Cara Lisetta, grazie di tutto

Mentre ero in viaggio, ho appreso con dolore della scomparsa di Elisa Rodoni Cavedon, per noi tutti Lisetta, storica proprietaria della Libreria italiana di Zurigo.

Pur essendo arrivato in Svizzera a fine 2008, scoprii la Libreria italiana soltanto nel 2011 e lì, all’interno di questo piccolo negozio situato nel Kreis 4, circondato da negozi a luci rosse, conobbi Lisetta, che in breve tempo diventò un punto di riferimento fondamentale nella mia vita di migrante. Ero consapevole da sempre di essere un migrante privilegiato: ero arrivato in Svizzera con un buon lavoro, l’azienda mi aveva aiutato a trovare casa e aveva pagato il mio trasloco, con l’obiettivo che io fossi operativo fin dal primo giorno, e mi rendevo conto che per la maggior parte degli italiani l’inserimento non era stato così facile, ma non conoscevo la storia della migrazione italiana in Svizzera; la imparai grazie ai racconti di Lisetta, ogni volta che andavo in libreria, a comprare, o a ordinare, un libro.

Cominciammo parlando di libri, discutendo dei romanzi appena pubblicati, di quanto ci avessero appassionato o deluso. Curiosando nel locale, trovai diversi libri dedicati alla migrazione italiana, come Sogni e fagotti di Gian Antonio Stella e Maria Rosaria Ostuni, ma anche Bambini proibiti, di Marina Frigerio. Il titolo era intrigante, e così chiesi lumi alla mia libraia di fiducia, venendo a scoprire il dramma dei bambini clandestini, scandalo che non avrei mai immaginato in un Paese come la Svizzera.

Bambini proibiti
Bambini proibiti

Ogni volta che andavo in libreria Lisetta mi raccontava, partendo dalla sua vita, storie di migrazione. Era nata e cresciuta in Veneto, aveva lavorato in fabbrica e poi come sindacalista, e nel 1956 era venuta, da sola, a Zurigo, in cerca di lavoro. Il lavoro lo trovò subito, in una fabbrica di Altstetten, e cominciò subito a frequentare i sindacalisti e le Colonie libere, organizzazione nata per sostenere i lavoratori giunti dall’Italia.  In una delle tante riunioni conobbe Sandro Rodoni, ticinese, che sarebbe diventato suo marito.

I coniugi Rodoni si resero presto conto della fame di cultura italiana che c’era a quel tempo; pochi erano i libri disponibili in italiano, alcuni dei quali circolavano solo clandestinamente, perché considerati troppo di sinistra. Sandro e Lisetta decisero così di fondare la Libreria italiana, che aprì i battenti nell’ottobre del 1961. Per procurarsi le pubblicazioni, i due si recarono in Italia per incontrare gli editori, e da alcuni di questi, in particolare da Giangiacomo Feltrinelli, ricevettero il sostegno necessario. Lisetta mi raccontava che c’erano tanti giovani operai interessati alla politica e che cercavano libri di saggistica, ma anche di narrativa; altri invece cercavano dei manuali,per imparare il mestiere ma anche per imparare il tedesco. Fu proprio Lisetta a consigliarmi un buon vocabolario tedesco-italiano per facilitare il mio apprendimento.   

Il momento più duro fu, secondo Lisetta, quello dei due referendum Schwarzenbach, nel 1970 e il 1974, quando, con una politica per la prima volta dichiaratamente xenofoba, gli stranieri in generale, e gli italiani in particolare, rischiarono di essere cacciati.  La storia di quel periodo è molto ben descritta nel libro di Concetto Vecchio Cacciateli!

9381538
Cacciateli!

Dai racconti che ascoltavo ho però sempre pensato che il momento più duro, nella vita personale di Lisetta, fu quando, negli anni ’90, scoprì che la sua famiglia era stata spiata per anni. Eh sì, nella civilissima Svizzera, negli anni della guerra fredda diverse migliaia di persone vennero schedate per sospette simpatie comuniste, e tra loro anche Lisetta e Sandro. Agenti di polizia, che avevano affittato una stanza di fronte alla libreria, li spiavano continuamente e annotavano ogni spostamento, ogni visita, ogni azione. Lo confesso, la cosa mi sembrava talmente assurda che pensavo Lisetta esagerasse, ma un giorno, quando la confidenza tra noi era massima, mi portò nel retrobottega e mi mostrò gli scatoloni contenti tutti i rapporti degli agenti che, una volta scoppiato lo scandalo, furono consegnati alle vittime.

Mi piaceva ascoltare i racconti di Lisetta, mi sembrava di far visita a una zia acquisita, che mi raccontava i ricordi di gioventù;  naturalmente parlavamo, e tanto, anche di libri. Dal momento che ordinavo libri non proprio famosi, Lisetta aveva preso l’abitudine di ordinarne due copie e di mettere la seconda in vetrina. Se, come spesso accadeva, restava invenduta, l’avrebbe letta lei. Quando i miei amici volevano regalarmi un libro si recavano in libreria per farsi consigliare, e Lisetta li indirizzava verso libri di mio gusto. Anche se una volta ci fu un episodio buffo: Lisetta consigliò a un’amica un libro che non aveva letto, con una copertina gialla (il mio colore preferito) e il cui titolo le ricordava me: L’uomo con il sole in tasca. La mia amica lo comprò volentieri; io fui onorato di quella scelta e mi precipitai a leggere il libro, ma presto mi resi conto dell’equivoco: il protagonista del romanzo era Berlusconi…

Con la scomparsa di Lisetta si spegne la luce di un faro per la comunità italiana in Svizzera.

LISETTA 1

Cara Lisetta, ti sia lieve la terra, e grazie di tutto.   

 

6 Comments

  1. Grazie a te ebbi la fortuna e l’onore di conoscere la Sra. Lisetta.
    Provava simpatia, rispetto e ammirazione nei tuoi confronti.
    Una bella persona. Grazie a te e buon viaggio a Lisetta.

  2. Non ho mai conosciuto questa donna, ma dal tuo articolo scritto con grande tenerezza, traspare il ritratto di una persona con la quale avrei voluto passare molto tempo a chiacchierare. Persone speciali, che regalano umanità. Grazie.

  3. Ciao Maurizio. Tu sai se l’attività della libreria continuerà? Ha perso il suo cuore pulsante, ma questo non significa che qualcun altro possa intervenire e raccoglierne l’eredità. Grazie per la tua risposta.

    Raffaella

    • Ciao Raffaella, non credo. Prima di Natale sono stati messi in vendita tutti i libri presenti nella libreria. Io purtroppo non ero presente, ero all’estero, ma mi informo e ti faccio sapere.

Lascia un commento

Your email address will not be published.