{"id":5512,"date":"2024-04-06T01:26:00","date_gmt":"2024-04-05T23:26:00","guid":{"rendered":"https:\/\/pappeceblog.it\/?p=5512"},"modified":"2024-03-23T11:11:41","modified_gmt":"2024-03-23T10:11:41","slug":"ruanda-viaggio-in-memoria-del-genocidio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2024\/04\/06\/ruanda-viaggio-in-memoria-del-genocidio\/","title":{"rendered":"Ruanda: viaggio in memoria delle vittime del genocidio"},"content":{"rendered":"\n<p>Il 7 aprile di 30 anni fa cominciava il <strong>genocidio<\/strong> del Ruanda, che comport\u00f2 lo sterminio di centinaia di migliaia di abitanti della popolazione <strong>tutsi<\/strong> e di diverse migliaia di <strong>hutu<\/strong> moderati. Non c&#8217;erano i social allora, seguivamo tutto tramite giornali e televisione e cercavamo di capire l&#8217;incomprensibile, volevamo una spiegazione al fatto che fratelli uccidessero degli altri fratelli, vicini di casa perseguitassero altri vicini, insegnanti ammazzassero i loro studenti. Giurai a me stesso che, un giorno, sarei andato a visitare questo martoriato paese, e cos\u00ec feci nel 2019, in occasione del venticinquesimo anniversario di questa tragedia.<\/p>\n\n\n\n<p>Stavo preparando il mio ennesimo (lo so, vi ho raccontato solo del secondo, finora) viaggio in Uganda con il mio amico Jack, e gli chiesi di abbozzarmi un tour del Ruanda, cosa che Jack fece in men che non si dica. Atterrai a <strong>Kigali<\/strong>, Jack mi aspettava all&#8217;aeroporto e insieme facemmo un rapido giro della citt\u00e0. Mi impression\u00f2 la pulizia e la mancanza di caos, tutto sembrava perfetto. Le strade erano eleganti, si respirava ricchezza, i ristoranti e gli hotel, compreso il mio, erano di alto livello. Jack mi lasci\u00f2 in albergo e io andai a mangiare in un ristorante nella stessa strada dell&#8217;hotel. Mi accorsi di una cosa buffa, che avrei potuto constatare durante tutto il viaggio: nel nostro dialogare in inglese, molti abitanti invertivano la pronuncia di \u201c<em>r<\/em>\u201d e \u201c<em>l<\/em>\u201d. Pensavo si trattasse di una mia impressione, ma poi la sera, in albergo, leggendo la guida, trovai conferma di questa particolarit\u00e0. Mi accorsi anche che la vita era molto cara, i prezzi dei ristoranti e degli alberghi erano paragonabili a quelli delle capitali europee pi\u00f9 chic.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/kigali-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5515\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/kigali-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/kigali-300x225.jpg 300w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/kigali-768x576.jpg 768w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/kigali-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/kigali-480x360.jpg 480w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/kigali.jpg 1836w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Per questo viaggio mi ero preparato molto in anticipo leggendo tantissimo, non solo sul genocidio. Illuminanti per me erano state le letture dei saggi <em>Desideriamo informarla che domani verremo uccisi con le nostre famiglie<\/em> di Philip Gourevitch, e <em>Oggi disegneremo la morte<\/em> di Wojciech Tochman, oltre che diversi romanzi. Avevo imparato che non \u00e8 educato chiedere del genocidio, delle famiglie di origine, domande considerate troppo personali, eppure sentivo il desiderio di sapere, di scoprire di pi\u00f9, di provare, almeno parzialmente, a capire. Cos\u00ec cominciai a chiacchierare con il giovane ragazzo della reception. Non gli feci domande dirette, ma iniziai a raccontargli dello scopo del mio viaggio, e lui automaticamente si apr\u00ec. Era nato proprio nei giorni del genocidio, ma in Burundi, dove la sua famiglia, di appartenenza tutsi, si era rifugiata. La famiglia tutta torn\u00f2 in Ruanda diversi anni dopo. Mi raccont\u00f2 che, nonostante la calma apparente, la vita quotidiana era veramente singolare, perch\u00e9 le persone, che erano tornate a vivere nelle stesse abitazioni di prima del genocidio, si incontravano regolarmente, e cos\u00ec i parenti delle vittime incrociavano gli assassini tutti i giorni.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/donata-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5516\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/donata-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/donata-300x225.jpg 300w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/donata-768x576.jpg 768w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/donata-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/donata-480x360.jpg 480w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/donata.jpg 1836w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>La mattina dopo, come prima cosa, andammo a visitare il <a href=\"https:\/\/kgm.rw\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Kigali Genocide Memorial<\/a>. Jack ci era gi\u00e0 stato, naturalmente, io mai. L&#8217;emozione fu forte e anche adesso, cinque anni dopo, non trovo parole adeguate a descrivere quello che provai. Posso consigliare di navigare sul sito internet ed effettuare un tour virtuale del luogo e provare a immaginare le mie sensazioni. Non posso dimenticare per\u00f2 le testimonianze dei sopravvissuti, e i loro messaggi presenti nel giardino del memoriale. Donata, 11 anni: <em>\u201cA volte mi sento tristissima perch\u00e9 non riesco a immaginare come sar\u00e0 la mia vita. Non rivedr\u00f2 mai pi\u00f9 i miei genitori, eppure vedr\u00f2 i loro assassini, e i figli dei loro assassini, per il resto della mia vita. Non riesco a sopportare questo pensiero\u201d<\/em>. Bernard, 16 anni: <em>\u201cNon ho fotografie dei miei genitori. Non ho trovato alcun souvenir dei miei genitori o dei miei fratelli e sorelle. Mi piacciono la pallavolo e i film, queste due cose mi danno coraggio. Mi piace anche leggere autobiografie di persone che hanno sofferto molto. Sono una consolazione per me. La preghiera \u00e8 anche molto