{"id":5581,"date":"2024-06-26T17:52:00","date_gmt":"2024-06-26T15:52:00","guid":{"rendered":"https:\/\/pappeceblog.it\/?p=5581"},"modified":"2024-06-24T08:52:41","modified_gmt":"2024-06-24T06:52:41","slug":"cartoline-di-napoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2024\/06\/26\/cartoline-di-napoli\/","title":{"rendered":"Cartoline di Napoli"},"content":{"rendered":"\n\n\n<p>Tra poco compir\u00f2 cinquantadue anni, la met\u00e0 dei quali trascorsi lontano da Napoli. Nonostante la mia citt\u00e0 scorra sempre dentro le mie vene, amata di un amore che mi porta ad analizzarne ogni suo aspetto, e sovente a criticarla, mi chiedo spesso se io abbia ancora il diritto di definirmi Napoletano, vivendo da tanto cos\u00ec lontano da Partenope.<\/p>\n\n\n\n<p>E ogni volta che torno, i miei occhi sono quelli del turista o quelli del cittadino? Non ho le risposte a queste domande, che mi sono tornate insistentemente in mente durante la mia ultima visita, ad aprile, accompagnato da due cari amici svizzeri, Bruno Thomann e Peter Gautschi, alla loro prima esperienza partenopea. Resteremo solo cinque giorni, e voglio cercare di far scoprire ai miei amici quanto pi\u00f9 \u00e8 possibile, sebbene il tempo sia sicuramente limitato. Abbiamo scelto di partire con il primo aereo da Zurigo, alle 7 del mattino, per avere tutta la giornata a disposizione. Alle 8.30 atterriamo, il tempo di sbarcare e subito arrivano le valige, un&#8217;efficienza che vuole competere con quella di Zurigo. Vengono a prenderci all&#8217;aeroporto i miei cugini Daniela e Massimiliano, che ci invitano a colazione nel <strong>bar pasticceria Napolitano<\/strong> a piazza Poderico. Ci raggiunge anche mia cugina Maria Rosaria, e facciamo subito assaggiare a Bruno e Peter alcune delizie napoletane, le sfogliatelle, sia in versione riccia che frolla. Io invece mi fiondo su una graffa, in onore delle colazioni di tanto tempo fa. Si chiacchiera come se non ci si vedesse dal giorno prima, come avviene sempre tra di noi, da cinquant&#8217;anni&#8230; Ma \u00e8 ora di andare, Massimiliano e Daniela ci accompagnano al Bed &amp; Breakfast dove alloggeremo; si tratta di <strong><a href=\"https:\/\/www.booking.com\/hotel\/it\/lo-specchio-dei-papiri.it.html?aid=311091&amp;label=lo-specchio-dei-papiri-3ZezFjY250o97pEo_P_niwS275235266084%3Apl%3Ata%3Ap1%3Ap2%3Aac%3Aap%3Aneg%3Afi%3Atiaud-2007851544456%3Akwd-320221589981%3Alp9186520%3Ali%3Adec%3Adm%3Appccp%3DUmFuZG9tSVYkc2RlIyh9YfOICo1LOVmeuYVqWZ9hhAQ&amp;sid=ec5682d88c763f518f9426ad65add403&amp;dest_id=-122902;dest_type=city;dist=0;group_adults=2;group_children=0;hapos=1;hpos=1;no_rooms=1;req_adults=2;req_children=0;room1=A%2CA;sb_price_type=total;sr_order=popularity;srepoch=1719211355;srpvid=d36b2f282b680042;type=total;ucfs=1&amp;\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Lo specchio dei papiri<\/a><\/strong>, in Via Santa Chiara. Ci vado dal 2020, da quando non ho pi\u00f9 casa nella mia citt\u00e0. Mi accoglie Marianna, perfetta padrona di casa, e nei giorni successivi incontreremo i suoi genitori, che ormai mi sono familiari e mi mettono a mio agio. L&#8217;ospitalit\u00e0 \u00e8 perfetta, le colazioni abbondanti, io addirittura riesco a mangiare cibi senza lattosio, non solo confezionati, ma anche quelli preparati da Marianna, che mi coccola. Oltre a tutto ci\u00f2, il B&amp;B si trova in una posizione strategica, appena dietro la chiesa di Santa Chiara. Tutto \u00e8 centrale, tutto \u00e8 vicino, possiamo immergerci subito in quest&#8217;avventura napoletana. Peter ama fare fotografie ed \u00e8 bravissimo, le fa sia a colori che in bianco e nero. Durante il viaggio riuscir\u00e0 a catturare particolari di una Napoli nascosta, che sono sotto gli occhi di tutti ma che nessuno vede, abbagliati dalla bellezza pi\u00f9 evidente della citt\u00e0. A proposito, tutte le foto che arricchiscono questo articolo sono le sue.