da tempo che sogno di andare in Sierra Leone. Mi ha sempre affascinato la storia di questo Paese, che nacque alla fine del 1700, quando il territorio fu venduto da un re indigeno all&#8217;Inghilterra, che aveva il progetto di dare rifugio agli africani senza patria e agli schiavi liberati. Ho nutrito particolare interesse anche per la storia recente della Sierra Leone, che ha portato questo piccolo Paese alla ribalta delle cronache, con la guerra civile che, scoppiata nel 1991, si conclude solo nel 2002 e mette in evidenza il fenomeno atroce dei bambini soldato, e anche con l&#8217;epidemia di ebola del 2014.<\/p>\n\n\n\n<p>Per una serie di circostanze ancora non sono riuscito a realizzare il sogno di questo viaggio, ma poche settimane fa, grazie al libro<strong> Freetown<\/strong>, di Federico Monica, pubblicato dalla casa editrice <strong><a href=\"https:\/\/ogzero.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">OG zero<\/a><\/strong> nella collana \u201cLe citt\u00e0 visibili\u201d, sono riuscito a viaggiare in maniera virtuale. Pur non conoscendo di persona l&#8217;autore, mi sembra quasi di essere un suo amico, perch\u00e9 Federico collabora con la rivista <a href=\"https:\/\/www.africarivista.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Africa<\/a>, che io leggo regolarmente da dieci anni. Monica \u00e8 architetto e urbanista, specializzato nell&#8217;analisi delle citt\u00e0 e degli insediamenti informali in Africa subsahariana. E&#8217; consulente per <em>ong<\/em> e organismi internazionali su progetti di sviluppo urbano, pianificazione partecipata, architettura sostenibile e infrastrutture. Ha realizzato progetti e ricerche in 15 Paesi del continente africano. E&#8217; stato per la prima volta a Freetown nel 2003, e da allora non ha mai smesso di occuparsene, tramite ricerche, progetti, racconti.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"352\" height=\"499\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Freetown.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5321\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Freetown.jpg 352w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Freetown-212x300.jpg 212w\" sizes=\"(max-width: 352px) 100vw, 352px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>L&#8217;editore presenta il libro con queste parole: <em>Freetown<\/em><em>, terzo volume della collana <\/em><em>Le citt\u00e0 visibili<\/em><em>, \u00e8 opera di Federico Monica, architetto e urbanista che ci conduce da una pagina all\u2019altra di questo libro illustrato da foto e mappe nel caos della capitale della Sierra Leone, in cui i concetti classici di centro e periferia sembrano vacillare: il mare da un lato e le montagne dall\u2019altro riducono al minimo gli spazi liberi ed \u00e8 cos\u00ec che a poche decine di metri dal palazzo presidenziale si accumulano baracche brulicanti di vita e i vetri del grattacielo della banca centrale si sovrappongono allo sfondo di una discarica avvolta dai fumi. Tutto si stratifica e tutto si mischia in questa citt\u00e0 complessa e dal nome meraviglioso e ingombrante. La terra della libert\u00e0: pu\u00f2 esistere luogo pi\u00f9 dolce? Forse no, ma quanto \u00e8 rimasto oggi di quel sogno di libert\u00e0? Quanto \u00e8 stato spazzato via dal correre della storia, dalle tragedie che con cinica puntualit\u00e0 colpiscono questa gente? La vita e la morte sono legate indissolubilmente in queste terre, giocano a rincorrersi, si mischiano una nell\u2019altra e fanno parte della medesima realt\u00e0.<br><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il libro \u00e8 concepito come un viaggio, attraverso le diverse aree di Freetown, e in ogni area l&#8217;autore si fa accompagnare da un cicerone, che con le sue parole accompagna anche noi alla scoperta del quartiere; si tratta non solo di un viaggio nello spazio, ma anche nel tempo, grazie a <em>Thomas<\/em>, <em>Henrietta,<\/em> che ci raccontano la nascita di questa citt\u00e0. Tanti altri ciceroni accompagneranno Federico e noi: gli ex bambini soldato ci racconteranno la guerra civile, un giornalista ci spiegher\u00e0 tutti gli ostacoli che si incontrano per scrivere e pubblicare un giornale libero, <em>Yvonne<\/em> ci racconter\u00e0 la sua esperienza di sindaco (a proposito, \u00e8 stata appena rieletta), la giovane <em>Aminata<\/em> parler\u00e0 invece del suo lavoro di venditrice di strada, <em>Hawa<\/em> il suo lavoro di infermiera, <em>Mohamed<\/em> quello di tassista&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre leggevo il libro mi sembrava di essere l\u00ec, con l&#8217;autore e con tutti gli abitanti di Freetown e, alla fine del libro, che si conclude con le parole di una vecchia poesia di Birago Diop, ho provato la nostalgia che provo alla fine di un viaggio che mi ha particolarmente toccato. Ora ne sono sicuro, un giorno visiter\u00f2 la Sierra Leone e Freetown, la citt\u00e0 libera, anche se non so ancora quando.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-cyan-bluish-gray-color has-text-color\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; da tempo che sogno di andare in Sierra Leone. Mi ha sempre affascinato la storia di questo Paese, che nacque alla fine del 1700, quando il territorio fu venduto da un re indigeno all&#8217;Inghilterra, che aveva il progetto di dare rifugio agli africani senza patria e agli schiavi liberati. 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