{"id":6099,"date":"2025-11-07T01:59:00","date_gmt":"2025-11-07T00:59:00","guid":{"rendered":"https:\/\/pappeceblog.it\/?p=6099"},"modified":"2025-11-02T11:00:17","modified_gmt":"2025-11-02T10:00:17","slug":"letture-per-la-palestina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2025\/11\/07\/letture-per-la-palestina\/","title":{"rendered":"Letture per la Palestina"},"content":{"rendered":"\n<p><em> <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Su questo blog non ho scritto un parola sul conflitto israelo-palestinese, e nemmeno sul genocidio (chi non ama questa parola legga l&#8217;uccisione di centinaia di migliaia di persone) del popolo palestinese. Non ho scritto nulla non perch\u00e9 non interessato al tema, ma semplicemente perch\u00e8 non ho mai trovato le parole. Ho per\u00f2 letto molto, e forse il modo migliore di contribuire \u00e8 quello di proporvi tre dei libri che mi hanno molto colpito. Scelgo tre libri pubblicati da case editrici di piccola e media grandezza, che per forza di cose non trovano, sui mass-media, la risonanza che meriterebbero.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"536\" height=\"825\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Lessico.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6101\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Lessico.jpg 536w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Lessico-195x300.jpg 195w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Lessico-480x739.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 536px) 100vw, 536px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>La mia prima proposta, pubblicata dalla casa editrice <em><a href=\"https:\/\/lepluralieditrice.net\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Le plurali<\/a>,<\/em> \u00e8 <strong>Lessico palestinese<\/strong>, dell&#8217;autrice italo-palestinese <em><strong>Alba Nablusi<\/strong><\/em>. Il testo, che gode della prefazione di <em>Francesca Albanese<\/em>, ha un sottotitolo molto esplicativo: <em>anatomia del genocidio a Gaza in dieci parole<\/em>. Le dieci parole chiave sono: narrazione, mutilazione, velo, stupro, identit\u00e0, pulizia etnica, urbicidio, disturbo mentale, fame e maternit\u00e0. La scrittrice, intrecciando fatti storici, fonti giornalistiche, biografia personale e storia della sua famiglia, ci conduce in questo viaggio per farci scoprire il popolo palestinese attraverso le lotte e le sofferenze quotidiane. Da segnalare il capitolo sul velo, una delle riflessioni pi\u00f9 intelligenti che abbia mai letto.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"536\" height=\"804\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Hanno-ucciso.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6102\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Hanno-ucciso.jpg 536w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Hanno-ucciso-200x300.jpg 200w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Hanno-ucciso-480x720.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 536px) 100vw, 536px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>La seconda proposta \u00e8 <strong>Hanno ucciso habibi<\/strong>, della giornalista e regista <em><strong>Shrouq Aila<\/strong><\/em>, pubblicato da <em><a href=\"https:\/\/wetlandsbooks.com\/it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Wetlands<\/a><\/em> con la traduzione di <em>Nadia Nadotti<\/em>. Questo libricino, attraverso la storia personale di Shrouq, giovane madre a cui hanno ucciso il marito, un altro giornalista, racconta la lotta per la sopravvivenza a Gaza e mette in evidenza lo stato di particolare vulnerabilit\u00e0 dei giornalisti palestinesi, presi di mira dal governo israeliano che non vuole che si racconti ci\u00f2 che accade. Fonti dell&#8217;ONU rivelano che, a fine agosto 2025, il numero di giornalisti uccisi era di almeno 247; giornalisti che sono gli occhi e le orecchie del mondo e che avrebbero dovuto essere protetti. Il \u201cdiario\u201d della Aila alterna, come \u00e8 logico, momenti di sconforto e depressione a momenti di speranza, e mostra, quasi senza volerlo, la straordinaria resilienza del popolo palestinese. Un episodio minore mi commuove, perch\u00e9 identico a ci\u00f2 che lessi in occasione di un&#8217;altra guerra, quella della ex Yugoslavia: la mancanza di cioccolata. Il libro \u00e8 arricchito dalla postfazione di <em>Maaza Mengiste<\/em>.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"536\" height=\"794\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Il-loro-grido.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6103\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Il-loro-grido.jpg 536w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Il-loro-grido-203x300.jpg 203w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Il-loro-grido-480x711.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 536px) 100vw, 536px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>L&#8217;ultima proposta \u00e8 una raccolta di poesie publicata da <em><a href=\"https:\/\/fazieditore.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fazi<\/a><\/em>, <strong>Il loro grido \u00e8 la mia voce<\/strong>, che ha l&#8217;eloquente sottotitolo di <em>Poesie da Gaza<\/em>. La raccolta contiene le grida di dolore e di speranza dei poeti palestinesi, alcuni dei quali nel frattempo morti sotto le bombe. Il libro si avvale della prefazione del professor <em>Ilan Papp\u00e9<\/em>, storico e professore israeliano, critico con il governo di Israele , e dei contributi di <em>Chris Hedges<\/em>, scrittore e reporter americano, vincitore del premio Pulitzer, e della scrittrice e poetessa palestinese-americana <em>Susan Abulhawa<\/em>, nota in Europa soprattutto per il suo romanzo d&#8217;esordio, <em>Ogni mattina a Jenin<\/em>. E&#8217; difficile, se non impossibile, per me, commentare un libro di poesie. Il modo migliore per onorare questo libro \u00e8 regalarvi alcuni versi della poesia di Refaat Alareer, ucciso da un raid mirato dell&#8217;esercito israeliano il 6 dicembre 2023.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Se dovessi morire,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>tu devi vivere<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>per raccontare<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>la mia storia<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>per vendere le mie cose<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>per comprare un po\u2019 di carta<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>e qualche filo,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>per farne un aquilone<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>(fallo bianco con una lunga coda)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>cosicch\u00e9 un bambino,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>da qualche parte a Gaza,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>guardando il cielo<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>negli occhi<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>in attesa di suo padre che<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>se ne and\u00f2 in una fiamma<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>senza dare l\u2019addio a nessuno<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>nemmeno alla sua stessa carne<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>nemmeno a se stesso<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>veda l\u2019aquilone, il mio<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>aquilone che tu hai fatto,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>volare l\u00e0 sopra<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>e pensi per un momento<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>che un angelo sia l\u00ec<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>a riportare amore.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Se dovessi morire,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>fa che porti speranza<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>fa che sia un racconto!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Su questo blog non ho scritto un parola sul conflitto israelo-palestinese, e nemmeno sul genocidio (chi non ama questa parola legga l&#8217;uccisione di centinaia di migliaia di persone) del popolo palestinese. Non ho scritto nulla non perch\u00e9 non interessato al tema, ma semplicemente perch\u00e8 non ho mai trovato le parole. Ho per\u00f2 letto molto, e forse il modo migliore di contribuire \u00e8 quello di proporvi tre dei libri che mi hanno molto colpito. Scelgo tre libri pubblicati da case editrici di piccola e media grandezza, che per forza di cose non trovano, sui mass-media, la risonanza che meriterebbero. La mia<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":6105,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"rank_math_lock_modified_date":false,"footnotes":""},"categories":[16],"tags":[1018],"coauthors":[69],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6099"}],"collection":[{"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6099"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6099\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6104,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6099\/revisions\/6104"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6105"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6099"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6099"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6099"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/coauthors?post=6099"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}