{"id":5503,"date":"2024-03-14T20:07:36","date_gmt":"2024-03-14T19:07:36","guid":{"rendered":"https:\/\/pappeceblog.it\/?p=5503"},"modified":"2024-03-01T20:08:13","modified_gmt":"2024-03-01T19:08:13","slug":"i-recinti-degli-schiavi-il-racconto-della-libia-di-un-tempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2024\/03\/14\/i-recinti-degli-schiavi-il-racconto-della-libia-di-un-tempo\/","title":{"rendered":"I recinti degli schiavi: il racconto della Libia di un tempo"},"content":{"rendered":"\n<p>Nella lettura, come nella vita, mi piace scoprire ci\u00f2 che non conosco ancora, e cos\u00ec mi oriento spesso verso autori di paesi a me ignoti, o verso temi dei quali non sono abbastanza consapevole. Talvolta prendo delle cantonate solenni, ma il pi\u00f9 delle volte resto molto soddisfatto delle mie scelte.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;ultima bella sorpresa in ordine di tempo \u00e8 stato il romanzo della scrittrice libica Najwa Bin Shatwan, <strong>I recinti degli schiavi<\/strong>, pubblicato da <a href=\"https:\/\/www.atmospherelibri.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Atmosphere Libri<\/a> con la traduzione di Federica Pistono. Non avevo mai letto un romanzo scritto da autori libici, e non perch\u00e9 questi romanzi non esistano, ma perch\u00e9 quasi mai vengono tradotti in italiano. La Bin Sharwan, che il pubblico angolofono apprezza da molto perch\u00e9 i suoi romanzi e racconti sono stati tradotti da tempo in inglese, \u00e8 una scrittrice eclettica; ha infatti al suo attivo, oltre a romanzi e racconti, anche opere teatrali. Nata in Cirenaica, si trasfer\u00ec a 24 anni a Bengasi per proseguire gli studi e per insegnare, ma lasci\u00f2 l&#8217;insegnamento pochi anni dopo, per sfuggire alla \u201ccultura di regime\u201d imposta dal governo di Gheddafi. La pubblicazione online di un suo racconto le procur\u00f2 l&#8217;accusa di scrittura eversiva contro il regime. Nel 2012 lasci\u00f2 la Libia e da allora vive a Roma.<\/p>\n\n\n\n<p>In tutte le sue opere l&#8217;autrice mette al centro la condizione del popolo libico, prima, durante e dopo il governo ultra-quarantennale di Gheddafi. Non manca di dare attenzione alla condizione della donna libica, oltre ai giovani libici che lasciano il loro Paese per emigrare in Europa, con tutte le difficolt\u00e0 d&#8217;integrazione che questo comporta.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"536\" height=\"803\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/I-recinti-degli-schiavi.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5504\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/I-recinti-degli-schiavi.jpg 536w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/I-recinti-degli-schiavi-200x300.jpg 200w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/I-recinti-degli-schiavi-480x719.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 536px) 100vw, 536px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Il romanzo che vi presento oggi \u00e8 ambientato tra la fine del XIX e l&#8217;inizio del XX secolo in Libia. La trama, cos\u00ec come la riassume l&#8217;editore, \u00e8 la seguente: <em>A Bengasi, agli albori del XX secolo, Atiqa, giovane madre di famiglia, riceve la visita di uno sconosciuto. L\u2019uomo dichiara di chiamarsi Ali, di essere il cugino di Atiqa, di voler svelare alla donna il mistero delle sue origini. Attraverso il racconto di Ali, Atiqa apprende di essere figlia di un ricco mercante bianco, appartenente a un\u2019importante famiglia di Bengasi, e della sua schiava nera, ormai entrambi defunti. La storia d\u2019amore tra padrone e schiava \u00e8 stata ostacolata in ogni modo dalla famiglia dell\u2019uomo, e infine spezzata. Ali informa Atiqa di aver ottenuto per lei il riconoscimento dei diritti di eredit\u00e0 sul patrimonio paterno.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La storia d&#8217;amore tra i genitori di Atiqa non \u00e8 altro che un pretesto per raccontare la schiavit\u00f9 vigente in quel periodo e per mostrare che la schiavit\u00f9 nel Mediterraneo non \u00e8 stata meno cruenta di quella in America. La condizione di sudditanza della donna \u00e8 messa in evidenza dalle violenze, sessuali e non solo, subite dalle schiave, talvolta punite anche dalle padrone, ma anche dalle donne libere, sempre subalterne agli uomini. Non mancano episodi di omosessualit\u00e0, sia maschile che femminile. Si tratta di un romanzo corale, e anche i personaggi minori sono ben delineati. Il mio preferito? Salem, che parla poco e fa molto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il romanzo si conclude all&#8217;arrivo degli italiani in Libia, che, come scrive l&#8217;autrice, pi\u00f9 che abolire la schiavit\u00f9, sostituirono <em>\u201cla schiavit\u00f9 dei singoli individui con la schiavit\u00f9 di un paese intero\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella lettura, come nella vita, mi piace scoprire ci\u00f2 che non conosco ancora, e cos\u00ec mi oriento spesso verso autori di paesi a me ignoti, o verso temi dei quali non sono abbastanza consapevole. Talvolta prendo delle cantonate solenni, ma il pi\u00f9 delle volte resto molto soddisfatto delle mie scelte. L&#8217;ultima bella sorpresa in ordine di tempo \u00e8 stato il romanzo della scrittrice libica Najwa Bin Shatwan, I recinti degli schiavi, pubblicato da Atmosphere Libri con la traduzione di Federica Pistono. 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