{"id":6089,"date":"2025-11-01T05:08:00","date_gmt":"2025-11-01T04:08:00","guid":{"rendered":"https:\/\/pappeceblog.it\/?p=6089"},"modified":"2025-10-26T11:08:40","modified_gmt":"2025-10-26T10:08:40","slug":"sono-stato-in-galera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2025\/11\/01\/sono-stato-in-galera\/","title":{"rendered":"Sono stato in galera"},"content":{"rendered":"\n<p>L&#8217;altro giorno ho vissuto un&#8217;esperienza singolare: sono stato <a href=\"https:\/\/www.ingalera.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">in galera<\/a>. No, non mi hanno incarcerato, ma sono semplicemente andato, con la mia cara amica Laura, in un ristorante che ha questo nome. La struttura si trova all&#8217;interno del carcere di Bollate, e si tratta di un ristorante gourmet.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"577\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/noi-577x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6090\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/noi-577x1024.jpg 577w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/noi-169x300.jpg 169w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/noi-768x1364.jpg 768w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/noi-865x1536.jpg 865w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/noi-480x853.jpg 480w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/noi.jpg 1153w\" sizes=\"(max-width: 577px) 100vw, 577px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Al nostro arrivo ci annunciamo alla portineria del carcere, che comunica la nostra presenza al ristorante. Viene a prenderci un giovane uomo in giacca e cravatta, <em>E.<\/em>, che si presenta come \u201cdelinquente\u201d e ci scorta fino in sala. E&#8217; gioviale, non smette mai di scherzare; durante il tragitto incrociamo un poliziotto che sta per cominciare il turno e il nostro accompagnatore gli chiede se ci sono delle celle libere, per farci provare l&#8217;ebrezza di una notte in carcere. Li tranquillizzo dicendo che la nostra curiosit\u00e0 non si spinge a tanto. Entrati nel locale, veniamo accolti dal direttore di sala, dalla sua assistente e da due camerieri, che ci accompagnano a un tavolo da due. Il tavolo accanto al nostro \u00e8 occupato da una coppia di signori anziani, con i quali converseremo durante il pranzo. Alle pareti ci sono le locandine di film che hanno come tema il carcere, da <em>Le ali della libert\u00e0<\/em> a <em>Fuga da Alcatraz<\/em>, da <em>Il miglio verde<\/em> a <em>Cesare deve morire<\/em>. Il servizio \u00e8 veloce e professionale, il cibo \u00e8 di ottima qualit\u00e0: Laura mangia risotto con zucca e marroni, lombata di vitello con patate viola e passion fruit, e per finire un tortino con cuore di cioccolato caldo; io mangio paccheri con moscardini e basilico, filetto di ombrina al pepe rosa e miele di tarassaco, e per finire uno strudel con gelato. Tra una portata e l&#8217;altra, chiediamo al direttore di raccontarci un po&#8217; la storia del locale, anche se naturalmente sappiamo gi\u00e0 diverse cose, avendo letto le informazioni sul sito. Il ristorante nasce nel 2015, con l&#8217;obiettivo di eliminare lo stigma che la societ\u00e0 imprime a chi ha trascorso una parte della propria vita in carcere. Prima del carcere era nato, gi\u00e0 nel 2004, un servizio di catering. Il personale, in sala e in cucina, \u00e8 composto per la maggior parte da detenuti, che hanno un regolare contratto di lavoro; alcuni di loro, che stanno scontando un residuo di pena, la sera tornano a casa, gli altri tornano in cella. Grazie a questa, e ad altre iniziative, solo il 16% degli ex detenuti del carcere di Bollate, una volta libero, riprende a commettere reati, mentre la media italiana \u00e8 del 70%.In galera \u00e8 il primo ristorante al mondo gestito da detenuti. Ascolta la storia del ristorante anche la coppia seduta al tavolo accanto, e cos\u00ec ci mettiamo a chiacchierare. Anche per loro \u00e8 la prima volta, sono venuti su consiglio della figlia. Il ristorante si \u00e8, nel frattempo, se non proprio riempito, almeno popolato. Mi colpisce in particolare un gruppo di signore che occupa il tavolo dietro il nostro: sono tutte vestite in maniera estremamente elegante.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"577\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Copertina-1-577x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6092\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Copertina-1-577x1024.jpg 577w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Copertina-1-169x300.jpg 169w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Copertina-1-768x1364.jpg 768w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Copertina-1-865x1536.jpg 865w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Copertina-1-480x853.jpg 480w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Copertina-1.jpg 1153w\" sizes=\"(max-width: 577px) 100vw, 577px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>A fine pranzo, ci raggiunge lo chef per chiederci come abbiamo mangiato. Gli facciamo i complimenti, meritatissimi, e io gli chiedo se sono disponibili dei menu per bambini. Mi dice che non ci sono problemi, ci si organizza al momento della prenotazione. A un cameriere Laura chiede con che frequenza viene cambiato il menu, e cos\u00ec scopriamo che c&#8217;\u00e8 un menu diverso ogni tre mesi.