{"id":5388,"date":"2023-10-04T13:05:04","date_gmt":"2023-10-04T11:05:04","guid":{"rendered":"https:\/\/pappeceblog.it\/?p=5388"},"modified":"2023-10-04T17:55:39","modified_gmt":"2023-10-04T15:55:39","slug":"romanzo-naturale-lesordio-di-gospodinov","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2023\/10\/04\/romanzo-naturale-lesordio-di-gospodinov\/","title":{"rendered":"Romanzo naturale: l&#8217;esordio di Gospodinov"},"content":{"rendered":"\n<p>Ottobre, \u00e8 tempo di premi Nobel, tra i quali quello per la letteratura, che ogni anno suscita vivaci discussioni. Vorrei annunciarvi con questo articolo un futuro vincitore, che sono certo verr\u00e0 premiato entro i prossimi dieci anni: <strong>Georgi Gospodinov<\/strong>. Non sono attendibile, direte voi, io che aspetto da anni la vittoria di <a href=\"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2020\/09\/11\/il-mago-dei-corvi\/\">Ngugi wa Thiong&#8217;o<\/a>, ma considero la mancata vittoria dello scrittore keniota come un grave errore dell&#8217;Accademia di Svezia, che non credo ripeter\u00e0 lo stesso errore anche con lo scrittore bulgaro.<\/p>\n\n\n\n<p>Di Gospodinov vi avevo gi\u00e0 raccontato, sia presentandovi <em><a href=\"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2021\/08\/18\/cronorifugio\/\">Cronorifugio<\/a><\/em>, uno dei romanzi migliori degli ultimi anni, che la raccolta di racconti brevi <em><a href=\"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2022\/12\/26\/tutti-i-nostri-corpi\/\">Tutti i nostri corpi<\/a><\/em>. L&#8217;editore <a href=\"https:\/\/www.voland.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Voland<\/a> ha recentemente ripubblicato il suo primo romanzo, <strong>Romanzo naturale<\/strong>, uscito in Bulgaria nel 1999, con la traduzione di Daniela Di Sora e Irina Stoilova.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"848\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Rom-nat-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5390\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Rom-nat-1.jpg 600w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Rom-nat-1-212x300.jpg 212w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Rom-nat-1-480x678.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Il romanzo racconta di un matrimonio che sta fallendo e la vita del protagonista precipita fino a coincidere con quella di altre due persone: l&#8217;io narrante, redattore di una rivista letteraria, che vuole scrivere un romanzo, e un giardiniere pazzo. Gi\u00e0 da questo esordio si coglie tutta l&#8217;originalit\u00e0 dello scrittore bulgaro, che io no esiterei a definire unico, nel senso che non mi vengono in mente scrittori simili a lui. Lo so, \u00e8 stato accostato sia a <em>Milan Kundera<\/em> che a <em>Friedrich Duerrenmatt<\/em>, due scrittori che amo, ma penso che le diversit\u00e0 fra loro siano molto minori delle similitudini.<\/p>\n\n\n\n<p>Una trama semplice, un romanzo dove poco accade, ma che tanto fa riflettere, per le riflessioni del protagonista, dell&#8217;io narrante, del giardiniere pazzo, che si sovrappongono fino a confondersi, e poi a fondersi. Riflessioni che mi hanno colpito, emozionato, fatto entrare nel romanzo e negli stati d&#8217;animo. Qualche esempio? Eccovi accontentati.<\/p>\n\n\n\n<p><em>In ogni istante a questo mondo c&#8217;\u00e8 una lunga fila di gente che piange e una pi\u00f9 corta di gente che ride. Ma c&#8217;\u00e8 anche una terza fila, di gente che non piange pi\u00f9 e non ride pi\u00f9. La pi\u00f9 triste delle tre. E&#8217; di questa che voglio parlare.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Non vi sembra che la parola cesso, kenef, suoni in qualche modo pi\u00f9 naturale per queste latitudini? Non \u00e8 stata inventata da teppisti e scapestrati, come crede un gran numero di stimabili cittadini. Viene invece dall&#8217;antico arabo kanif e vuol dire ci\u00f2 che \u00e8 nascosto allo sguardo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Mai pi\u00f9 avremmo gustato la vita cos\u00ec da vicino come durante l&#8217;infanzia, quando ogni cosa che sentivamo andava verificata senza ribrezzo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Non saremo mai amati quanto lo siamo stati nell&#8217;infanzia. Per questo l&#8217;infanzia \u00e8 un tempo crudele. La sua crudelt\u00e0 sta in quello che ci aspetta. Dove si perde questo amore in seguito? Perch\u00e9 poi tutta la vita vogliamo essere amati come bambini, senza una ragione, per il semplice fatto di esistere?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Forse non \u00e8 questo l&#8217;anno di Georgi Gospodinov, non ancora. Ma sono sicuro che l&#8217;ottobre giusto non tarder\u00e0 ad arrivare.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-cyan-bluish-gray-color has-text-color\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ottobre, \u00e8 tempo di premi Nobel, tra i quali quello per la letteratura, che ogni anno suscita vivaci discussioni. Vorrei annunciarvi con questo articolo un futuro vincitore, che sono certo verr\u00e0 premiato entro i prossimi dieci anni: Georgi Gospodinov. 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