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"764\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Napoli1-764x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5583\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Napoli1-764x1024.jpg 764w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Napoli1-224x300.jpg 224w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Napoli1-768x1029.jpg 768w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Napoli1-480x643.jpg 480w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Napoli1.jpg 943w\" sizes=\"(max-width: 764px) 100vw, 764px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>La pioggia ci sorprende all&#8217;inizio del nostro cammino, e cos\u00ec partiamo dalla visita delle chiese di piazza del Ges\u00f9, Santa Chiara e il Ges\u00f9 nuovo. Sono affollatissime, immagino a causa del maltempo. Mi render\u00f2 conto poco dopo, quando il sole torner\u00e0 a splendere, che non \u00e8 cos\u00ec. Napoli \u00e8 affollatissima, ci sono turisti ovunque, si fa fatica a camminare, non solo nei vicoli e nelle stradine strette, ma anche in via Toledo, quella che io ho sempre chiamato via Roma. Tra uno spuntino e l&#8217;altro arriviamo in Galleria, e poi in piazza del Plebiscito. Non pu\u00f2 mancare il primo (per gli amici) sguardo al panorama. In galleria, vedo Bruno soffermarsi sulle vetrine che espongono cravatte; mi dice che vorrebbe comprarne una, e allora suggerisco di andare da <strong><a href=\"https:\/\/www.emarinella.eu\/it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Marinella<\/a><\/strong>, cosa c&#8217;\u00e8 di pi\u00f9 napoletano di una delle sue cravatte? Ed eccoci allora ad attraversare via Chiaia, piazza dei Martiri,via Calabritto, fino ad arrivare nel piccolo negozio, che \u00e8 l\u00ec dal 1914. Ci accolgono con il consueto calore, e Bruno comincia a destreggiarsi tra le infinite variet\u00e0 di cravatte. Racconto che conservo ancora la mia prima cravatta di Marinella, regalo di mia madre ai tempi della laurea, quasi trent&#8217;anni fa. La indosso ancora nelle occasioni importanti, come portafortuna, sebbene col tempo abbia acquistato altre tre cravatte Marinella. Mentre Bruno sceglie, decido che quattro cravatte Marinella nel mio armadio sono poche, e cos\u00ec ne compro una quinta. Torniamo al B&amp;B a piedi, a riposare un pochino perch\u00e9 siamo sfiniti, non senza esser prima passati per i quartieri spagnoli, a visitare il \u201csantuario\u201d di Maradona. L\u00ec i napoletani sono pochissimi, ma la folla di turisti, italiani e stranieri, \u00e8 infinita. La sera siamo pronti per andare a cena da Daniela e continuare le nostre chiacchiere. Bruno e Peter hanno cos\u00ec l&#8217;occasione di conoscere mio nipote Francesco.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"765\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Napoli2-765x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5584\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Napoli2-765x1024.jpg 765w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Napoli2-224x300.jpg 224w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Napoli2-768x1029.jpg 768w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Napoli2-480x643.jpg 480w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Napoli2.jpg 943w\" sizes=\"(max-width: 765px) 100vw, 765px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Il giorno dopo, domenica, il sole splende. Cogliamo l&#8217;occasione per salire al <strong>Vomero<\/strong> e ammirare Napoli dall&#8217;alto. Prendiamo la funicolare di Montesanto, alla <strong>Pignasecca<\/strong>. Ne approfitto per spiegare a Peter e Bruno il significato di una canzone che conoscono bene, <strong>Funcul\u00ec funicul\u00e0<\/strong>. Visitiamo Castel Sant&#8217;Elmo, che vuol dire trovarsi in paradiso pur restando sulla terra. Il maestoso <strong>Vesuvio<\/strong> e le tre isole affascinano i miei amici; i <strong>Campi flegrei<\/strong>, la mia terra, mi commuovono.Torniamo a piedi nella citt\u00e0 bassa, cos\u00ec Peter e Bruno possono rendersi conto di come cambi la citt\u00e0 man mano che si scende, di come alla ricchezza si sostituisca la povert\u00e0. Rientriamo in Pignasecca, e da l\u00ec andiamo a <strong>piazza Dante<\/strong>, e poi in via dei <strong>Tribunali<\/strong>, fino a visitare il chiostro di <strong>San Gregorio armeno<\/strong>. Un po&#8217; di riposo nel B&amp;B, e poi di sera siamo di nuovo al Vomero, invitati dai cugini Cristano e Maria Luisa alla hamburgheria <strong><a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/chemacellohamburgheria\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Che macello!