{"id":5548,"date":"2024-05-10T06:34:00","date_gmt":"2024-05-10T04:34:00","guid":{"rendered":"https:\/\/pappeceblog.it\/?p=5548"},"modified":"2024-05-10T20:37:28","modified_gmt":"2024-05-10T18:37:28","slug":"hijra-un-giovane-alla-ricerca-della-sua-identita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2024\/05\/10\/hijra-un-giovane-alla-ricerca-della-sua-identita\/","title":{"rendered":"Hijra: un giovane alla ricerca della sua identit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p>Faccio spesso fatica a trovare, tra i narratori italiani contemporanei, coloro i quali cercano di scrivere un romanzo sociale, un romanzo che descriva la societ\u00e0 in cui viviamo. Fa eccezione l&#8217;ultima mia lettura, <strong>Hijra<\/strong>, pubblicata da Fandango, che offre una boccata d&#8217;aria fresca nel panorama letterario italiano.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;autore, al suo primo romanzo, \u00e8 Saif ur Rehman Taja, nato nel 1994 a Rawalpindi (Pakistan) e l\u00ec vissuto fino all&#8217;et\u00e0 di undici anni, quando si trasfer\u00ec a Belluno. Dall&#8217;et\u00e0 di vent&#8217;anni vive a Bologna, dove si \u00e8 laureato in Scienze pedagogiche. Attualmente sta svolgendo un dottorato di ricerca presso l&#8217;universit\u00e0 di Siena. I suoi ambiti di ricerca riguardano principalmente la multiculturalit\u00e0 e la <em>\u201cCritical Race Theory\u201d<\/em>, con un focus sulle dinamiche di potere e sulle pratiche di razzializzazione come strumento della classe dominante (principalmente europea) per mantenere lo status quo della bianchezza.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;editore presenta il libro con le seguenti parole: <em>Per Saif c\u2019\u00e8 un prima e un dopo, il prima \u00e8 l\u2019infanzia a Rawalpindi, insieme ad Amma Shakeela, sua mamma, i due fratelli minori e la grande famiglia del nonno materno, tutti dentro la stessa casa con il cortile scoperto da cui entra la pioggia e si vede il cielo, con la ritualit\u00e0 delle spezie e il cibo in comune, come anche i problemi; un dopo solitario a undici anni, quando Amma raggiunge Abba Shabbir, suo padre, in Italia, con i figli minori.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il dopo sono i due anni di attesa prima di raggiungerli, esposto ai pericoli per il suo essere non conforme, perch\u00e9 Saif ama ballare, ama cucinare, ama pettinare i capelli delle cugine, tutte attivit\u00e0 per \u201cfemmine\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ma il dopo \u00e8 anche l\u2019Italia, il ricongiungimento con i genitori a Belluno, accerchiato dalle montagne, lontano dagli odori conosciuti e dagli amici, sommerso dalla neve e dal pregiudizio che per la sua pelle e la sua cultura tutti gli cuciono addosso.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Quando torna in Pakistan, lo accolgono come il nipote italiano, che non pu\u00f2 rappresentare le tradizioni familiari. Entrambi i paesi prendono le distanze da lui poich\u00e9 non \u00e8 \u201cpuro\u201d. Troppo pakistano per gli italiani, troppo italiano per i pakistani, un apolide involontario, senza un paese che lo accolga e senza una famiglia che lo riconosca, perch\u00e9 Saif \u00e8 omosessuale, o come dice il padre, un hijra, un mezzo uomo da virilizzare a forza di botte.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Come si conquista il diritto a definirsi in autonomia quando tutto ci\u00f2 che ti riguarda sono etichette di altri?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Come si disegna l\u2019identit\u00e0 all\u2019interno di un universo oppositivo?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Un ragazzo in bilico tra due culture, ostaggio di un doppio pregiudizio, determinato a decidere da s\u00e9 sui propri desideri, sulla propria identit\u00e0 e sulla propria appartenenza.<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"512\" height=\"640\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/HIJRA.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5549\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/HIJRA.jpg 512w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/HIJRA-240x300.jpg 240w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/HIJRA-480x600.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Non so se questo libro sia al 100% l&#8217;autobiografia dell&#8217;autore e, detto francamente, non \u00e8 neppure importante saperlo. So per\u00f2 che questo libro racconta l&#8217;Italia di oggi, ma anche quella di ieri. Pi\u00f9 di una volta, leggendo le avventure\/disavventure del protagonista, mi sono reso conto che la sua storia di migrazione aveva dei punti in comune con la mia. E non sto parlando del mio trasferimento in Svizzera sedici anni fa, ma del mio migrare nel nord Italia ventisei anni fa. <em>\u201cSe Filippo ruba una caramella, la ruba lui e basta. Se la rubo io, la rubiamo noi pakistani, tutti. Se Filippo fa una cazzata \u00e8 una ragazzata, mentre io, che sono pakistano, sono cos\u00ec di natura: un ladro. Io non sono pi\u00f9 io, sono l&#8217;ambasciatore del mio paese\u201d<\/em>. Se spostiamo indietro nel tempo questa descrizione, e se sostituiamo le parole Pakistan\/pakistano con Napoli\/napoletano, l&#8217;autore sta descrivendo la mia esperienza di migrazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Altro tema importante del libro \u00e8 l&#8217;omosessualit\u00e0 del protagonista, e la difficolt\u00e0 dei genitori ad accettare questa condizione. <em>\u201cA me piacciono i ragazzi. Ne sono consapevole. E mi va benissimo. Consapevolezza e accettazione. La distanza fra questi due momenti, per me, probabilmente non esiste. Oppure \u00e8 stata cos\u00ec breve che non me ne sono accorto\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Commette un errore chi legge questo libro pensando che si tratti di narrativa LGBT. Si tratta anche di questo, ma nel romanzo c&#8217;\u00e8 molto di pi\u00f9. E&#8217; un romanzo sull&#8217;identit\u00e0 che, come molti delle giovani generazioni hanno gi\u00e0 capito, vuol dire molteplicit\u00e0, intersezionalit\u00e0. Noi tutti siamo tante cose allo stesso tempo. E, come dice il protagonista, <em>il futuro appartiene ai meticci, ai bastardi<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Faccio spesso fatica a trovare, tra i narratori italiani contemporanei, coloro i quali cercano di scrivere un romanzo sociale, un romanzo che descriva la societ\u00e0 in cui viviamo. Fa eccezione l&#8217;ultima mia lettura, Hijra, pubblicata da Fandango, che offre una boccata d&#8217;aria fresca nel panorama letterario italiano. L&#8217;autore, al suo primo romanzo, \u00e8 Saif ur Rehman Taja, nato nel 1994 a Rawalpindi (Pakistan) e l\u00ec vissuto fino all&#8217;et\u00e0 di undici anni, quando si trasfer\u00ec a Belluno. Dall&#8217;et\u00e0 di vent&#8217;anni vive a Bologna, dove si \u00e8 laureato in Scienze pedagogiche. 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