Francesco nasce 27 anni fa a Torremaggiore, paesino della provincia di Foggia; i genitori lavorano come ottici e gestiscono quest’attività proprio a Torremaggiore. Il piccolo pugliese trascorre la sua infanzia proprio a Torremaggiore, assieme ai due fratelli, di due e quattro anni maggiori. Sono anni spensierati, trascorsi a giocare all’aperto, soprattutto a calcio, con i tanti amichetti del paese. A scuola non si impegna in modo particolare, ma studia quanto basta per non avere problemi.

Finito il liceo, bisogna decidere cosa studiare all’università. Francesco comincia a pensare a fisioterapia, e studia per prepararsi ai test di ammissione all’università di Parma. Purtroppo non supera le selezioni, e allora è necessario trovare un’alternativa. Francesco si lascia attrarre dal corso di laurea in Scienze dei materiali presso l’università di Bari, per iscriversi al quale non è necessario superare alcun test di ammissione. I genitori sono perplessi; il corso di laurea infatti è impegnativo, afferisce al dipartimento di Fisica, e Francesco non ha certo brillato durante gli anni delle superiori. Il giovane però si appassiona e, nonostante qualche difficoltà iniziale con l’esame di chimica, ottiene con profitto, e in corso, la laurea di primo livello. Il ragazzo usa i mesi che lo separano dall’iscrizione alla laurea magistrale, indeciso tra Fisica particellare o Scienze dei Materiali a Milano Bicocca, per prepararsi agli esami integrativi o migliorare il suo inglese; segue infatti il consiglio dei suoi genitori e si trasferisce a Ramsgate, nel Kent, per un corso intensivo di inglese. E’ ospitato da una giovane coppia, che sta per sposarsi, e si ritrova subito coinvolto in una festa di fidanzamento in stile molto British.

Alla fine dell’estate ha deciso che vuole provare a iscriversi al corso di laurea in Ingegneria dei materiali del Politecnico di Milano, ma si rende anche conto che ha bisogno di un po’ più di tempo per irrobustire il suo inglese, perciò decide di restare altri tre mesi a Ramsgate come studente lavoratore. Cambia casa e si trasferisce da Mabel, un’anziana signora scozzese che diviene per lui come una nonna.
A gennaio 2018 arriva a Milano e comincia i corsi; l’ambiente è decisamente internazionale e pertanto la scelta di aver migliorato l’inglese si rivela da subito vincente. Francesco comincia a cercare un progetto di tesi da preparare all’estero e si informa sui programmi Erasmus. Nel fare domanda, sceglie come primo Paese la Cina, in particolare la Shanghai Jiao Tong University di Shanghai, e comincia subito a studiare cinese a Milano, di sera, dopo aver terminato la giornata all’università.
Viene preso all’università di Shanghai, e riesce a partire per la Cina nel settembre del 2019, il giorno dopo aver festeggiato il matrimonio del fratello. Incontra subito il professore con cui svolgerà la tesi, e il resto del gruppo: si sente immediatamente a casa in dipartimento, un po’ meno fuori. La cosa più difficile per il giovane pugliese è abituarsi al cibo, e non tanto per i sapori, quanto per gli odori, che sono fortemente presenti in tutta la città. Ma con il tempo ha imparato ad apprezzare anche il cibo di questo paese. Il gruppo di lavoro è costituito quasi esclusivamente da cinesi e gli unici due stranieri, Francesco e un collega, sono trattati con tutti i riguardi del caso. Anche in città sono trattati benissimo:spesso aiutati in situazioni dove conoscere il Cinese risultava fondamentale.

Durante un piccolo break dallo studio, Francesco decide di recarsi in Giappone a far visita a un’amica che aveva conosciuto in Inghilterra. Con il Paese del sol levante è colpo di fulmine, tanto che Francesco decide di cercare un lavoro lì non appena laureato, e riesce a trovare un tirocinio pagato, da cominciare subito dopo la laurea.
Come il resto del mondo, Francesco non ha fatto i conti con la pandemia, che scoppia particolarmente virulenta proprio in Cina. E’ costretto a lasciare il Paese, interrompendo la tesi. Torna a Torremaggiore, dove trascorre due settimane in quarantena, abbandonando anche l’idea di cominciare a lavorare in Giappone. La cosa più seccante è che, non avendo terminato la tesi, non può laurearsi ed è perciò costretto a trovare una tesi alternativa. E’ per terminare la tesi che arriva in Svizzera: lavorerà presso un’azienda chimica a Horgen. Trova alloggio non lontano, a Waedenswil. Il fatto che non parli tedesco non costituisce un problema, perché sia i coinquilini a Waedenswil che i colleghi a Horgen parlano inglese. Le difficoltà sono legate al costo della vita, particolarmente alto per uno studente, e alle tantissime regole, non tutte immediatamente comprensibili.
Termina il progetto a marzo 2021 e immediatamente dopo Francesco comincia un tirocinio presso l’ETH di Zurigo su i sensori. Si laurea ad Aprile alla magistrale. L’argomento del tirocinio lo appassiona tantissimo, ma ha bisogno di trovare un lavoro più stabile e meglio remunerato e perciò inoltra la sua candidatura presso tutte le aziende del territorio. Ha successo presso una multinazionale che ha uno stabilimento a Schattdorf, che sceglie Francesco per occuparsi della produzione di capsule di caffè in particolare occupandosi della parte regolatoria dei materiali a contatto con il cibo e di ricerca e sviluppo di materiali innovativi in questo settore.

Da agosto Francesco vive a Goldau, ha un lavoro che l’appassiona e dei colleghi accoglienti. Ha smesso di studiare cinese per il momento e ha cominciato a studiare il tedesco, due sere alla settimana dopo il lavoro. Dopo Inghilterra, Cina e Giappone, sta imparando a conoscere la mentalità elvetica per integrarsi anche qui e per intraprendere nuove esperienze e sfide in questo nuovo capitolo della sua vita.

Diffondiamo
Francesco, come te, è figlio del mondo perché come te ha una apertura mentale superiore ed una adattabilità che vi rende cittadini del pianeta terra e non di una sola città o paese …
Grazie Maurizio