{"id":5326,"date":"2023-08-01T16:09:00","date_gmt":"2023-08-01T14:09:00","guid":{"rendered":"https:\/\/pappeceblog.it\/?p=5326"},"modified":"2023-08-01T13:37:59","modified_gmt":"2023-08-01T11:37:59","slug":"uvaspina-il-dirompente-esordio-di-monica-acito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2023\/08\/01\/uvaspina-il-dirompente-esordio-di-monica-acito\/","title":{"rendered":"Uvaspina, il dirompente esordio di Monica Acito"},"content":{"rendered":"\n<p>Ho trascorso la met\u00e0 della mia vita lontano da Napoli, eppure la &nbsp;napoletanit\u00e0 continua a scorrere prepotente nelle mie vene. &nbsp;Ancora oggi provo un&#8217;attrazione forte per i libri ambientati a Napoli, o che hanno Napoli come co-protagonista del racconto, e cos\u00ec corro a leggerli appena posso. Diversi di questi si rivelano, a prima lettura, una vera e propria delusione, e bastano poche ore per dimenticarli. Dei pochi che mi colpiscono, mi piace raccontarveli nel blog, per condividere con voi il mio apprezzamento.<\/p>\n\n\n\n<p>E&#8217; proprio quello che far\u00f2 con l&#8217;articolo di oggi, raccontandovi di un romanzo che mi ha folgorato, <strong>Uvaspina<\/strong>, dell&#8217;esordiente Monica Acito, pubblicato quest&#8217;anno da Bompiani. L&#8217;autrice, trentenne, cilentana, ha frequentato l&#8217;universit\u00e0 di Napoli specializzandosi in filologia moderna, prima di trasferirsi a Torino. &nbsp;L&#8217;editore descrive il romanzo con le seguenti parole: <em>\u00c8 nato con una voglia sotto l\u2019occhio sinistro, come un pallido frutto incastonato nella pelle: Uvaspina si \u00e8 abituato presto a essere chiamato con quel nome che lo identifica con la sua macchia. A quasi tutto, del resto, \u00e8 capace di abituarsi: a suo padre, il notaio Pasquale Riccio, che si vergogna di lui; alla Spaiata, sua madre, che dopo aver incastrato Pasquale Riccio con le sue arti di malafemmina e chiagnazzara non si d\u00e0 pace di aver perduto il proprio fascino e finge di morire ogni volta che lui esce di casa. Ma soprattutto Uvaspina \u00e8 abituato a sua sorella Minuccia, abitata fin da bambina da un\u2019energia che tiene in scacco il fratello con le sue esplosioni imprevedibili, le ripicche, la ferocia di chi sa colpire nel punto di massima fragilit\u00e0, come quando gli dice: \u201cAvevano ragione i compagni tuoi, sei veramente un femminiello.\u201d Eppure, solo Uvaspina conosce l\u2019innesco che rende la sorella uno strummolo, una trottola capace di ferire con la sua punta di metallo vorticante. E solo Minuccia intuisce i sogni di Uvaspina, quando lo strummolo la tiene sveglia e pu\u00f2 scrutare i suoi finissimi lineamenti nel sonno. Intorno a loro, Napoli: la citt\u00e0 dalle viscere ribollenti, dai quartieri protesi verso il cielo, dai tentacoli immersi in quel mare che la fronteggia e la penetra. \u00c8 proprio sul confine tra la citt\u00e0 e il mare, tra la storia e il mito, che Uvaspina incontra Antonio, il pescatore dagli occhi di colori diversi, che legge libri e non ha paura del sangue, che sa navigare fino a Procida e rimettere al mondo un criaturo che dubita di se stesso. La purezza del loro incontro, per\u00f2, non potr\u00e0 nascondersi a lungo nelle grotte di Palazzo Donn\u2019Anna: la citt\u00e0 li attira a s\u00e9, lo strummolo gira e il suo laccio unir\u00e0 per sempre i loro destini. Una passione assediata dallo scherno e dallo scuorno. L\u2019ambiguit\u00e0 dell\u2019amore fraterno, la necessit\u00e0 dell\u2019ombra perch\u00e9 ci sia luce. Infine una scrittura, quella della giovane Monica Acito, che sa inserirsi con originalit\u00e0 in una grande tradizione letteraria e, mescolando la forza tellurica del vernacolo alla freschezza di un racconto sulla giovinezza, invoca la fame di felicit\u00e0 che abita ciascuno di noi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"700\" height=\"980\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Uvaspina.