{"id":6229,"date":"2026-04-10T11:45:51","date_gmt":"2026-04-10T09:45:51","guid":{"rendered":"https:\/\/pappeceblog.it\/?p=6229"},"modified":"2026-04-04T11:46:25","modified_gmt":"2026-04-04T09:46:25","slug":"vita-appesa-a-gaza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2026\/04\/10\/vita-appesa-a-gaza\/","title":{"rendered":"Vita appesa a Gaza"},"content":{"rendered":"\n<p>Mi indigno da sempre, e negli ultimi anni pi\u00f9 che mai, della situazione in Palestina. Di tanto in tanto leggo saggi e articoli per cercare, almeno in parte, di comprendere, ma so poco o niente della narrativa palestinese.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho recentemente colmato parzialmente questa lacuna leggendo un romanzo regalatomi a Natale, <strong>Vita appesa<\/strong>, del palestinese Atef Abu Saif, pubblicato in italiano da <em><a href=\"https:\/\/www.alessandropolidoroeditore.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Polidoro<\/a><\/em> con la traduzione di Lorenzo Declich e Daniele Mascitelli. L&#8217;autore \u00e8 nato nel 1973 nel campo profughi di Jabalia, nella Striscia di Gaza. Laureatosi in lingua e letteratura inglese all&#8217;universit\u00e0 Birzeit, si \u00e8 poi perfezionato a Bradford e a Firenze. Ha insegnato Scienze politiche nelle universit\u00e0 di Gaza e, dal 2019 al 2024, \u00e8 stato ministro della Cultura in Palestina. Come scrittore, \u00e8 autore di dieci romanzi incentrati su Gaza, oltre ad aver pubblicato raccolte di racconti e testi teatrali. <strong>Vita appesa<\/strong> \u00e8 stato finalista del \u201cpremio internazionale per la narrativa araba\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;editore presenta <strong>Vita appesa<\/strong> con le seguenti parole: <em>In un campo profughi della Striscia di Gaza, la vita di Na\u2018im, tipografo che stampa i manifesti dei giovani martiri, viene spezzata da un proiettile. La sua morte segna l\u2019inizio di una storia che intreccia tragedia privata e destino collettivo: il figlio Salim, rientrato dall\u2019Italia dove lavora come ricercatore, deve fare i conti con un passato che credeva di aver lasciato alle spalle e un presente che lo reclama. Tra la fidanzata di un tempo, Giaffa, e l\u2019inattesa ricomparsa di Nataly, ex compagna ora giornalista, Salim si muove in un labirinto di affetti, lutti e scelte difficili. Attorno a lui prendono forma le vicende degli amici di sempre \u2013 chi sceglie la resistenza, chi una carriera nel grande \u00abpanificio di notizie\u00bb che \u00e8 Gaza, chi sogna l\u2019estero, chi scala le gerarchie del potere \u2013 mentre il passato riaffiora nei racconti della vecchia generazione, fatti di sconfitte e tenacia. Dal ricordo della Nakba alle Intifade, dalle serate letterarie nei caff\u00e8 alle prigioni, dai tunnel sotterranei all\u2019economia dell\u2019assedio, dalla speculazione edilizia ai movimenti di protesta civile, il romanzo ci trascina negli ingranaggi di Gaza, una \u00abmacchina della vita\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Anche se il protagonista del romanzo sembra essere, a prima lettura, Salim, il romanzo diventa, con lo scorrere delle pagine, un romanzo corale. La storia personale di ognuno diventa la storia di tutti. E&#8217; un libro dolente, senza essere vittimista, \u00e8 un libro crudo perch\u00e9, pur con un linguaggio lieve, racconta una realt\u00e0 assurda e inaccettabile. Questo romanzo non d\u00e0 risposte, ma pone tante domande, la principale delle quali \u00e8 quella che molti di noi, pur senza vivere situazioni estreme, si sono posti almeno una volta nella vita: cosa significa davvero tornare a casa? Un libro che ho dovuto interrompere pi\u00f9 volte, perch\u00e9 mi faceva male leggerlo, eppure un libro ncessario, da leggere assolutamente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi indigno da sempre, e negli ultimi anni pi\u00f9 che mai, della situazione in Palestina. Di tanto in tanto leggo saggi e articoli per cercare, almeno in parte, di comprendere, ma so poco o niente della narrativa palestinese. 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