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"577\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/9D65A6A3-5A2C-452B-8D09-8BD82383B7FC-577x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6094\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/9D65A6A3-5A2C-452B-8D09-8BD82383B7FC-577x1024.jpg 577w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/9D65A6A3-5A2C-452B-8D09-8BD82383B7FC-169x300.jpg 169w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/9D65A6A3-5A2C-452B-8D09-8BD82383B7FC-768x1364.jpg 768w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/9D65A6A3-5A2C-452B-8D09-8BD82383B7FC-865x1536.jpg 865w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/9D65A6A3-5A2C-452B-8D09-8BD82383B7FC-480x853.jpg 480w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/9D65A6A3-5A2C-452B-8D09-8BD82383B7FC.jpg 1153w\" sizes=\"(max-width: 577px) 100vw, 577px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Dopo un doveroso caff\u00e8, paghiamo e salutiamo. Ci salutano tutti cordialmente e ci invitano a tornare. <em>E.<\/em> ci scorta verso l&#8217;uscita. Gli chiediamo una foto insieme, <em>E.<\/em> accetta con entusiasmo. A una domanda di Laura (non ricordo pi\u00f9 quale fosse) si fa serio e ci dice che, tra i detenuti, Bollate \u00e8 considerato un hotel a 5 stelle, proprio per le tante iniziative che aiutano a reinserirsi nel tessuto sociale una volta liberi. Mentre usciamo, entra una signora in auto, <em>E.<\/em> la ferma: \u00e8 <strong>Silvia Polleri<\/strong>, l&#8217;ideatrice dell&#8217;iniziativa. <em>E.<\/em> ci presenta e spiega che \u00e8 la nostra prima volta, allora Silvia ci chiede come ci siamo trovati e ci invita a tornare. Torneremo, promesso.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"577\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/D0E7120A-880E-4592-9325-125811EF7741-577x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6095\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/D0E7120A-880E-4592-9325-125811EF7741-577x1024.jpg 577w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/D0E7120A-880E-4592-9325-125811EF7741-169x300.jpg 169w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/D0E7120A-880E-4592-9325-125811EF7741-768x1364.jpg 768w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/D0E7120A-880E-4592-9325-125811EF7741-865x1536.jpg 865w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/D0E7120A-880E-4592-9325-125811EF7741-480x853.jpg 480w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/D0E7120A-880E-4592-9325-125811EF7741.jpg 1153w\" sizes=\"(max-width: 577px) 100vw, 577px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Perch\u00e9 ho scritto questo articolo? Di certo non per consigliarvi un nuovo ristorante dove, peraltro, si mangia veramente bene. L&#8217;ho scritto perch\u00e9 credo fermamente nel valore rieducativo del carcere, e voglio, nel mio piccolo, far conoscere questa iniziativa a chi mi legge. Da cittadino che crede nelle istituzioni, auspico che realt\u00e0 come questa si moltiplichino e divengano la norma, perch\u00e9 se \u00e8 giusto pagare per i crimini commessi, \u00e8 doverso offrire opportunit\u00e0 di riscatto. Chiedo a chi vive a Milano e dintorni di andare, almeno una volta a mangiare <strong>In galera<\/strong>. Se volete ci andiamo insieme.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"577\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/F2D5CAAC-991B-4070-B777-D23AF7346C96-577x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6096\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/F2D5CAAC-991B-4070-B777-D23AF7346C96-577x1024.jpg 577w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/F2D5CAAC-991B-4070-B777-D23AF7346C96-169x300.jpg 169w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/F2D5CAAC-991B-4070-B777-D23AF7346C96-768x1364.jpg 768w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/F2D5CAAC-991B-4070-B777-D23AF7346C96-865x1536.jpg 865w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/F2D5CAAC-991B-4070-B777-D23AF7346C96-480x853.jpg 480w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/F2D5CAAC-991B-4070-B777-D23AF7346C96.jpg 1153w\" sizes=\"(max-width: 577px) 100vw, 577px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;altro giorno ho vissuto un&#8217;esperienza singolare: sono stato in galera. 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