Si è appena conclusa l’edizione 2026 degli Australian Open, che è stata storica, per diversi motivi. Il vincitore è stato lo spagnolo Carlos Alcaraz che, con questa vittoria, ha completato il Career Slam, ovvero la vittoria, per almeno una volta nella carriera, di tutti e 4 i tornei del Grande Slam (Australian Open, roland Garros, Wimbledon, US Open). Prima di lui ci erano riusciti, oltre ai magnifici 3 (Federer, Nadal, Djokovic) in anni recenti, Fred Perry e Don Budge negli anni’30 del secolo scorso, Rod Laver e Roy Emerson negli anni ’60, e Andre Agassi nel 1999. Di questi fantastici 9, Carlitos è il più giovane ad aver completato l’impresa. Alcaraz ha vinto il torneo battendo Novak Djokovic, il giocatore più vincente nella storia degli Slam, che è riuscito nell’impresa di giocare la finale di un torneo major a quasi 39 anni.

Nonostante queste imprese storiche, in Italia i social e i giornali sono pieni di commenti sulla sconfitta di Sinner, vissuta come un lutto nazionale. La maggior parte di chi scrive sembra non sapere non solo che, nello sport in generale, si vince e si perde, ma che il tennis in particolare è uno sport che insegna la sconfitta, più della vittoria. Ogni giocatore sa, già da prima di entrare in campo, che perderà all’incirca il 50% dei punti giocati; sa anche che potrà perdere pur vincendo più punti o più games dell’avversario, perché non tutti i punti nel tennis hanno lo stesso peso.
L’altro giorno Sinner ha giocato contro Djokovic un incontro incredibile, tanto che i numeri sono dalla sua parte: ha conquistato 152 punti totali, contro i 140 del suo avversario; ha ottenuto 72 punti vincenti contro 46 del giocatore serbo. Eppure, di tutti i punti giocati dopo il 30 pari, Sinner ne ha conquistati solo 8, mentre Nole ne ha vinti 20. Inoltre, il tennista italiano non è riuscito a concretizzare le numerose palle break ottenute; particolarmente importanti sarebbero state quelle conquistate all’inizio del quinto set.
Sinner lo scorso anno ha giocato tutte le finali dei tornei dello Slam (vincendone 2 e perdendone 2), impresa riuscita a pochissimi giocatori nella storia. Quest’anno ha perso non al primo turno ma in semifinale, e contro il numero 4 del mondo. Anche se non si è sportivi, ma solo tifosi, bisognerebbe comunque ringraziare il tennista italiano.
Ultima considerazione: si è detto che Djokovic è stato miracolato dal ritiro di Musetti, che nei quarti di finale lo stava battendo per due set a zero. Vero, tanto che il primo ad ammettere che Lorenzo avrebbe meritato di vincere è stato lo stesso Nole. Ma allora, per onestà intellettuale, va ricordato anche che Sinner ha vinto Wimbledon 2025 approfittando, negli ottavi di finale, del ritiro per infortunio di Dimitrov, quando il tennista bulgaro era in vantaggio per due set a zero. Niente di diverso da quanto accaduto tra Djokovic e Musetti.
P.S. Lo so, avevo detto che avrei parlato il meno possibile di tennis, ma in questi giorni ho letto tante e tali castronerie che mi sono sentito in dovere, nel mio piccolo, di intervenire.

E magari le peggiori le avrai sentite da giornalisti professionisti nello sport e non invece dai semplici appassionati, sportivamente quasi analfabeti, al bar! 😅