{"id":6238,"date":"2026-04-25T06:09:00","date_gmt":"2026-04-25T04:09:00","guid":{"rendered":"https:\/\/pappeceblog.it\/?p=6238"},"modified":"2026-04-24T18:10:03","modified_gmt":"2026-04-24T16:10:03","slug":"lavorare-con-teglie-di-rabbia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2026\/04\/25\/lavorare-con-teglie-di-rabbia\/","title":{"rendered":"Lavorare con Teglie di rabbia"},"content":{"rendered":"\n<p>Seguo, da anni, con attenzione la casa editrice <a href=\"https:\/\/edizionialegre.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Alegre<\/a>. Seguo con particolare simpatia la collana \u201cWorking class\u201d, diretta da Alberto Prunetti. Ho letto tanti libri di questa collana, e alcuni li ho presentati in questo blog, quali<a href=\"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2024\/07\/05\/come-ho-ucciso-margaret-thatcher-i-ricordi-dinfanzia-di-sean\/\"> <em>Come ho ucciso Margaret Thatcher<\/em><\/a> e <em><a href=\"https:\/\/pappeceblog.it\/index.php\/2021\/11\/08\/tea-rooms-operaie-della-ristorazione\/\">Tea rooms<\/a><\/em>. \u00a0\u00a0La bellezza di questa collana \u00e8 che ci racconta la classe lavoratrice non solo italiana, ma delle pi\u00f9 diverse latitudini.<\/p>\n\n\n\n<p>Il libro che vi presento oggi arriva dalla Svezia, e\u2019 stato scritto da <em>Henrik Johansson<\/em> col titolo di <em>Raja<\/em>, e pubblicato recentemente in italiano, grazie alla traduzione di Andrea Berardini, con il titolo di <strong>Teglie di rabbia<\/strong>. L\u2019autore \u00e8 uno scrittore e critico letterario, nonch\u00e9 presidente dell\u2019Associazione degli scrittori e scrittrici Working class svedese. Cresciuto in una famiglia della classe lavoratrice svedese, da giovane ha lavorato in una panetteria industriale, e proprio da quell\u2019esperienza ha preso spunto per questo romanzo, che l\u2019editore presenta con le seguenti parole:&nbsp;<em>Raya, giovane operaia addetta ai forni di un panificio industriale, \u00e8 cresciuta in fabbrica: sua madre lavora al confezionamento, il patrigno Werner \u00e8 un caporeparto. La fabbrica per Raya \u00e8 una seconda casa, ma anche uno spazio di tensione, paura e fatica. A fianco di Raya, inquieta per l\u2019assenza dell\u2019unica altra donna del reparto, si alternano Adrian, un giovane interinale; Iv\u00e1n, un immigrato cileno, infornatore abile ma condannato alla precariet\u00e0; e Roy, veterano dell\u2019impasto, volgare e sessista, incarnazione di una cultura maschilista e cinica contro cui Raya lotta senza esitazioni.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Per sopravvivere in questa fabbrica di pane, ci sono due strade: o accettare e normalizzare favoritismi, silenzi e abusi, o provare a lottare per un lavoro degno resistendo a un sistema che, attraverso la precariet\u00e0, consuma le persone come un impasto di farina e lievito. Cos\u00ec il pane, simbolo di cura e condivisione, pu\u00f2 diventare un emblema di riscatto, perch\u00e9 \u201ccompagno\u201d \u00e8 \u2013 alla lettera \u2013 chi mangia il pane con te.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ma questa storia, che comincia come un romanzo di fabbrica, in una notte di tempesta prende rapidamente le tinte di una tragedia shakesperiana, dove il potere e il tradimento incombono e i protagonisti si trovano bloccati in un impianto, di notte, nella furia degli elementi, in una versione nordica e industriale di un giallo classico<\/em>.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"536\" height=\"860\" src=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Teglie-di-rabbia.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6239\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Teglie-di-rabbia.jpg 536w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Teglie-di-rabbia-187x300.jpg 187w, https:\/\/pappeceblog.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Teglie-di-rabbia-480x770.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 536px) 100vw, 536px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Il romanzo si svolge nel panificio in un arco ditempo che copre poco pi\u00f9 di ventiquattr\u2019ore, dal luned\u00ec alle 18 al marted\u00ec sera tardi. I protagonisti del romanzo rappresentano le diverse facce della classe lavoratrice attuale, con le sfide che debbono affrontare ogni giorno per sopravvivere, anche nella civilissima Svezia. Compaiono prepotenti temi a me cari, quali la sicurezza sul lavoro, la precariet\u00e0 del Lavoro stesso, il ruolo dei sindacati.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 un libro che mi sento di consigliare, in particolar modo oggi, 25 aprile, perch\u00e9 questo romanzo mette in luce la resistenza quotidiana della classe lavoratrice, che mai conoscer\u00e0 momenti di gloria, oltre alla necessit\u00e0 di lottare non solo per acquisire nuovi diritti, ma anche per proteggere, per tutelare, i diritti che si hanno gi\u00e0. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Seguo, da anni, con attenzione la casa editrice Alegre. Seguo con particolare simpatia la collana \u201cWorking class\u201d, diretta da Alberto Prunetti. 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