{"id":6002,"date":"2025-08-29T11:06:05","date_gmt":"2025-08-29T09:06:05","guid":{"rendered":"https:\/\/pappeceblog.it\/?p=6002"},"modified":"2025-08-23T11:25:59","modified_gmt":"2025-08-23T09:25:59","slug":"gospodinov-la-morte-e-la-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2025\/08\/29\/gospodinov-la-morte-e-la-vita\/","title":{"rendered":"Gospodinov, la morte&#8230; E la vita"},"content":{"rendered":"\n<p>Ci sono libri che compro a scatola chiusa, perch\u00e9 mi basta leggere il nome dell\u2019autore per avere garanzie sulla qualit\u00e0 dell\u2019opera. E\u2019 il caso, per esempio, di Georgi Gospodinov, presente in maniera assidua tra le pagine di Pappece blog. Cos\u00ec, qualche settimana fa, ho comprato il suo ultimo scritto, pubblicato come di consueto da <a href=\"https:\/\/www.voland.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Voland<\/a> con la traduzione di Giuseppe Dell\u2019Agata, senza nemmeno sapere di cosa si trattasse.<\/p>\n\n\n\n<p>Sto parlando di <strong>Il giardiniere e la morte,<\/strong> e il contenuto mi \u00e8 stato chiaro fin dalla prima riga: <em>Mio padre era giardiniere, ora \u00e8 giardino<\/em>. L\u2019autore parte dalla malattia, con conseguente morte, del padre, per una serie di riflessioni sulla morte e, naturalmente, sulla vita. All\u2019inizio sono rimasto spiazzato, ma mi \u00e8 bastata la lettura di un solo paragrafo per farmi sintonizzare sulla lunghezza d\u2019onda dell\u2019autore bulgaro. Del resto, le sue emozioni, sono state, e per la maggior parte sono tuttora, anche le mie. Ho la fortuna di avere mio padre ancora in vita, ma ho perso mia madre (troppo) presto.&nbsp;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"536\" height=\"758\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Il-giardiniere.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6004\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Il-giardiniere.jpg 536w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Il-giardiniere-212x300.jpg 212w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Il-giardiniere-480x679.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 536px) 100vw, 536px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Leggendo le pagine del libro, trovavo le mie emozioni espresse in parole, come io mai avrei saputo fare. Trovavo, nonostante tutto il dolore e i momenti di depressione, un messaggio di speranza, un messaggio di amore per la vita. Qualche esempio? Eccoli qua:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>Di cosa parliamo quando parliamo della morte? Di chi se ne \u00e8 andato o di noi? Dell\u2019assenza stessa? Ci manca al punto da riempire ogni minuto libero con questa assenza.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Di cosa parliamo quando parliamo della morte? Della vita ovviamente, di tutta la sua incantevole fugacit\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ho letto questo libro a piccole dosi, e non perch\u00e8 fossi sopraffatto dal dolore, ma perch\u00e9 avevo bisogno di lentezza; avevo bisogno di assaporare ogni singola parola del testo. Ogni volta che leggo Gospodinov mi convinco sempre di pi\u00f9 che questo autore vincer\u00e0 il Premio Nobel. Forse non sar\u00e0 quest\u2019anno, ma presto lo vincer\u00e0. Scommettiamo che ho ragione?<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p> \u00a0<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono libri che compro a scatola chiusa, perch\u00e9 mi basta leggere il nome dell\u2019autore per avere garanzie sulla qualit\u00e0 dell\u2019opera. E\u2019 il caso, per esempio, di Georgi Gospodinov, presente in maniera assidua tra le pagine di Pappece blog. Cos\u00ec, qualche settimana fa, ho comprato il suo ultimo scritto, pubblicato come di consueto da Voland con la traduzione di Giuseppe Dell\u2019Agata, senza nemmeno sapere di cosa si trattasse. Sto parlando di Il giardiniere e la morte, e il contenuto mi \u00e8 stato chiaro fin dalla prima riga: Mio padre era giardiniere, ora \u00e8 giardino. 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