Un omicidio a novembre: morte a Oxford

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E’ ormai una tradizione consolidata che io trascorra la sera di San Silvestro iniziando a leggere un libro giallo, che finirò il giorno di capodanno. Il 2024 si è concluso, e il 2025 è iniziato, con un giallo pubblicato recentemente da Sellerio, Un omicidio a novembre di Simon Mason, tradotto in italiano da Luisa Nera.

Un omicidio

L’editore presenta il libro con le seguenti parole: Il cadavere di una sconosciuta giace nello studio del Rettore, vero e proprio Sancta Sanctorum del prestigioso Barnabas Hall di Oxford. Chi sia la donna è un mistero, estremamente curata, il bel viso è deturpato da un’espressione di orrore. Altrettanto inspiegabile è come possa essere finita lì, proprio mentre si celebrava un movimentato ricevimento in onore di uno sceicco miliardario, possibile finanziatore del college. La delicatissima inchiesta viene affidata, per un banale equivoco, a due investigatori che più diversi non si può. Sono Ryan e Ray (Raymond) che di cognome fanno entrambi Wilkins (questa l’origine del malinteso). Ryan è bianco, nato e cresciuto in un campo di roulotte alla periferia della città; ragazzo padre, i suoi modi sregolati e irriverenti gli hanno causato rilievi disciplinari, e nel suo stato di servizio si legge: «ha difficoltà con le élite privilegiate». Ray, invece, proviene dall’élite nera che si sta affermando; marito felice, sempre elegante, dal garbo soave, è laureato al Balliol College e la Sovrintendente lo considera «una delle promesse dell’arma».
I due procedono tra continui contrasti, ma riescono a portare alla luce ambiguità e reticenze, da parte dello spocchioso Rettore e della consorte, nonché di altri componenti a ogni livello del college. Sono molti gli indizi da decifrare: una foto scomparsa, un prezioso Corano, sedicenti studiosi dalla traballante identità, traffici internazionali poco chiari, altre vite sono in pericolo. L’indagine è resa più complessa da una cortina di ipocrita rispettabilità: «come tutti i college di Oxbridge il Barnabas è un business di valore inestimabile che ha legami con società e governi di tutto il mondo, uno snodo in una rete globale».
Un omicidio a novembre è il primo di una serie con protagonista una coppia di intriganti detective. Romanzi al con fine tra attualità urbana e poliziesco classi-co, tra sferzante critica sociale e ironia, tra azione e tenerezza. Ryan e Ray rappresentano in giallo uno specchio dei tempi: chi parte sconfitto e chi crede nelle chance del merito.

Siamo a Oxford quindi, cittadina universitaria, già protagonista di una serie di thriller, quelli scritti da Colin Dexter e risolti dal suo ispettore Morse. Eppure sbaglierebbe chi pensasse che i due ispettori Wilkins siano i nipotini di Morse, o chi pensasse che Oxford sia la stessa città descritta da Dexter. Ci sono, naturalmente, tante similutudini tra la città di Dexter e quella di Mason, ma sono passati decenni tra le storie dei vari romanzi e perciò anche Oxford è, inevitabilmente, cambiata. I due ispettori protagonisti poi, non potrebbero essere più diversi da Morse, come è giusto che sia se si sta scrivendo una storia nuova. La vita scapestrata di Ryan, e le sue umili origini, ci presentano la polizia in una maniera diversa dal solito, direi più realistica. Notevoli i contrasti con Raymond, che pure rappresenta altri aspetti della stessa città.

La trama thriller è molto ben congegnata e tiene il lettore incollato alle pagine. Insomma, in fatto di letture il mio 2025 è cominciato nel modo migliore, e il vostro?

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