Trieste senza tempo in Blu temporale

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Mi piace seguire, su Facebook, i gruppi che parlano di libri. Ce ne sono di affollatissimi, ricchi di commenti sui best sellers del momento, ma ce ne sono altri più piccoli, più raccolti, dove si possono trovare spunti più interessanti, consigli su libri che sono poco pubblicizzati. Uno di questi gruppi è L’anello di Clarisse, scoperto per caso anni fa. Lo amministra Roberto Maestri, nato a Genova, che ora vive a Trieste, dopo aver vissuto a Milano e a Trento.

Roberto ha da poco pubblicato un libro,Blu temporale, edito da Le lettere scarlatte. La curiosità di conoscere di più questo amico virtuale mi ha spinto verso la lettura di questo libro, che non ha fatto altro che aumentare la mia stima nei confronti di Roberto Maestri.

blu temporale

Il libro è composto da tre racconti: “Temporanea mente”, “Un tuffo fuori stagione” e “Occhi in giardino”, che hanno in comune una protagonista importante, Trieste.

Trieste, città di frontiera, di confine è, per me, città di ponti, di unione, di possibilità, ed è proprio questo ciò che ho trovato leggendo questi racconti. In tutti i racconti i protagonisti viaggiano nel tempo, consapevolmente o inconsapevolmente. Ci sono sguardi nel passato, fino alla prima guerra mondiale, ma ci sono anche sguardi dal futuro, in cui si osserva con nostalgia il nostro tempo presente.

Blu temporale è, per me, il racconto delle possibilità, quelle concretizzate, ma anche e soprattutto quelle mancate, quelle del “cosa sarebbe accaduto se”, il tutto espresso con una scrittura accurata e gradevole. Blu temporale, una lettura che consiglio.

1 Comment

  1. Grazie. Questa recensione coglie il senso di ciò che volevo trasmettere con i miei racconti. Tre episodi che non hanno la presunzione di definire una città, Trieste, semmai di mostrarne la complessità e il fascino. Trieste è una città di accolti, dove la triestinità non si acquisisce per nascita ma per appartenenza, lo dimostrano i vari personaggi, in primo luogo gli scrittori, che l’hanno abitata. Trieste è confine, mescolanza e tradizione, una città che nel corso del Novecento ha cambiato ben cinque bandiere, fra dominanti e auspicate, ma che non ne hanno mai snaturato l’essenza, nel bene e nel male.
    Roberto Maestri.

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