<\/a><\/strong> Assieme a noi ci sono, oltre a Daniela e Massimiliano, anche Maria Rosaria ed Enzo, suo marito. Da Che macello! Ho avuto l&#8217;occasione di gustare le polpette come le cucinava mia mamma, sia fritte che al rag\u00f9.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"766\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Napoli3-766x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5585\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Napoli3-766x1024.jpg 766w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Napoli3-225x300.jpg 225w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Napoli3-768x1026.jpg 768w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Napoli3-480x641.jpg 480w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Napoli3.jpg 943w\" sizes=\"(max-width: 766px) 100vw, 766px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Il luned\u00ec non \u00e8 una giornata turistica per me, ma il momento di andare al cimitero, a \u201cfar visita\u201d a mia madre e ai miei nonni. E&#8217; sempre stato un momento importante e immancabile in tutti i miei viaggi a Napoli, ma \u00e8 diventato ancora pi\u00f9 intenso da quando non ho pi\u00f9 casa. Avevo proposto a Bruno e Peter di separarci e di ritrovarci il pomeriggio, ma non hanno accettato, preferiscono venire con me. E&#8217; un bel segno di amicizia, che apprezzo non poco. Per arrivare al cimitero di Cappella, frazione del comune di Bacoli. Dobbiamo prendere un treno, la <strong>Cumana<\/strong>, scendere al capolinea, Torregaveta, e poi andare a piedi. La Cumana \u00e8 il treno che collegava casa mia al centro di Napoli, l&#8217;ho preso per anni e, ai tempi dell&#8217;universit\u00e0, tutti i giorni. La Cumana \u00e8 parte della storia della mia famiglia materna, gli Improta. Prima ferrovia extraurbana d&#8217;Italia, a inizio del &#8216;900 il mio bisnonno Pasquale divenne il capostazione della stazione di Torregaveta, e cos\u00ec la famiglia, con mio nonno Mario piccolissimo, si trasfer\u00ec nella zona flegrea. Mio nonno Mario non segu\u00ec le orme di suo padre, ma il fratello Luigi, per me zio Gino, s\u00ec, e cos\u00ec gli Improta non hanno pi\u00f9 abbandonato i Campi Flegrei. Per questa ragione, oltre che napoletano, io sono flegreo. All&#8217;arrivo, affretto il passo lasciando i miei amici dietro di me, e mi precipito al molo di Torregaveta. Non riesco a descrivere le sensazioni che provo, sento solo che sono tornato a casa. Al molo, diversi pescatori attendono pigramente che i pesci abbocchino all&#8217;amo. Bruno e Peter mi raggiungono, ci dirigiamo pian piano verso il cimitero; mentre mi trovo di nuovo nei pressi della stazione, sento chiamare il mio nome: \u00e8 Rosaria, amica di famiglia, vicina di casa dei nonni, figlia di una delle migliori amiche di mamma. Non la vedo da anni, eppure il tempo sembra essersi fermato; ci aggiorniamo sulle nostre vite, ma \u00e8 come se ci fossimo lasciati ieri. L&#8217;abbraccio di saluto contiene tutto l&#8217;amore per la mia famiglia. All&#8217;arrivo al cimitero ci aspetta Edoardo, amico di scuola che \u00e8 poi diventato amico oltre la scuola, nel senso che la maturit\u00e0 ci ha avvicinato di pi\u00f9, rendendo la nostra amicizia solida nonostante la distanza. Edoardo ha perso la mamma poco tempo fa, \u00e8 qui anche lui per un saluto alla sua famiglia, e cos\u00ec ci muoviamo, di tomba in tomba, per rendere omaggio alle nostre radici, perch\u00e9 non dimentichiamo mai quello che siamo stati. Peter e Bruno ci seguono in silenzio.