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5327\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Uvaspina.jpg 700w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Uvaspina-214x300.jpg 214w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Uvaspina-480x672.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 mi \u00e8 piaciuto tanto questo romanzo? Le ragioni sono molteplici e prover\u00f2 a spiegarle tutte, anche se diverse di queste non rappresentano la colonna portante del romanzo e a mio avviso proprio per questo ne rappresentano il valore aggiunto. Sicuramente per la lingua usata, scorrevole eppure cos\u00ec accurata, per la sapienza con cui l&#8217;autrice usa il dialetto all&#8217;interno delle frasi. L&#8217;uso del dialetto, cos\u00ec di moda negli ultimi anni, di solito mi infastidisce, ma qui la mescolanza risulta gradevole, armoniosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Napoli \u00e8 raccontata in maniera veritiera e, per una volta tanto, esaustiva. C&#8217;\u00e8 spazio per i vicoli, per la periferia, per i Campi Flegrei e per le isole, ma anche per Posillipo e per la Napoli elegante. Vengono descritti bene i contrasti di chi vive entrambe le facce di Napoli, sia di quelli che, provenienti dalla Napoli &#8220;bassa&#8221;, vivono da intrusi l&#8217;altra Napoli, che di coloro i quali, provenienti dalla Napoli &#8220;bene&#8221;, si sentono, in ogni circostanza, superiori agli altri abitanti della citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>E&#8217; messo ben in evidenza il disagio dei protagonisti di essere ci\u00f2 che sono, perch\u00e9 consapevoli essi stessi che, essendo quel che sono, non vengono accettati. Non mi riferisco soltanto all&#8217;orientamento sessuale del protagonista Uvaspina, ma anche alle sofferenze di sua madre, la Spaiata, donna di Forcella, che non viene accettata dagli amici e parenti del marito, che spesso viene respinta dal marito stesso e disprezzata da sua figlia. Esempi analoghi si possono fare per gli altri protagonisti del romanzo.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo romanzo si racconta la povert\u00e0, cosa rara tra gli autori italiani contemporanei. Non solo la povert\u00e0 della Spaiata e della sua famiglia, ma anche la povert\u00e0 di Antonio e della sua famiglia. Senza fronzoli, senza pudori, la povert\u00e0 fa parte della vita e come tale ci \u00e8 raccontata.<\/p>\n\n\n\n<p>Quasi tutti i personaggi del romanzo sono ben caratterizzati psicologicamente, non solo il protagonista. Il mio preferito? Antonio. E molto ben descritti sono i rapporti interpersonali, le emozioni, le incomprensioni. E l&#8217;amore tra i vari personaggi, talvolta esplicito, talvolta nascosto, talvolta malato, talvolta puro. Le pagine pi\u00f9 belle, per me pura poesia, sono a mio parere quelle che descrivono la madre di Antonio, l&#8217;Acquajola, e il suo rapporto col figlio.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma un romanzo completo, Uvaspina. Doloroso, come dolorosa sa essere la vita quotidiana, come dolorosi sanno essere quei macigni inflitti su di noi da coloro ch ci circondano. Eppure il romanzo non risulta angosciante, grazie allo stile di scrittura dell&#8217;autrice, che ci ricorda quanto sia naturale quel fardello che i protagonisti portano ogni giorno sulle loro spalle.<\/p>\n\n\n\n<p>Un esordio notevole, questo di Monica Acito. Legger\u00f2 sicuramente volentieri le sue prossime opere. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-cyan-bluish-gray-color has-text-color\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho trascorso la met\u00e0 della mia vita lontano da Napoli, eppure la &nbsp;napoletanit\u00e0 continua a scorrere prepotente nelle mie vene. &nbsp;Ancora oggi provo un&#8217;attrazione forte per i libri ambientati a Napoli, o che hanno Napoli come co-protagonista del racconto, e cos\u00ec corro a leggerli appena posso. Diversi di questi si rivelano, a prima lettura, una vera e propria delusione, e bastano poche ore per dimenticarli. Dei pochi che mi colpiscono, mi piace raccontarveli nel blog, per condividere con voi il mio apprezzamento. 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