Svizzera: le votazioni dell’8 marzo 2026

Il prossimo 8 marzo il popolo elvetico voterà su un referendum e su tre iniziative popolari. Da svizzero all’estero, ho già espresso il mio voto.

La legge federale da votare è quella sull’imposizione individuale. Attualmente, le persone sposate sono sottoposte a un regime fiscale diverso rispetto a quelle non sposate. Le coppie sposate sono tassate congiuntamente, e quindi per effetto della progressione sono assoggettate a un’aliquota maggiore. In compenso beneficiano di diverse agevolazioni fiscali, come ad esempio una tariffa fiscale più vantaggiosa. Le coppie non sposate sono tassate individualmente e, nel caso di presenza di figli, solo uno dei genitori beneficia di un’agevolazione tariffaria.

La realtà dei fatti ci dice che, anche per questo motivo, le donne sposate lavorano poco, o addirittura niente, specialmente subito dopo la nascita di un figlio, col risultato che si trovano a ricevere una pensione più bassa rispetto ai coetanei maschi.

La legge in votazione prevede che la tassazione non dipenda più dallo stato civile, ma che ogni persona paghi in base al proprio reddito e al proprio patrimonio. Se accettata, questa legge entrerà in vigore entro il 2032. Il mio voto è un SI’ convinto.

La prima iniziativa popolare si intitola “ Sì a una valuta svizzera indipendente e libera con monete e banconote”. A essa è legato il controprogetto “Decreto federale concernente l’unità monetaria svizzera e l’approvvigionamento in numerario”. I sostenitori dell’iniziativa chiedono che in Svizzera ci siano sempre abbastanza soldi in contanti e che questo principio venga scritto in Costituzione. Il governo non è d’accordo, ritiene che l’iniziativa non sia descritta bene e ha preparato un controprogetto, essenzialmente per lasciare le cose come stanno. Io trovo tutto il quesito pasticciato e confuso, non mi sembra che, comunque si voti, ci saranno cambiamenti sostanziali, e pertanto il mio voto è un NO.

La seconda iniziativa riguarda il canone radiotelevisivo: l’iniziativa prevede di ridurre il costo del canone annuale da 334 CHF a soli 200 CHF; io ritengo che questa riduzione metta in percolo non solo la qualità delle notizie e dei programmi, ma anche la quantità di programmi nelle lingue monori, tra le quali va incluso l’italiano. Per queste ragioni, il mio voto è un secco NO.

L’ultima iniziativa riguarda l’istituzione di un fondo per il clima sulla quale, in coerenza con altre iniziative votate in precedenza, ho espresso voto favorevole.

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