Tra gli autori del novecento che amo di più ci sono due scrittrici italiane, Lalla Romano e Natalia Ginzburg. Ho letto quasi tutta la loro produzione letteraria e oltre ad aver amato, come tutti, i loro romanzi più famosi e celebrati, quali Le parole tra noi leggere e Lessico famigliare, premiati entrambi con il Premio Strega, ho adorato anche altri titoli quali Maria, Inseparabile, La penombra che abbiamo attraversato e Caro Michele, Le piccole virtù, La strada che va in città…
Mi sono sempre rammaricato di non avere identificato, in Italia, eredi di queste due scrittrici; sono rimasto perciò piacevolmente colpito da un articolo su Robinson di qualche settimana fa, che presentava la scrittrice esordiente Carmen Verde, che ha da poco pubblicato, grazie all’editore Neri Pozza, il romanzo Una minima infelicità, come l’erede delle scrittrici da me tanto amate. Non potevo perciò non leggere il romanzo della giovane autrice e, lo dico subito, posso solo confermare ciò che aveva scritto il giornalista su Robinson: Una minima infelicità è un romanzo di qualità e la scrittura della Verde, precisissima ed essenziale, ricorda molto da vicino quella di Romano e Ginzburg.

L’editore presenta il romanzo con queste parole: Una minima infelicitàè un romanzo vertiginoso. Una nave in bottiglia che non si può smettere di ammirare. Annetta racconta la sua vita vissuta all’ombra della madre, Sofia Vivier. Bella, inquieta, elegante, Sofia si vergogna del corpo della figlia perché è scandalosamente minuto. Una petite che non cresce, che resta alta come una bambina. Chiusa nel sacrario della sua casa, Annetta fugge la rozzezza del mondo di fuori, rispetto al quale si sente inadeguata. A sua insaputa, però, il declino lavora in segreto. È l’arrivo di Clara Bigi, una domestica crudele, capace di imporle regole rigide e insensate, a introdurre il primo elemento di discontinuità nella vita familiare. Il padre, Antonio Baldini, ricco commerciante di tessuti, cede a quella donna il controllo della sua vita domestica. Clara Bigi diventa cosí il guardiano di Annetta, arrivando a sorvegliarne anche le letture. La morte improvvisa del padre è per Annetta l’approdo brusco all’età adulta. Dimentica di sé, decide di rivolgere le sue cure soltanto alla madre, fino ad accudirne la bellezza sfiorita. Allenata dal suo stesso corpo alla rinuncia, coltiva con ostinazione il suo istinto alla diminuzione. Ogni pagina di questo romanzo ci mostra cosa significhi davvero saper narrare utilizzando una lingua magnifica che ci ipnotizza, ci costringe ad arrivare all’ultima pagina, come un naufragio desiderato. Questo libro è il miracolo di una scrittrice che segna un nuovo confine nella narrativa di questi anni.
La trama potrebbe far pensare a un libro cupo, triste oltremodo, ma la scrittura sapiente di Carmen Verde evita questo pericolo, trascinando il lettore pagina dopo pagina, catturato da quest’atmosfera surreale di un paesino senza tempo. Mentre leggevo il romanzo, continuava a tornarmi in mente la parola tedesca Schadenfreude, pur consapevole che il suo significato non si applica interamente alla trama del romanzo; se infatti per Schadenfreude si intende il piacere provocato dalla sfortuna altrui, nel romanzo sembra quasi che ci sia una gioia costante per le proprie infelicità, che non sempre hanno come causa un evento scatenante, ma sono piuttosto uno stato d’animo costante.
Con questo romanzo, Carmen Verde ci ricorda una verità che spesso preferiamo tacere anche a noi stessi, ovvero che “Non è indispensabile essere felici”. Forse ha ragione Annetta quando afferma che “La vita non è meno della letteratura. Bisognerebbe studiare a scuola l’infelicità delle nostre madri”.

Una recensione (e un libro) che “chiamano”
Il libro, da quel che leggo nel tuo articolo dovrebbe essere un capolavoro, quindi non si può fare altro che leggerlo il prima possibile per verificare. Poi, l’editore Neri Pozza non si smentisce mai, pubblica sempre romanzi di grande qualità. Grazie per il consiglio letterario e complimenti per l’articolo
La felicità non esiste …. la vita è vivere, non ricerca di felicità