{"id":6139,"date":"2025-12-30T19:12:35","date_gmt":"2025-12-30T18:12:35","guid":{"rendered":"https:\/\/pappeceblog.it\/?p=6139"},"modified":"2026-01-01T19:42:31","modified_gmt":"2026-01-01T18:42:31","slug":"tutti-i-natale-della-mia-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2025\/12\/30\/tutti-i-natale-della-mia-vita\/","title":{"rendered":"Tutti i Natale della mia vita"},"content":{"rendered":"\n<p>E&#8217; appena passato Natale, trascorso in assoluta serenit\u00e0 con la mia famiglia, a Monza. A noi si \u00e8 aggiunto un amico<em>\u201dsvizzero\u201d<\/em>, non in termini di nazionalit\u00e0 ma di residenza, che per una serie di circostanze era rimasto da solo e ha accettato di raggiungerci. E&#8217; stata una tre giorni in cui, senza stress, abbiamo cucinato e mangiato di tutto, abbiamo conversato amabilmente in italiano, in inglese, in napoletano, abbiamo semplicemente dedicato del tempo a noi stessi.<\/p>\n\n\n\n<p>Durante uno di questi momenti di relax, mi \u00e8 capitato di pensare ai Natali passati e di come, inevitabilmente, le situazioni, le condizioni, le aspettative, siano cambiate e cambino. Da piccolissimo aspettavo l&#8217;arrivo di Babbo Natale, quindi bisognava andare a letto presto. Poi l&#8217;organizzazione cambi\u00f2 e si festeggiava con la famiglia allaragata: oltre alle nonne, entrambe rimaste vedove prematuramente, si festeggiava con gli zii Anna e Nanni e le loro famiglie. L&#8217;organizzazione era sempre la stessa: le feste di Natale si trascorrevano a casa nostra, a Cuma, e quelle di capodanno a casa di zio Nanni, a Napoli, perch\u00e9 le mie cugine, pi\u00f9 grandi di me, dopo la mezzanotte andavano al veglione.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Natale2-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6140\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Natale2-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Natale2-300x225.jpg 300w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Natale2-768x576.jpg 768w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Natale2-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Natale2-480x360.jpg 480w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Natale2.jpg 1836w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Leggermente diversi furono i Natali dell&#8217;adolescenza: trascorrevamo la vigilia da soli (io, mio fratello, mio padre, mia madre e, per diversi anni, anche mia nonna). Dopo cena avveniva lo scambio di regali: ognuno di noi aveva comprato un regalo per tutti gli altri componenti della famiglia. I regali venivano depositati sotto l&#8217;albero non appena comprati, ricoperti con dei fogli di giornale per nasconderne il contenuto e camuffarne la forma. Ognuno doveva indovinare il regalo ricevuto. Dopo lo scambio di regali, giocavamo a carte, a scala 40 o a scopone, per ore, fino a quando il sonno prendeva il sopravvento. La sera del 25, poi, si andava a teatro&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Arrivarono poi gli anni della lontananza, cominciati nel <strong>1998<\/strong> con il mio trasferimento a Pisa. Anni in cui si trascorreva il 23 dicembre, se non addirittura il 24, in viaggio, per poi assaporare il piacere del ritorno. Il 26 dicembre veniva da me la mia carissima amica Francesca, mancata prematuramente nel 2010, con il marito Giuseppe. Ci ritagliavamo un po&#8217; di tempo tutto per noi per aggiornarci, e ovviamente anche per scambiarci i regali. Buffo fu l&#8217;anno in cui ci regalammo lo stesso regalo, un romanzo di Elena Ferrante, <em>\u201cLa figlia oscura\u201d<\/em>. Ma il regalo pi\u00f9 bello che mi fece Francesca, in uno degli ultimi Santo Stefano trascorsi insieme, fu un pullover, dal colore particolare: rosa antico. Quel pullover \u00e8 ancora con me, e mi tiene ancora caldo, perch\u00e8 produce il calore dell&#8217;amicizia. E&#8217; vecchissimo e consumato, ormai posso indossarlo solo in casa, quando nessuno mi vede, eppure \u00e8 sempre con me, nel mio armadio, e mi segue di trasloco in trasloco.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo Natale lontano da Napoli fu quello del <strong>2004<\/strong>. Avevo cambiato lavoro a dicembre, tornando in Lombardia dopo una parentesi di tre anni a Nettuno. Avevo trovato, come alloggio di fortuna, un bilocale arredato a Vedano al Lambro. Non avevo ferie, non sarei potuto tornare a casa, e cos\u00ec vennero i miei da me. In 4 in un bilocale, due in camera da letto e due su un divano letto vecchio di cento anni, ma fu bellissimo lo stesso.