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"763\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Napoli4-763x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5586\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Napoli4-763x1024.jpg 763w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Napoli4-224x300.jpg 224w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Napoli4-768x1030.jpg 768w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Napoli4-480x644.jpg 480w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Napoli4.jpg 943w\" sizes=\"(max-width: 763px) 100vw, 763px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Finita la visita, decidiamo di far ammirare agli amici svizzeri un pezzettino delle meraviglie della zona flegrea, ma prima ci fermiamo presso l&#8217; autoconcessionaria Schiano, non lontano dal cimitero. No, non voglio comprare un&#8217;auto nuova, ma voglio semplicemente salutare Rosanna, amica di scuola che non incontro da tanti anni. Gli altri mi aspettano in macchina, ma Rosanna li fa scendere e offre un caff\u00e9 a tutti; Bruno e Peter sono colpiti dall&#8217;atmofera di affetto che si crea ogni volta che incontro qualcuno. Salutata Rosanna, \u00e8 tempo di dedicarci a <strong>Monte di Procida<\/strong> e ai suoi panorami fantastici. Il cielo \u00e8 grigio, clima ventoso, non la Napoli da cartolina, ma luce perfetta per le fotografie di Peter. Il golfo \u00e8 ai nostri piedi. Dopo la via Panoramica, ci spostiamo ad Acquamorta, ci fermiamo in un bar per rifocillarci, ma anche per parlare, per raccontarci, o semplicemente per respirare l&#8217;odore del mare. Dopo la sosta, riprendiamo il giro in macchina e mostro a Peter e Bruno Cuma, il luogo dove son cresciuto. Lo faccio da lontano, non \u00e8 questo il momento di vedere cosa \u00e8 diventata quella che era casa mia. Ci fermiamo per\u00f2 al <strong>Fusaro<\/strong>, dove mia madre e mia nonna hanno insegnato, dal 1940 (mia nonna) al 2004 (mia mamma), per una visita al parco e per ammirare la <strong>casina vanvitelliana<\/strong>, costruita su un isolotto al centro del lago Fusaro. Cosa normale per noi, ma alquanto speciale per turisti come i miei amici.<\/p>\n\n\n\n<p>Si \u00e8 fatta ora di rientrare, riprendiamo la Cumana. Per cena ho prenotato in un ristorante in centro, a Pizza Dante. E&#8217; un ristorante di cucina tradizionale, <a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/ristoranteal53\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u201c<strong>Al 53<\/strong>\u201d<\/a> che ogni tanto frequentavo con mia madre. Io mi fiondo sulla parmigiana di melanzane e sulla frittata di maccheroni, gli amici si concentrano su qualcosa di pi\u00f9 classico.<\/p>\n\n\n\n<p>Il marted\u00ec decidiamo di separarci, naturalmente non prima di aver fatto colazione. Peter ritorna al Vomero, per arricchire le sue fotografie, mentre Bruno e io torniamo al <strong>Duomo<\/strong> per ammirare la collezione di gioielli del <strong>Tesoro di San Gennaro<\/strong>. Passiamo per l&#8217;universit\u00e0, a <strong>via Mezzocannone<\/strong>, in particolare al numero 4, dove c&#8217;era il dipartimento di Chimica, e poi non posso non salire il famoso <strong>\u201cscalone della Minerva\u201d<\/strong>, in cima al quale troneggia la dea della sapienza. A destra della dea c&#8217;\u00e8 ancora l&#8217;aula C1, che ai tempi era l&#8217;aula di chimica, dove ho seguito i corsi del primo anno e dove, soprattutto, mi sono laureato. L&#8217;aula C1 \u00e8 vuota ma nell&#8217;aula a sinistra della statua, un tempo aula di fisica, chiamata F1, e poi di giurisprudenza, chiamata aula dell&#8217;ottagono a causa della sua forma, c&#8217;\u00e8 una lezione di statistica in corso. Chiedo ai ragazzi l\u00ec presenti cosa studino, e scopro cos\u00ec che ora quelle aule sono frequentate dagli allievi del corso di laurea in Psicologia. Bruno avverte che