importante\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/bernard-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5517\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/bernard-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/bernard-300x225.jpg 300w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/bernard-768x576.jpg 768w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/bernard-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/bernard-480x360.jpg 480w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/bernard.jpg 1836w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Durante tutto il viaggio, lungo la strada si trovavano memoriali, piccoli o grandi, che di volta in volta visitavamo. Il mio obiettivo finale era per\u00f2 il memoriale di<a href=\"https:\/\/genocidearchiverwanda.org.rw\/index.php\/Murambi_Memorial?fbclid=IwAR38aEjapdhPrRmDMK3RP_RWCWQ0bGHNBRUfKhkDq76dAZvOIE8kQCbcxX8\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> <strong>Murambi<\/strong><\/a>, nel distretto di Gikongoro, nel sud del Paese. Questo museo del genocidio \u00e8 ospitato in una scuola, per una ragione molto semplice: quando i massacri cominciarono, i tutsi della zona cercarono rifugio in chiesa, ma il vescovo e il sindaco tesero loro una trappola, conducendoli nella vicina scuola tecnica, con la scusa che le truppe francesi li avrebbero protetti meglio. Il 16 aprile, circa 65000 tutsi si erano recati nei pressi di quella scuola. Una volta l\u00ec, furono lasciati senza cibo n\u00e8 acqua. I soldati francesi scomparvero e, quando i tutsi si furono indeboliti abbastanza, vennero attaccati e uccisi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/murambistoria-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5519\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/murambistoria-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/murambistoria-300x225.jpg 300w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/murambistoria-768x576.jpg 768w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/murambistoria-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/murambistoria-480x360.jpg 480w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/murambistoria.jpg 1836w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>All&#8217;ingresso del museo vi era una donna vecchia, minuta, che, sorridendo, venne ad abbracciarmi. Non sapevo chi fosse, ma mi ricordava mia nonna Carmen che, a causa delle sue dimensioni ridotte, io chiamavo nonna Carmeletta. Fu naturale per me ricambiare l&#8217;abbraccio, mi venne spontaneo stringerla fortissimo. Scoprii che era una dei pochissimi sopravvisuti (mi pare fossero 34 in totale) al genocidio di Murambi, e si guadagnava da vivere facendo le pulizie nel museo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/murambi-1-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5524\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/murambi-1-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/murambi-1-300x225.jpg 300w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/murambi-1-768x576.jpg 768w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/murambi-1-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/murambi-1-480x360.jpg 480w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/murambi-1.jpg 1836w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>La particolarit\u00e0 del memoriale di Murambi era la presenza di cadaveri mummificati ed esposti in apposite sale, cos\u00ec come le ossa di tutti i tipi, appartenute a persone sepolte nelle fosse comuni e poi riesumate. Visitai cos\u00ec, assieme ad altri due turisti e nel silenzio pi\u00f9 assoluto, la sala delle ossa delle gambe, quella delle ossa delle braccia, e poi la sala forse pi\u00f9 impressionante, quella dei teschi. Alcuni crani avevano ancora i capelli&#8230; C&#8217;erano ossa di neonati, di bambini, di persone anziane&#8230;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/21aprile-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5520\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/21aprile-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/21aprile-300x225.jpg 300w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/21aprile-768x576.jpg 768w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/21aprile-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/21aprile-480x360.jpg 480w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/21aprile.jpg 1836w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Il 21 aprile di ogni anno si commemorano le vittime di Murambi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Ruanda \u00e8, ovviamente, molto di pi\u00f9 del genocidio del 1994. E&#8217; un Paese meraviglioso e moderno; quando lo visitai, il suo parlamento era uno dei pochissimi al mondo a maggioranza femminile. Vi racconter\u00f2 del suo volto luminoso la prossima volta.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/inlovingmemory-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5521\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/inlovingmemory-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/inlovingmemory-300x225.jpg 300w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/inlovingmemory-768x576.jpg 768w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/inlovingmemory-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/inlovingmemory-480x360.jpg 480w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/inlovingmemory.jpg 1836w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 7 aprile di 30 anni fa cominciava il genocidio del Ruanda, che comport\u00f2 lo sterminio di centinaia di migliaia di abitanti della popolazione tutsi e di diverse migliaia di hutu moderati. Non c&#8217;erano i social allora, seguivamo tutto tramite giornali e televisione e cercavamo di capire l&#8217;incomprensibile, volevamo una spiegazione al fatto che fratelli uccidessero degli altri fratelli, vicini di casa perseguitassero altri vicini, insegnanti ammazzassero i loro studenti. Giurai a me stesso che, un giorno, sarei andato a visitare questo martoriato paese, e cos\u00ec feci nel 2019, in occasione del venticinquesimo anniversario di questa tragedia. 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