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"767\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Natale1-767x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6141\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Natale1-767x1024.jpg 767w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Natale1-225x300.jpg 225w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Natale1-768x1025.jpg 768w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Natale1-1151x1536.jpg 1151w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Natale1-480x640.jpg 480w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Natale1.jpg 1376w\" sizes=\"(max-width: 767px) 100vw, 767px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Indimenticabile, per tanti motivi, fu il Natale <strong>2009<\/strong>. Avevo il biglietto aereo per tornare il 23 dicembre, ma qualche giorno prima mia madre ebbe una reazione allergica alla chemio, e cominci\u00f2 a star male. Cercai di anticipare la partenza, ma non riuscii a trovare posto. Sar\u00f2 sempre grato al caro collega Armando, e a tutta la sua famiglia, che mi offrirono un passaggio in auto, da Zurigo a Santa Maria Capua Vetere, permettendomi cos\u00ec di essere vicino a mia madre gi\u00e0 prima di Natale. Indimenticabile fu anche quel capodanno, l&#8217;ultimo di mia madre con noi. Dopo il cenone, mia madre and\u00f2 a letto, non solo perch\u00e9 malata, ma anche perch\u00e9, in generale, non amava quella ricorrenza (come me, del resto). Noi passammo il resto della serata a giocare a carte. A mezzanotte, allo scoppio dei primi petardi, mia madre si alz\u00f2 dal letto e venne a brindare con noi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Natale <strong>2009<\/strong> fu l&#8217;ultimo trascorso a Napoli. Con l&#8217;assenza di mia madre, mancata nel marzo <strong>2010<\/strong>, mi sembr\u00f2 necessario tentare di costruire nuovi equilibri, e cos\u00ec il <strong>2010<\/strong> fu il primo Natale svizzero, a Horgen. Mi raggiunsero mio padre e mio fratello, io cercai di cucinare i piatti della tradizione di famiglia, anche se, da allora, cambiai, per ovvi motivi, il tipo di pesce. La cena del 24 fu dura, triste, nonostante tutti i miei sforzi ma poi, col passare delle ore, l&#8217;atmosfera si rasseren\u00f2. A Santo Stefano, andammo tutti all&#8217;<strong>Opernhaus<\/strong> per <em>Le nozze di Figaro<\/em>. Da allora, per tutti gli anni che avrei trascorso in Svizzera, inaugurai una nuova tradizione: a Santo Stefano, o a Capodanno, si andava all&#8217;opera. Vedemmo cos\u00ec balletti, come il<em> Lago dei cigni<\/em>, ma anche opere come <em>Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk<\/em> o <em>Sweeny Todd<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>I due Natali successivi mio fratello non era con noi, si era appena sposato e trascorreva le feste con i suoceri, raggiungendoci per capodanno. Allora vennero in visita i miei zii Anna e Aldo e mia cugina Lorella. Negli anni successivi, quando mio fratello e mia cognata venivano a Natale, altri amici, come la mia amica di sempre Rosaria (e la sua famiglia) venivano a trascorrere il capodanno sotto la neve.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;organizzazione cambi\u00f2 di nuovo nel <strong>2016<\/strong>, con la nascita di mia nipoteSofia. Da allora Natale sempre a Monza, e a Horgen per capodanno, fino al capodanno <strong>2024<\/strong>, il mio ultimo svizzero.<\/p>\n\n\n\n<p>Tanti anni, tanta vita passata, tante organizzazioni diverse, ma con un comun denominatore: l&#8217;affetto delle persone care, non importa dove, non importa come.<\/p>\n\n\n\n<p>E tu, che ricordi hai dei Natali passati?<\/p>\n\n\n\n<p>A proposito, buon anno!<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; appena passato Natale, trascorso in assoluta serenit\u00e0 con la mia famiglia, a Monza. A noi si \u00e8 aggiunto un amico\u201dsvizzero\u201d, non in termini di nazionalit\u00e0 ma di residenza, che per una serie di circostanze era rimasto da solo e ha accettato di raggiungerci. 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