{"id":6173,"date":"2026-02-11T19:53:48","date_gmt":"2026-02-11T18:53:48","guid":{"rendered":"https:\/\/pappeceblog.it\/?p=6173"},"modified":"2026-02-11T19:53:50","modified_gmt":"2026-02-11T18:53:50","slug":"nella-carne-di-david","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2026\/02\/11\/nella-carne-di-david\/","title":{"rendered":"Nella carne di David"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>David Szalay<\/strong>, ungherese nato a Montreal, cresciuto tra l&#8217;Europa e il Nord America, e che attualmente vive a Vienna, sta finalmente ottenendo il successo che uno scrittore della sua qualit\u00e0 merita, grazie al romanzo <em>Flesh<\/em>, pubblicato in italiano da Adelphi con il titolo di <strong>Nella carne<\/strong> (chiss\u00e0 perch\u00e9 la traduttrice, Anna Rusconi, ha sentito il bisogno di aggiungere \u201cnella\u201d nel titolo), vincitore dell&#8217;ultimo Booker Prize.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">L&#8217;editore presenta il romanzo con le seguenti parole: <em>\u201c\u00c8 un cerchio perfetto la vita di Istv\u00e1n, che si dipana in un\u2019alternanza di successi e disfatte sullo sfondo della storia europea degli ultimi quarant\u2019anni. Dall\u2019Ungheria a Londra e ritorno, dal crollo della Cortina di ferro alla pandemia, passando per la seconda guerra del Golfo e l\u2019ingresso nell\u2019Unione Europea dei Paesi dell\u2019ex blocco sovietico, la sua \u00e8 la parabola di un uomo in bal\u00eca di forze che non \u00e8 in grado di controllare: non solo quelle all\u2019opera sullo scacchiere politico del Vecchio Continente, che lo manovrano come un fantoccio, ma anche quelle \u2013 istintive \u2013 che ne governano la carne, spesso imprimendo svolte decisive alla sua esistenza. Tutto \u2013 i traumi e i lutti, i traguardi raggiunti e le potenziali soddisfazioni \u2013 lo lascia ugualmente impassibile, pronto a fronteggiare ogni accadimento, dal pi\u00f9 fortunato al pi\u00f9 tragico, con l\u2019arma del suo laconico: \u00abOkay\u00bb. E forse \u00e8 davvero questa l\u2019unica ricetta per attraversare incolumi il tempo che ci \u00e8 concesso in sorte: solcarlo senza illusioni, abbandonandosi alla corrente. Con questo romanzo David Szalay ci consegna un personaggio insieme magnetico e respingente, un discendente ideale della stirpe di Barry Lyndon e Meursault \u2013 e si conferma uno dei pi\u00f9 singolari e ironici cantori del nostro acuto smarrimento\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"651\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Nella-carne-651x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6175\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Nella-carne-651x1024.jpg 651w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Nella-carne-191x300.jpg 191w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Nella-carne-768x1207.jpg 768w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Nella-carne-977x1536.jpg 977w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Nella-carne-480x755.jpg 480w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Nella-carne.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 651px) 100vw, 651px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Scritto in terza persona, per creare il giusto distacco tra autore e testo, la scrittura di Szalay coinvolge il lettore in maniera calma ma tenace, fino a farlo partecipare direttamente alla vita di Istv\u00e0n. Almeno questo \u00e8 quello che \u00e8 capitato a me. Leggevo un capitolo, mi fermavo, riflettevo su quanto letto, ripercorrevo il mio vissuto a quell&#8217;et\u00e0, e poi riprendevo la lettura, perch\u00e9 non riuscivo a staccarmi dalla vita del protagonista. Allo stesso tempo riuscivo ad apprezzare lo stile di scrittura di Szalay, a me gi\u00e0 noto, ma che, come un buon vino, migliora di anno in anno, di libro in libro.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono felice del successo e della popolarit\u00e0 che sta incontrando Szalay in Italia, perch\u00e9 finalmente vedo riconosciuto dai pi\u00f9 quello che io gli avevo riconosciuto anni fa quando nel 2018 lessi il suo primo libro di racconti, <em><strong>Tutto quello che \u00e8 un uomo<\/strong><\/em>, 9 ritratti di uomini di tutte le et\u00e0, fotografati in un momento di particolare fragilit\u00e0. La smentita del pregiudizio diffuso che <em>\u201cgli uomini sono tutti uguali\u201d<\/em>. Quella scrittura essenziale, senza commenti, quasi giornalistica che, allo stesso tempo, con precisione chirurgica, mi colpiva dritto al cuore, mi fece innamorare dello scrittore ungherese. Tutti questi pregi li ritrovai nella raccolta di racconti successiva, <em><strong>Turbolenza<\/strong><\/em>, in cui l&#8217;autore fotografa 12 uomini e donne in uno stato di turbolenza emotiva, per gestire la quale c&#8217;\u00e8 bisogno di allontanarsi, di prendere un aereo e andare via.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche nel suo primo romanzo, <em><strong>Primavera<\/strong><\/em>, che ho letto per ultimo, trovandolo perci\u00f2 un po&#8217; acerbo rispetto alle scritture successive, sono gi\u00e0 ben evidenti i pregi di Szalay; su racconta dell&#8217;incontro di due giovani, James e Katherine, e dei loro alti e bassi, nella Londra degli anni duemila. Con le loro discese e risalite, non troppo dissimili rispetto a quelle di Istv\u00e0n, i protagonisti diventano, loro malgrado, lo specchio di un&#8217;intera generazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma, per me Szalay \u00e8 immenso, leggetelo!<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>David Szalay, ungherese nato a Montreal, cresciuto tra l&#8217;Europa e il Nord America, e che attualmente vive a Vienna, sta finalmente ottenendo il successo che uno scrittore della sua qualit\u00e0 merita, grazie al romanzo Flesh, pubblicato in italiano da Adelphi con il titolo di Nella carne (chiss\u00e0 perch\u00e9 la traduttrice, Anna Rusconi, ha sentito il bisogno di aggiungere \u201cnella\u201d nel titolo), vincitore dell&#8217;ultimo Booker Prize. 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