quest&#8217;universit\u00e0 deve essere importante. Gli spiego che, oltre a essere una delle universit\u00e0 pi\u00f9 antiche, la <strong>\u201cFederico II\u201d<\/strong> \u00e8 l&#8217;universit\u00e0 statale pi\u00f9 antica del mondo, e proprio quest&#8217;anno compie ottocento anni. Nel pomeriggio ci riuniamo, per andare a passeggiare sul lungomare, dal momento che finalmente splende il sole. La villa comunale, via Caracciolo, Castel dell&#8217;Ovo e Borgo Marinari sono i luoghi della nostra visita. Per la cena abbiamo scelto un altro luogo tipico, l&#8217;osteria <strong><a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/osteriailgobbetto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il gobetto<\/a><\/strong> in via Sergente Maggiore, ai quartieri spagnoli, dove, tra le altre cose, mi abboffo di alici fritte.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"788\" height=\"525\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Napoli5.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5587\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Napoli5.jpg 788w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Napoli5-300x200.jpg 300w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Napoli5-768x512.jpg 768w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Napoli5-720x480.jpg 720w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Napoli5-480x320.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 788px) 100vw, 788px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Il mercoled\u00ec, nostro ultimo giorno, ne approfittiamo per rivedere i luoghi che gi\u00e0 abbiamo visitato, magari con troppa fretta. Il momento pi\u00f9 importante della mattinata \u00e8 per me l&#8217;incontro con mia cugina Pia, la nipote di zio Gino, il capostazione di cui vi ho raccontato prima. Pia lavora all&#8217;Ospedale Pellegrini, nel quartiere <strong>Pignasecca<\/strong>, e cos\u00ec ci incontriamo di mattina presto, prima che prenda sevizio, per fare colazione insieme. Lei \u00e8 la cugina, ramo Improta, a cui sono pi\u00f9 legato. Pochi minuti prima del nostro arrivo scoppia un violento temporale, e cos\u00ec quando ci incontriamo siamo entrambi bagnati fradici, ma un buon caff\u00e8 da Scaturchio alla Pignasecca ci ricarica.<\/p>\n\n\n\n<p>A proposito di Scaturchio, non manco di far conoscere la pasticceria di <strong>piazza San Domenico Maggiore<\/strong> a Bruno e Peter.. Ci tengo soprattutto a fargli assaggiare i \u201cministeriali\u201d, questi fantastici medaglioni di cioccolato ripieni di ricotta e ruhm, che sono la dimostrazione che, in quanto a cioccolata (includiamoci anche la cioccolateria Gay Odin), Napoli non \u00e8 inferiore alla Svizzera. Per cena, Bruno e Peter decidono di invitare i cugini Nappa in pizzeria. Cristiano e Maria Luisa purtroppo non possono esserci, ma ci sono Maria Rosaria, Enzo, Massimiliano e Daniela. Andiamo da Di Matteo, in via dei Tribunali, per l&#8217;ultima cena in famiglia.<\/p>\n\n\n\n<p>Gioved\u00ec mattina arriva l&#8217;ora di rientrare; \u00e8 festa in Italia \u00e8 il 25 aprile, la mia festa preferita. Massimiliano e Daniela ci accompagnano all&#8217;aeroporto. Mentre cerco di combattere il dolore della partenza con un arancino, un crocch\u00e9 e una zeppola, mi rendo conto di non aver risolto il mio dilemma: dopo tanti anni fuori, sono ancora napoletano o sono diventato un semplice turista? Non lo so, non so rispondere. Voi che ne pensate?<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra poco compir\u00f2 cinquantadue anni, la met\u00e0 dei quali trascorsi lontano da Napoli. Nonostante la mia citt\u00e0 scorra sempre dentro le mie vene, amata di un amore che mi porta ad analizzarne ogni suo aspetto, e sovente a criticarla, mi chiedo spesso se io abbia ancora il diritto di definirmi Napoletano, vivendo da tanto cos\u00ec lontano da Partenope. E ogni volta che torno, i miei occhi sono quelli del turista o quelli del cittadino? 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